Author Topic: Progetto Mihajlovic: viola già al lavoro per il 2011-12  (Read 982 times)

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E’ indiscutibilmente il momento di Sinisa Mihajlovic. Mentre il tecnico della Fiorentina si è concesso un attimo di stop an­dando a passare qualche ora di se­renità a Novi Sad dalla madre, in­torno al suo nome si è acceso il calciomercato. La prima mossa l’­ha fatta Andrea Della Valle che a fine della gara con la Roma senza esitazione ha ricordato a tutti che Sinisa ha un contratto in essere con la Fiorentina che lo lega fino al 2012 con un’opzione fino al 2013. Non solo, ma fuori dall’in­tervista rilasciata appena sulla so­glia dal Franchi, Della Valle ha fatto capire di essere pronto ad accendere l’opzione e bloccare a doppia mandata il suo allenatore. Tutto questo con grande tempi­smo considerato che sulle tracce del tecnico serbo si erano mosse con improvvisa determinazione sia la Samp che la Lazio. La prima per la verità c’aveva provato già questa estate e pure Lotito si era affacciato, ma era stato Corvino il più rapido e il più convincente. In questa occasione è stato invece il presidente che all’inizio di maggio vorrebbe raccontare a Firenze del proprio ritorno alla poltrona più alta della società, del doppio lega­me al tecnico serbo e a Pantaleo Corvino. Il tutto per ufficializzare il varo del nuovo Progetto-Fioren­tina che confermerà l’intenzione dei fratelli Tod’s per la costruzio­ne di una squadra capace di stare ancora in Europa in modo stabile. Prima, ovviamente, tutti uniti nel tentativo di giocarsi l’ultima chan­ce rimasta: agganciare Palermo e Juventus.

CON I DELLA VALLE - C’era da chiari­re però un ultimo aspetto: cosa fa­rà Sinisa Mihajlovic? Onorerà gli accordi, si lascerà alle spalle le proposte di due società e due squadre (Samp e Lazio) che ha nel cuore oppure, come è successo la scorsa estate quando dopo fulmini e saette tutto sembrava chiarito con Prandelli, si è poi arrivati al divorzio consensuale? La risposta sta tutta nella storia personale di questo serbo dal carattere di roccia. Pieno di spigoli, duro, ma an­che irremovibile. Si­nisa resterà a Firen­ze fino a quando i Della Valle glielo chiederanno. Miha­jlovic conosce bene la città, spe­cialmente la sua componente più critica. Sa che una parte non lo ama e che lo ha visto come un usurpatore, il tecnico di Corvino e dei padroni, una parte che lo ha accusato di non gioco e di azienda­lismo esagerato. Ma sa anche che c’è un’altra parte della città che ha capito le sue difficoltà, le as­senze a valanga, i casi extracalci­stici, una parte che ha visto il co­raggio che ha mostrato in ogni momento di tensione quando ha difeso i propri giocatori si chia­massero Cerci, Mutu, Ljajic o Montolivo. Le curve, gli ultrà, anche i più duri sanno cosa vuol dire il reciproco ri­spetto. E a Sinisa ba­sta, non gli interessa essere amato. Le difficoltà lo esalta­no, per questo non ha avuto paura quando ha rischiato sui giovani, così quando ha messo in un ango­lo Mutu per provocare la sua rea­zione, così come quando ha dovu­to fronteggiare il caso Vargas. Mi­hajlovic ha una città che lo tiene sotto il microscopio, una parte della critica che gli aveva prono­sticato di non arrivare a panettoni, frittelle di San Giuseppe e colom­be pasquali, ma anche una basa solida di curiosi che vogliono ve­dere fino in fondo cosa c’è dentro il cuore della roccia. Che aspetta­no questo finale di stagione per un giudizio definitivo.

VINCERE A FIRENZE - C’è poi una co­sa che lega in modo molto stretto Sinisa Mihajlovic a Cesare Pran­delli, il gusto della sfida. In Italia è difficile vincere ovunque vai, ma farlo a Firenze potrebbe dare un sapore ancora più dolce. Il ct ci ha creduto e provato in tutti i modi. Ha sfiorato un formidabile colpo con la semifinale Uefa, ha riporta­to i viola in Champions e a riceve­re una cascata di applausi contro Liverpool, Bayern, Lione, poi ha dovuto alzare bandiera bianca. Ora vorrebbe tentare Mihajlovic. Impossibile vincere a Firenze? Probabilmente sì, ma provarci è troppo bello.

