Episodi e Regolamento: la rete annullata a Gilardino contro la RomaUn’azione importante nella gara finita in parità tra Fiorentina e Roma, ma addirittura espunta da tutte le sintesi televisive – e purtroppo di quest’azione, abbastanza incomprensibilmente, non abbiamo immagini se non quelle reperibili sul sito ufficiale della Fiorentina selezionando nel menù a tendina “Fuorigioco; Mutu” (
http://it.violachannel.tv/tempo-reale-generic/items/339130.html?what=mv) – è quella relativa alla rete annullata a Gilardino al minuto 19 del primo tempo, sul parziale di 0-0. (dove il realtà il protagonista del passaggio è Santana)
Su un rinvio di Doni, Natali colpisce il pallone di testa nei pressi del centrocampo e manda il pallone nella zona di Burdisso, che tenta lo stop ma controlla male; Santana, in posizione di fuorigioco al momento del colpo di testa di Natali, lancia Gilardino che segna in pallonetto sul fischio del direttore di gara Mazzoleni.
La questione, assolutamente non banale rispetto a una prima sensazione confermata peraltro anche dal disinteresse delle televisioni, riguarda non tanto la punibilità della posizione di Santana, quanto il momento in cui tale posizione deve essere valutata.
Analizziamo il caso:
se Santana, in evidente posizione irregolare, ricevesse il pallone direttamente da Natali, l’interpretazione sarebbe pacifica: fuorigioco punibile (Regola 11, Il Fuorigioco: un calciatore in posizione di fuorigioco deve essere punito solo se, a giudizio dell’arbitro, nel momento in cui un suo compagno gioca il pallone o [lo stesso] è da questo toccato, egli prende parte attiva al gioco intervenendo nel gioco oppure influenzando un avversario oppure traendo vantaggio da tale posizione).
Ma Santana non riceve il pallone direttamente, quindi l’interpretazione deve essere approfondita: è necessario comprendere se Burdisso effettua una giocata – e in questo modo dà il via a una nuova azione nella quale Santana non è più punibile poiché il pallone non viene giocato da un compagno – o tocca involontariamente il pallone – e in questo caso il fuorigioco di Santana è punibile, perché si rimane nell’ambito dell’azione avviata dal colpo di testa di Natali). (Regola 11, domanda/risposta n.10): “ Quando il pallone, su tiro o passaggio del compagno, viene toccato per ultimo da un avversario, la posizione di un calciatore in fuorigioco viene sanata? No, poiché l’individuazione del fuorigioco deve essere effettuata al momento del tocco del compagno. Se, però, il pallone è giocato ( toccato dopo essere stato posseduto e/o controllato, non semplicemente deviato) da un avversario, non esiste più infrazione di fuorigioco”).*
Inoltre, fermo restando il fatto che non si può parlare di “trarre vantaggio da una posizione di fuorigioco” (“Nell’ambito della Regola 11 si applicano le seguenti definizioni: […] ‘trarre vantaggio da tale posizione’ significa giocare un pallone che rimbalza dal palo o dalla traversa o giocare un pallone rimbalzato da un avversario, essendo stati in posizione di fuorigioco”), bisogna considerare se Santana influenzi Burdisso con la sua presenza: analizzando le immagini, sembra che Burdisso non sia minimamente influenzato dalla posizione del numero 10 viola.
La domanda cruciale è dunque: Burdisso gioca o devia il pallone? L’errore clamoroso nel controllo della sfera non ci aiuta: infatti la definizione sopra citata afferma che la giocata implichi un tocco dopo che “il pallone è stato posseduto e/o controllato”. Il controllo è assente, ma il possesso del pallone effettivamente sembra esserci (ci aiuta la d/r 17/12, sul rapporto tra possesso del pallone e distanza di gioco: “Quale significato deve darsi all’espressione “distanza di gioco”? La possibilità che ha un calciatore di giocare o controllare il pallone in rapporto alla dinamica dell’azione ed alla distanza dal pallone stesso”) . Se c’è possesso c’è giocata, se c’è giocata c’è nuova azione: aggiungendo a questo la famosa norma internazionale per gli assistenti “in doubt no flag”, “nel dubbio non sbandierare”, si può quantomeno pensare che ci fossero gli estremi per lasciar giocare.
* Questa nuova fattispecie della casistica, introdotta nella nuova versione del Regolamento, viene citata spesso come “Norma Collina”, perché fu l’ex arbitro viareggino a sancirne la validità dopo un derby tra Torino e Juventus (arbitro Rocchi) in cui Trezeguet, partito in posizione irregolare, segnò – e la sua rete fu convalidata – dopo un maldestro tentativo di colpo di testa di Della Fiore.
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=74900