Archiviata la domenica delle conferme, del gioco e delle passioni ritrovate la Fiorentina si avvia verso il finale di stagione con qualche certezza in più, e con un po' di domande su quello che sarà. I rinnovi dei giocatori in scadenza (ad esempio) sono sempre più lontani, e anche la questione Montolivo è avvolta da una coltre di nebbia sempre più densa. Chi vivrà, vedrà.
Nel frattempo, nonostante una prestazione finalmente divertente ed un Vargas tornato devastante, la zona Europa si allontana, ed il sogno di rimettere in piedi un campionato nato male diventa quasi impossibile da tramutare in realtà. E' primavera, i viola si son svegliati, ma probabilmente è troppo tardi. Adesso le nazionali, la sosta, ed un paio di appuntamenti decisivi.
Quella che inizia oggi è infatti la settimana che chiarirà dubbi e incertezze sui rientri in squadra (a tutti gli effetti) di Sebastien Frey e Stevan Jovetic. I due infortunati eccellenti, quelli che hanno soltanto assaggiato la stagione, prima che la sfortuna si mettesse di traverso. Fermi da una vita, Jo-Jo soprattutto, e con una voglia pazza di tornare in campo. Non solo in allenamento.
Il primo ad avere una risposta sarà Jovetic. Quello che quest'anno doveva caricarsi la Fiorentina sulle spalle. Non ha potuto, e si è visto. La data è decisa. Mercoledì, tra due giorni, Stevan volerà a Monaco per l'ultima visita dal professor Boenisch. Sarà, nella speranza di tutti, quella che sancirà il via libera definitivo. Le sensazioni sono positive, anche se l'obiettivo di Jovetic (essere in panchina a Cesena, il prossimo 3 aprile) con tutta probabilità sarà fallito. Meglio andarci cauti, meglio rimandare ad una settimana più tardi. Almeno.
Del resto il ginocchio del talento di Podgorica è andato in mille pezzi. Roba che nemmeno nei peggiori incubi. Due operazioni, una più complicata dell'altra, ma comunque perfettamente riuscite. Quindi la lunga (e faticosa) riabilitazione. A piccoli passi, ma senza il minimo intoppo. Prima è tornato a camminare, quindi i carichi di lavoro (leggeri all'inizio, pesantissimi poi), infine i primi tocchi al pallone. Fosse per Jovetic sarebbe già al limite dell'area dei campini a calciare come un pazzo. Ma non può, almeno fino a mercoledì. Lo dirà Boenisch (il dottore che lo ha operato) se il momento è davvero arrivato. A quel punto Jo-Jo si armerà di volontà ed entusiasmo, si unirà ai compagni e aspetterà il suo momento. Previsioni? Col Milan, il 10 aprile, un posto in panchina potrebbe anche trovarlo, ma più ragionevole è immaginare una sua convocazione per il 17, quando a Firenze si presenterà la Juventus.
E Frey? Per lui è più semplice. Infortunio meno grave, meno complicato e, soprattutto, un percorso di recupero molto più agevole. Non è un caso se il portierone già para nelle partitelle in famiglia. Raccontano di una carica mai vista, per il francese. Vuole tornare a giocare. Vuole, soprattutto, riprendersi il posto da titolare. Anche perché a fine stagione sarà presa la grande decisione. Lui o Boruc? Uno partirà, l'altro sarà numero uno e apripista per Neto, il bimbo prodigio arrivato dal Brasile e già riserva di Julio Cesar in Nazionale. Un predestinato, insomma. Almeno sulla carta.
Per Sebastien l'appuntamento è fissato per venerdì, due giorni dopo Jovetic. Andrà ad Arezzo, dal Professor Cerulli, e l'esito del consulto appare scontato. Semaforo verde e via alla caccia. Si siederà in panchina a Cesena (salvo sorprese), ma poi farà di tutto per mettere in crisi Mihajlovic. Il serbo a inizio stagione non ebbe dubbi. Frey in porta, Boruc a sedere. E adesso? Questione aperta, e complicata. Il polacco dopo qualche incertezza iniziale ha offerto ampie garanzie, e non ha certo voglia di mollare la presa. Anche solo per carattere, il "portiere santo" è uno che la testa non l'abbassa. Mai, e davanti a nessuno. All'allenatore l'ardua sentenza.
Ma ciò che conta (come sempre) sono i fatti, e per una volta raccontano solo storie positive. Dopo Mutu, Montolivo e Vargas, anche gli ultimi due campioni della Fiorentina stanno tornando. Prima Frey, poi Jovetic. Era il grande sogno di mezza estate, tra poco diverrà realtà. Certo, ormai (forse) è tardi, ma un po' di ottimismo e di aria nuova, su questa squadra, non possono che far bene.
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