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Il centravanti del futuro: Maxi più di Balotelli e Funes Mori

E’ chiaro che co­noscere l’allenatore anche per la stagione successiva aiuta ad anticipare i tempi del merca­to, ben sapendo che le squadre s’iniziano a programmare in primavera e che le trattative d’estate poggiano su basi data­te nei mesi precedenti. La scel­ta di confermare Mihajlovic sulla panchina viola per il 2011-12 dà quindi modo a Cor­vino di affrontare tutte le va­rie situazioni che concorrono alla formazione di una rosa, ovviamente d’accordo proprio col tecnico serbo. Da questo intrec­cio nascerà la Fiorentina del fu­turo prossimo.

CENTRAVANTI MAXI - Allora proviamo ad immaginare quali possono es­sere gli obiettivi prendendo spunto dalle voci, dai contatti, dalle telefonate esplorative delle settimane passate riguar­danti affari non conclusi che possono tornare sempre validi. E, ancora, ipotizzando l’even­tuale partenza di Alberto Gi­lardino, i nomi caldi sono tre ma soprattutto uno viene acco­stato spesso alla Fiorentina: Gaston Maxi Lopez. Nel caso del 26enne argentino, le affini­tà con il succitato Mihajlovic sono quasi... elettive, nel senso che tra i due a Catania si è svi­luppato un rapporto fortissimo dopo che il secondo ne ha pe­rorato la causa per portarlo al club etneo come rinforzo in­vernale e il primo ha ripagato la fiducia con undici gol che sono valsi la salvezza in car­rozza dei rossazzurri. Pren­dendo Maxi Lopez, insomma, la Fiorentina non avrebbe al­cun problema ad inserirlo nel gruppo, né sotto il profilo tec­nico- tattico e né in quello del­la conoscenza da fare e svilup­pare con chi ne è alla guida.

BALO E FUNES - Sempre ribaden­do la potenziale separazione da Gilardino, Maxi Lopez è can­didato buono, anzi ottimo, da prendere in esame per sosti­tuire il bomber di Biella per i motivi sopra elencati. Poi, ce ne sono altri due che per strade diverse portano comun­que al punto d'arrivo rappre­sentato dalla coppia Mihajlo­vic- Corvino: uno è Mario Balo­telli, l'altro è Rogelio Funes Mori. Giovani, giovanissimi, talentuosi, talentuosissimi. Pu­re difficilmente gestibile l’ita­liano del Manchester City, uno che il diesse viola aveva preso poco più che 16enne dal Lu­mezzane, salvo rinunciare per sua stessa ammissione all'ac­quisto davanti ad una serie di bonus chiesta dalla famiglia di Balotelli, a cominciare dall'ap­partamento a Firenze per se­guire da vicino il figlio. Senza dimenticare che Mihajlovic, insieme a Mancini, ha puntato forte su Mario tanto da poter vantarne la primogenitura del­la valorizzazione ai tempi del­l'esperienza all'Inter. Prospet­to non meno stimolante Funes Mori. Venti anni, doti atletiche eccellenti, scatto e progressio­ne nel bagaglio, soprattutto una capacità straordinaria di inquadrare la porta avversa­ria. Piace a mezza Europa e davanti alla sede del River Plate, società che l'ha tessera­to di ritorno dagli Stati Uniti dov’era emigrato bambino con la famiglia, c'è la fila dei pre­tendenti. Compresa la Fioren­tina con Pantaleo Corvino che tratta sovente l'argomento Fu­nes Mori con l’amico Passarel­la.

