Mihajlovic contro il tabù delle grandiDa quando è tornata in serie A, la Fiorentina dei Della Valle ha battuto la Roma una volta soltanto. Era il 25 aprile del 2009. Finì 4-1, una sbornia generale con gol di Vargas, due di Gilardino e uno di Gobbi contro il solo di Batista. Da quel giorno magico per i viola di Prandelli si spalancò definitivamente la strada per la Champions League. Per il resto i numeri dicono che contro i giallorossi la Fiorentina ha rimediato solo quattro pari e la bellezza di otto sconfitte. Insomma un disastro. Quella vittoria, bellissima, resta l’ultima contro una grande. Poi pareggi e delusioni. Ma quel ricordo accende una scintilla importante.
MALE CON LE GRANDI - D’altra parte anche negli anni migliori, quelli che una parte dei fiorentini ricorda ancora con i lucciconi, gli anni di Cesare Prandelli, i viola hanno sempre sofferto le grandi, intendiamo Milan, Inter, Juve e appunto Roma. Pure nelle stagioni nelle quali la Fiorentina riusciva, nonostante la penalizzazione inflitta per Calciopoli, ad arrivare in Uefa o addirittura in Champions, alla fine contro le... quattro sorelle regine i numeri erano da depressione generale. Infatti ad oggi sono solo quattro le vittorie, sedici i pareggi e addirittura trenta le sconfitte. Colpi duri che dicevano semplicemente che, nonostante i grandi sforzi di tutti, nonostante l’impegno economico dei Della Valle, nonostante la formidabile presenza del tifo e il lavoro dell’attuale ct azzurro, quelle erano partite proibite o quasi. Per chiunque è difficile far risultato contro le padrone del calcio italiano ma pure qualche piccola ogni tanto ha fatto lo sgambetto, per i viola è stato particolarmente duro ingoiare tanti bocconi amari.
CAMBIARE IL VENTO - Ma adesso Mihajlovic deve cercare di far cambiare il vento. Il finale di stagione lo impone se davvero i viola vogliono sperare di realizzare un’impresa, quella di passare dal grigiore, dal fallimento spesso annunciato a una sorta di grande vendetta collettiva. Lo stesso tecnico serbo adesso è chiamato a dimostrare di saper dare a questa Fiorentina una personalità che pure nel suo miglior passato ha mostrato di faticare a rintracciare. Domenica torna la Roma, quella battuta solo una volta, due anni fa. E’ la gara che davvero potrebbe significare una svolta, per tutti. Di quella Fiorentina ne sono rimasti tanti, se ne sono andati Dainelli e Semioli, Jovetic sta masticando i giorni per tornare in campo, non c’è più Gobbi e Frey è al... restauro finale, ma degli altri ce ne sono tanti. Sono gli uomini che possono davvero accendere Firenze.
UN GRANDE FRANCHI - Oggi con la finale di Coppa Italia Primavera inizia la settimana di Fiorentina-Roma, doppio confronto fra due squadre e due tifoserie che non si sono mai amate. Per gli uomini di Montella sarà la chiamata definitiva o quasi per la Champions, per i viola è senza alcun dubbio l’ultima ipotesi di riagganciare l’ultimo ipotetico vagone per l’Europa League. Se la squadra di Mihajlovic dovesse fallire, se dovesse aggiungere un’altra sconfitte alle tante rimediate in questi anni dei Della Valle, allora tanto varrebbe lavorare per il futuro, magari inserendo progressivamente qualcuno dei ragazzini che stasera si giocheranno il titolo con i piccoli giallorossi. E se stasera ci saranno un fiume di persone al Franchi, pure domenica la città risponderà per tentare davvero di battere la statistica, la storia e colorare un’annata che pareva destinata al grigio fumo. Una vittoria per continuare a credere. Poi arriveranno la Juve e il Milan per chiudere a a San Siro con l’Inter.
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