SOGNO INLER - Non solo attac­canti. Per il centrocampo, pia­ce moltissimo Gokhan Inler, 27 anni, che all'Udinese ha rag­giunto via via la completezza di repertorio e il rendimento del giocatore universale in grado di svolgere egregiamen­te entrambe le fasi di gioco. Due gli ostacoli per arrivare allo svizzero di origine turca: l'Udinese ( bottega costosa, a volte inaccessibile per i prezzi esposti) e il Napoli che vanta una sorta di ozpione. Passando alla difesa, in cima alla lista c'è ovviamente Matija Nastasic, che la Fiorentina preleverà a fine campionato dal Partizan, ma è un classe 1993 e quindi l'inserimento sarà graduale. Innesti possibili subito sono in­vece altri tre argentini che Mi­hajlovic conosce bene per averli avuti al Catania ( dove giocano tuttora): i difensori centrali Agustin Silvestre ( 4 gol all'attivo) e Nicolas Spolli, l'esterno Pablo Alvarez (fascia preferita la destra).

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Gila, Monto, Vargas, Santana e non solo: chi confermare?

Tre contratti da rin­novare e tre big in attesa di ca­pire se continuare a credere nel progetto viola. Il futuro della Fiorentina si decide adesso. Per qualcuno, forse, si sta già pro­gettando una nuova avventura altrove, dopo un campionato fin qui fatto di tante ombre e poche soddisfazioni. Pantaleo Corvino, responsabile dell'area tecnica, si è già messo al lavoro. C'è da ri­solvere intanto la questione dei giocatori che a giugno si libere­ranno a parametro zero.

UN PREMIO PER SAN­TANA - Se per Co­motto e Donadel il presidente Andrea Della Valle ha par­lato domenica di situazione di diffi­cile risoluzione - il ds Corvino ieri ha comunque ribadi­to che niente lascia pensare a una rottura definitiva tra le par­ti - un discorso a parte merita Mario Santana. Il primo acqui­sto della nuova Fiorentina tar­gata Mihajlovic potrebbe diven­tare proprio lui. Superati i tanti fastidi fisici - non ultimo la rot­tura del crociato anteriore del ginocchio -, è diventato il valore aggiunto di questa squadra. E' il giocatore che più si è sacrifica­to a seconda delle necessità del­l'allenatore: ha giocato come esterno offensivo, trequartista e mediano senza mai mostrare se­gni di cedimento. Tra campiona­to e Coppa Italia ha realizzato cinque gol - tre dei quali hanno permesso ai viola di conquistare sette punti -, regalando assist e non permettendo mai agli av­versari di individuare un punto di riferimento. Per questo, il rinnovo del contratto, sebbene l’agguerrita concorrenza di di­versi club di Premier e Liga, po­trebbe diventare un premio ad un giocatore che mai ha lesina­to impegno, dimostrando carat­tere e personalità.

I CASI DA RISOLVERE - I casi da sciogliere restano invece quelli relativi a Vargas, Montolivo e Gilardino. La Fiorentina non ha alcuna intenzione di cederli, ma tutto dipenderà dalla loro reale volontà di conti­nuare a scom­mettere sul pro­getto dei Della Valle. Il centra­vanti ex Milan ha ribadito più volte di voler onorare fino al­l’ultimo l'impe­gno preso, ma resta davvero da capire quanto siano forti le mo­tivazioni. Stesso discorso per il capitano, la cui vicenda relativa al rinnovo è diventata una sto­ria infinita. Dovranno essere questi stessi giocatori, eventual­mente, a fare il primo passo.

AD UN PASSO DALL'ADDIO - Chi in­vece pare destinato all'addio, ol­tre a Vlada Avramov in scaden­za a giugno, è il numero uno po­lacco Artur Boruc. Difficile ipo­tizzare che Frey lasci Firenze, vista la clausola rescissoria po­sta sul suo contratto ma princi­palmente l’oneroso ingaggio: più probabile che il portiere ac­quistato in estate dal Celtic pos­sa essere ceduto all'estero. In di­fesa, potrebbe lasciare i viola, in caso di offerta importante, an­che uno tra Natali e Krøldrup: l’arrivo del giovane Nastasic ne restringerebbe le possibilità di essere protagonisti e per questo, prima di arrivare a scadenza di contratto (entrambi nel 2012) ri­schiano di diventare pedina di scambio nell’ambito di altre trattative.

DUBBI E SCOMMESSE - Un altro punto di domanda è quello rela­tivo a Gaetano D’Agostino, il centrocampista arrivato la scor­sa estate dall'Udinese in com­proprietà con diritto di riscatto della metà del cartellino già fis­sata. Le otto partite che restano da qui alla fine della stagione saranno decisive. Se poi dovesse restare Montolivo, le probabili­tà di un suo addio crescerebbe­ro. Poche le possibilità di per­manenza pure di Alessio Cerci, mai entrato nel cuore dei tifosi, nonostante il gol realizzato ( al Chievo) e soprattutto i tre assist vincenti inventati nelle 17 pre­senze collezionate in questa sta­gione.

LINEA VERDE - Un’attenta rifles­sione meriteranno anche i gio­vani su cui la società continua a voler puntare. Detto che Ljajic, Jovetic, Camporese, Babacar e Neto restano intoccabili, alcuni baby talenti cresciuti nel settore giovanile potrebbero essere mandati a far esperienza altro­ve. E' il caso di Gulan, sulle cui qualità Mihajlovic non ha mai dimenticato di spendere parole positive, così come di Carraro, Masi, Seculin e Piccini, oggi in Primavera.

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Fiorentina al completo dopo la sosta, c'è anche Jojo

Il futuro della Fiorentina è rac­chiuso in meno di una settimana. La maledi­zione dei tanti infortuni ai giocatori intorno ai quali si sarebbe dovuta costruire l’ossatu­ra della squadra pare essere soltanto un ri­cordo. Tra venerdì e lunedì prossimo si co­nosceranno con certezza pure i tempi di re­cupero di Sebastien Frey e Stevan Jovetic.

RECUPERO LAMPO - Il numero uno francese, infortunatosi in allenamento in primo novem­bre scorso e costretto a ricor­rere alla ricostruzione chi­rurgica del legamento crocia­to anteriore del ginocchio, è pronto a riprendersi il suo po­sto. Da settimane sta conti­nuando a lavorare in campo, aumentando i carichi di lavoro, ma il via libera definitivo dovrebbe arrivare tra pochi giorni. Venerdì il francese andrà ad Arezzo dal professor Ce­rulli, il chirurgo che lo ha operato: si tratta soltanto di una formalità, ma considerati an­che i tempi particolarmente ristretti con cui il giocatore è tornato a disposizione, una cer­ta cautela resta pur sempre d’obbligo. Il francese, in tutti questi mesi, ha sempre avu­to un solo pensiero: riprendersi il posto e so­prattutto tornare ad essere protagonista, se possibile migliorando addirittura rispetto al passato. L’arrivo a Firenze di Boruc, se non altro, ha come risvegliato quel pizzico d’or­goglio che negli ultimi anni era rimasto schiacciato dalla sua straor­dinaria capacità di imporsi tra i migliori portieri del campionato. Mihajhlovic, che fin dal suo arrivo a Firenze ha sempre tenuto i due in com­petizione senza favorire nes­suno, ha risvegliato un sano antagonismo. Frey, una volta ottenuto il via libera dello specialista, farà di tutto per tornare titolare e lo spettacolo di sicuro non mancherà.

ASPETTANDO JO-JO - Chi proverà a recupera­re il tempo è pure Stevan Jovetic. Il suo sa­rà un rientro progressivo - che sicuramente tuttavia si concretizzerà ben dopo quel 3 aprile ipotizzato dallo stesso giocatore - co­munque importante per l'equilibrio tattico di una squadra che in origine era stata costrui­ta attorno a lui. Quando potrà essere schie­rato in campo? Detto che la sosta per gli im­pegni delle Nazionali gli permette intanto di rosicchiare una settimana su una stagione giunta ormai quasi alle battute finali, Jove­tic potrebbe essere impiegato per una man­ciata di minuti nella gara con­tro il Milan, nel posticipo del 10 aprile. Al massimo, si po­trebbe scivolare di una setti­mana, al 17 aprile quando al Franchi arriverà la Juventus, rivale a cui lo stesso Jo-Jo viola fino ad oggi non ha mai segnato. La conferma arrive­rà il 28 marzo ad Augsburg, dopo la visita dal professor Boenisch.

EMERGENZA PASSATA - I viola ritroveranno pu­re Per Krøldrup, alle prese con i postumi di un trauma distorsivo al ginocchio con lesio­ne della capsula posteriore dell’arto: il gioca­tore è tornato ad allenarsi in gruppo già da giorni, ma la precauzione ha imposto di pro­cedere per gradi. Domani, non appena la squadra si rimetterà al lavoro, il giocatore riprenderà a lavorare con i compagni e a partire dalla gara contro il Cesena, il 3 apri­le, subito dopo la sosta potrà essere nuova­mente impiegato dal tecnico. La Fiorentina potrà poi contare anche sull'effettivo - e com­pleto - recupero di Gaetano D’Agostino, co­stretto anche domenica a gio­care con il tutore alla mano a cui è stata applicata una plac­ca dopo la riduzione della frattura del terzo metatarso. L'emergenza, insomma, pare soltanto un refolo del passato.

DELLA VALLE E MUTU - Nella se­rata di ieri, Diego Della Val­le è intervenuto a Mediaset Premium in oc­casione dell’assegnazione di una borsa di studio intitolata alla memoria di Maurizio Mosca. E ha parlato anche di Mutu: «Se Adrian sta bene, è un bene per tutta la Fio­rentina. Se continua così, è sulla giusta stra­da ».

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Mihajlovic: perché resta. Corvino, tutte le mosse

C’E’ UNA PRIMA certezza in questa stagione di formidabile scompiglio, musi lunghi, fiato invece molto corto, infortuni, sbucciature nascoste e logoranti con i procuratori, tentativi tattici sbagliati, delusioni, passi in avanti e rapide retromarce. Cieli più sereni solo al crepuscolo del campionato, o quasi, con otto partite da giocare. Corvino è tornato sull’annuncio del presidente con parole raccolte da Canale 10: «Mihajlovic non è mai stato in discussione, siamo in corsa per un posto in Europa, non è una stagione da buttare. I rinnovi dei contratti dei giocatori in scadenza? Stiamo parlando, ma posso assicurare che non ci sono rotture definitive».
La certezza è la conferma di Mihajlovic che ADV, in un periodo di loquacità minima, ha buttato in mezzo al mucchio degli sguardi interrogativi, perché l’alfabeto viola è di difficile interpretazione anche per gli osservatori teoricamente più attenti. Il secondo paletto non arriva di conseguenza, ma quasi, e riguarda Corvino: il direttore sportivo ha ancora un altro anno di contratto, ma nel calcio gli accordi sono fatti per essere superati e francamente — proprio sul conto di Corvino — si erano accavallate moltissime voci. Se ne va? Resta malvolentieri? Resta costretto? Resta convinto?

L’OPZIONE giusta è l’ultima, anche se gli ultimi dodici mesi hanno fiaccato la permalosa, indurita e allenata resistenza del Ds, che si è spesso autoimposto il silenzio riempiendo archivi con le considerazioni altrui; nessuno dei 34 anni di carriera da dirigente è stato così faticoso per Corvino, che dallo scorso marzo in poi — dopo l’ eliminazione negli ottavi di Champions contro il Bayern, un capolavoro di Mastrolindo Ovrebo — ha assistito a una catastrofica serie di eventi negativi. Voglia di eclissarsi? A volte tanta. Corvino ha come tutti qualche difetto, ma non quello di svicolare come Gatto Silvestro; per questo è rimasto, per questo da maggio in poi cercherà di impostare un nuovo ciclo a Firenze dopo aver scommesso sulla conferma di quello attuale. Tante mosse in arrivo e anche in partenza. Possibili sorprese anche su Montolivo, ma qui ci vorrà un approfondimento specifico. L’unica certezza è che per ora non sono previsti incontri per parlare di rinnovo di contratto, nonostante la Fiorentina ne avesse proposto uno quinquennale al giocatore lo scorso maggio, ricevendo in cambio la disponibilità. Dopo il mondiale, un nuovo cambio di rotta.

NELLE vicinanze e a margine di tutto questo, se vogliamo includere anche il mercato di gennaio 2010, ci sono stati movimenti che non hanno convinto tutti, anche se alla distanza l’unico, vero errore che Corvino ammetterebbe è l’acquisto di Felipe, pagato 9 milioni e raramente in corsa per un posto da titolare. Gli altri, a cominciare da Bolatti (pagato e rivenduto alla stessa cifra) sono tutti figli di una logica, come direbbe Corvino, in attesa di capire quanto valga davvero Ljajic (altro colpo impegnativo di quattordici mesi fa). Ma torniamo alla logica del mercato: Mihajlovic ha chiesto un regista e in quel ruolo D’Agostino era il più richiesto (5,5 milioni per la metà), Cerci è stato pagato 4 milioni e anche ora — messo da parte per il cambio di modulo reso necessario dalla presenza contemporanea di Mutu-Gilardino — potrebbe essere girato ad altre squadre per una cifra superiore. Ammesso che il prossimo anno, come la Fiorentina si augura, possa essere recuperato all’interno di un nuovo modulo. Behrami si è inserito bene (costo del cartellino meno di 2 milioni, più i diritti per Da Costa), il giovanissimo portiere Neto è nel giro della Nazionale brasiliana ed è un investimento per il futuro.

QUANTE cose sono cambiate in un anno, e com’è stata diversa la Fiorentina vista in campo rispetto alla squadra prevista a tavolino, da maggio in poi, con l’ok di Mihajlovic. Tutto molto teorico, ma bello. La formazione base (4-3-3) era con D’Agostino regista, Montolivo e Vargas mezz’ali, più il tridente offensivo con Santana a destra, Gilardino al centro e Jovetic a sinistra. Piani cambiatissimi in corsa, insieme al modulo: JoJo fuori uso, Montolivo in ritardo di preparazione e poi operato, Vargas infortunato, D’Agostino anche. Senza contare la variabile Mutu, in vendita e poi trattenuto dopo il grave ko di Jovetic, aspettato e quasi cacciato dopo la fuga dagli spogliatoi a gennaio... Mihajlovic ha obiettivamente fronteggiato una serie infinita di imprevisti e in questa lunga fase — nonostante le malinconiche prestazioni della squadra — ha messo in evidenza una non comune abilità nella gestione di un gruppo deluso, logorato, sfiduciato. Anche per questo è arrivata la conferma.

L’ALLENATORE ha ancora un anno di contratto e la Fiorentina potrebbe esercitare un’opzione per trattenerlo anche in futuro, Corvino è in scadenza nel giugno del 2012 e agli amici parla come chi deve cominciare una nuova fase della sua carriera, sempre a Firenze. Nessuna parola ufficiale da parte sua, ma se c’è una frase da ricordare è questa: «Vorrei che la Fiorentina fosse il mio ultimo club». Poi i nipotini, gli olivi, Vernole, la Puglia, senza scantonare sotto altri stemmi. Ma prima tante altre cose da fare. E sassolini da rovesciare addosso a chi, non per caso, si trova a passare da quelle parti.

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Da Comotto a Vargas quanti addii. Ecco chi piace

Movimenti intorno alla Fiorentina. Gente che va, gente che potrebbe andare. Gente che forse arriverà. È il momento di fare i conti con il domani di una squadra che deve essere rinnovata. «Dopo la Juventus tracceremo il futuro» ha detto Andrea Della Valle. Ma qualcosa si è già intuito, soprattutto in uscita.
Il problema numero uno - Avramov è in scadenza e non gli verrà rinnovato il contratto. Tra Frey e Boruc deciderà il mercato, nel senso che andrà via quello che farà guadagnare più soldi alla società. In questo momento tutti gli indizi portano al portiere polacco, ma non è detto che sia così. In ogni caso chi resta dovrà fare i conti con il talento emergente di Neto, è lui il portiere del futuro.
Ho finito i terzini - Contratto in scadenza anche per Comotto e nessun rinnovo. Poi andrà via uno tra Kroldrup e Natali (più facile) per far posto a Camporese. Gli altri rimangono, ma la Fiorentina ha bisogno di trovare due terzini forti. De Silvestri è uno su cui si può lavorare, Pasqual va bene come alternativa. Qui servono idee vere.
In mezzo si cambia - Il primo nodo da chiarire è se Montolivo rimane alla Fiorentina oppure va via. Attualmente siamo al cinquanta e cinquanta. Per rimanere vuole una squadra competitiva, molto competitiva, e difficilmente Della Valle riuscirà ad accontentarlo. Parleranno e decideranno, ma la sensazione è che da qui a giugno la percentuale di permanenza si ridurrà sensibilmente. Se Montolivo va via è probabile che la Fiorentina provi a prendere anche l´altra metà di D´Agostino, in comproprietà con l´Udinese. Behrami non si muove, mentre Donadel dovrà cercarsi un´altra squadra. Insomma, in mezzo al campo c´è da lavorare e Corvino ha già qualche nome interessante. Il primo è Piotr Trochowski, centrocampista dell´Amburgo e della nazionale tedesca. È in scadenza di contratto. Poi piace Parolo, del Cesena, appena convocato da Prandelli in Nazionale, e piace anche Ramirez, del Bologna. Infine un nome che non passa mai di moda è quello di Barnetta.
L´esterno no - Vargas ha voglia di giocare altrove, se ne andrà. Santana non ha più un contratto, se ne andrà. Marchionni non va d´accordo con Mihajlovic, se ne andrà. Forse rimane Cerci...
Tutti all´attacco - Jovetic e Ljajic sono due punti fermi, Mutu potrebbe rimanere, anche perché il tecnico lo considera un giocatore fondamentale. E poi su Jovetic non ci sono certezze, dopo un infortunio così brutto ripartire non è mai facile. Infine Gilardino. Anche lui chiede una squadra più competitiva altrimenti prenderà in considerazione altre soluzioni. Probabilmente all´estero. Da valutare Babacar, che però potrebbe essere mandato a giocare in prestito in un´altra squadra.

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I tifosi frenano: ''Prematuro confermare Mihajlovic''

La frase di domenica di Andrea Della Valle sulla certezza che Mihajlovic sarà l’allenatore viola anche il prossimo anno ha acceso il dibattito tra i tifosi sull’opportunità di questa conferma. Che in realtà non scalda troppo il cuore, almeno a giudicare dalle parole dei rappresentanti dei sostenitori o di chi, come Stefano Sartoni, pur non avendo più una carica conosce perfettamente l’ambiente. «La maggior parte della gente viola - attacca l’ex leader del Collettivo - non è entusiasta di questa scelta: basta fare un giro per la città per capirlo. Nemmeno io faccio i salti di gioia, ma credo anche che se la società ha preso una decisione del genere, sicuramente ha i suoi motivi. D’altra parte, per questa stagione, Sinisa ha molti alibi. Sono state troppe le partite in cui non aveva a disposizione molti giocatori». Ciò che Sartoni non “perdona” a Mihajlovic è invece la mancanza di gioco della squadra. «E questo indipendentemente dal fatto che la Fiorentina faccia il miracolo e approdi in Europa ». Un punto su cui è d’accordo Filippo Pucci, presidente dell’Accvc. «Sotto questo aspetto bisognerà senz’altro migliorare: è vero che ultimamente le cose sono andate un po’ meglio, ma è stato principalmente per merito delle individualità». Un po’ come dire che puntare ancora sul tecnico serbo è azzardato? «Mah - fa Pucci - quanto meno è un po’ presto per potersi esprimere. Credo che sarebbe meglio aspettare la fine del campionato per dare un giudizio definitivo. Anche domenica la squadra ha giocato abbastanza bene ma l’ultima parte della gara poteva essere interpretata diversamente, senza chiudersi nell’area di rigore». «Comunque - conclude - a me interessano principalmente i risultati e quindi anche vedere se la Fiorentina andrà in Europa League». Il numero uno dell’Atf, Walter Tanturli, vorrebbe invece aspettare a commentare: «Nel calcio non ho mai sentito una dichiarazione che poi sia rispettata» dice alludendo al fatto che a suo avviso i giochi non sono ancora fatti. «Se davvero resterà Mihajlovic - aggiunge - di sicuro non mi strapperò i capelli. É vero che ha commesso diversi sbagli, ma d’altra
parte anche Prandelli lo scorso anno ne aveva fatti. Dalla sua ha anche il fatto di essere molto filo-societario in ogni situazione. E poi, nonostante tutto quello che si diceva sul suo conto, è anche una brava persona. Quanto meno molto meno peggio di come era stato dipinto». Ma? «Se venissero Mourinho, Capello o Spalletti certo sarei più contento. Poiché però non è possibile, mi accontento. A patto che la società gli metta a disposizione un organico importante: più che l’allenatore conta il progetto». Infine, Pietro Vuturo, un altro che di allenatori sulla panchina della Fiorentina ne ha visti sedere molti. «Sospendo il giudizioma non sono così felice. Mihajlovic non mi fa impazzire perché è un tecnico che deve fare molta esperienza e con i cambi per ora s’incarta». Ultimamente però è migliorato anche lui... «Mah, la Fiorentina continua a calare nei finali di partita e tutto questo gran gioco non l’ho visto nemmeno ora che sono rientrati tutti i big». E se a sorpresa centrasse l’Europa? «Intanto - conclude l’ex esponente del Gruppo Storico - ci credo poco e le mie opinioni cambierebbero relativamente».

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La 'nuova' Fiorentina: Antognoni e Oriali in società?

La Fiorentina inizia a meditare sul suo futuro. Domanda: come ripartire dopo questa stagione che definire di passaggio è un dolce eufemismo? Ovvio che la recente evoluzione del gioco e dei risultati aiuta a riflettere con meno tensione addosso. Ma un lieve sorriso non può far dimenticare gli errori commessi, o comunque la sottovalutazione fatta rispetto a una stagione che per definizione si presentava rischiosa. I proprietari e i dirigenti della Fiorentina inizieranno a discutere la nuova strategia a partire da metà aprile. Chiaramente alcune linee sono già state tracciate, a cominciare dalla probabile conferma di Mihajlovic, al quale la proprietà vuole dare un´altra possibilità, anche perché quando la Fiorentina è tornata a giocare con i vecchi uomini (Behrami escluso) sono tornati i risultati e anche un po´ di gioco. E c´è chi, si mormora in giro, ha premuto perché si andasse verso questa direzione. Sotto la lente di ingrandimento, più che il lavoro del tecnico, è stato messo il mercato, che non ha certo dato una mano a Mihajlovic. Per questa ragione c´è un po´ di mistero a proposito del futuro del direttore sportivo, che da gennaio 2010 ad oggi non ha ottenuto grandi risultati dal punto di vista del rapporto spesa-rendimento. Ma i Della Valle non hanno intenzione di mandarlo via. Semmai il nodo sta in una possibile riordinamento aziendale, per la verità ancora tutto da definire.

Il primo obiettivo sarà quello di riavere un presidente operativo. Andrea Della Valle ha voglia di tornare ufficialmente al vertice della società. L´unico possibile inghippo sta nel sempre maggiore coinvolgimento in azienda. Molte delle attività svolte da sempre dal fratello Diego sono passate nelle sue mani. Lui vorrebbe riuscire a mettere insieme le due mansioni. Resta da vedere se questo è possibile. In ogni caso per Adv la Fiorentina resterà un impegno e una passione. Ma l´alternativa potrebbe essere quella di trovare un presidente che in qualche modo rappresenti un simbolo anche per la città. Il nome di Antognoni, in questo senso, potrebbe diventare una possibilità. Nelle ultime settimane è venuta fuori anche l´idea di affiancare a Mihajlovic una figura che tenga un rapporto stretto tra spogliatoio, dirigenti e proprietà. Un uomo di esperienza (alla Montali, per intenderci) adatto a rappresentare la società anche davanti alle telecamere. Un nome? Lele Oriali. Ma per ora è solo un´idea. Corvino, fino a oggi plenipotenziario dell´area tecnica, potrebbe tornare a viaggiare per fare mercato come ai bei tempi e anche il settore giovanile potrebbe avere un nuovo responsabile tecnico. Ma da qui a metà aprile c´è tempo. E ogni sorpresa è sempre possibile.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=74858
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

 

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