Author Topic: Mihajlovic punta sulle sicurezze, Boruc continua a darne  (Read 464 times)

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Era iniziata proprio contro il Chievo Verona l'avventura in Serie A di Arthur Boruc, era il 3 novembre infatti quando Frey dette forfait e toccò al polacco sostituirlo, prendendosi quel posto fra i pali che ora potrebbe non lasciare più.

A Verona infatti Boruc ha confermato di essere un portiere di assoluto livello, per l'ottava volta con lui la porta viola rimane inviolata, malgrado il Chievo abbia fatto di tutto per segnare. Arrivano anche i complimenti di Stefano Pioli, tecnico dei veneti, " Contro di noi i portieri si esaltano sempre" dice con aria un po' frustrata, come d'altronde ci si attenderebbe dopo aver visto il numero 84 fermare col piede sinistro un diagonale da distanza ravvicinatissima di Moscardelli, o parare di testa un tiro viziato da un rimbalzo beffardo.

Un rendimento continuo, se non fosse per un paio di leggerezze come l'uscita a vuoto a Roma contro i giallorossi (che fra l'altro saranno i prossimi avversari viola) sebbene all'interno di una partita quasi miracolosa. Superati gli imbarazzi degli "oooh" ad ogni retropassaggio verso il portiere, Boruc è riuscito ad imporsi come una vera e propria sicurezza, se non fosse che presto tornerà pure Frey.

Questo è il momento delle certezze, Mihajlovic non vuole prendere rischi e nelle ultime gare ha rinunciato ai più inesperti Cerci, Ljajic e Camporese per lasciare spazio ai veterani Marchionni e Natali, d'altronde la posta il palio è troppo alta, sia per la Fiorentina che per lo stesso Sinisa. Lo stesso criterio può essere utilizzato per scegliere fra Boruc e Frey, col polacco che si è dimostrato una garanzia, e il francese che è un enorme punto interrogativo.

Dopo l'infortunio come tornerà in campo il Frey, che già pagava visibilmente i problemi al ginocchio sinistro in certe circostanze, e che ora dovrà affrontare anche l fastidi del destro? Può essere lui la sicurezza per chiudere il bellezza la stagione? Il tempo è dalla parte di Boruc, ormai mancano solo 9 partite alla fine del campionato, e difficilmente Mihajlovic potrà dare fiducia a Frey dopo pochissimi allenamenti. Dovrà sbrigarsi il francese, il campionato volge al termine, ed ora è lui a dover dimostrare di essere degno di tanta fiducia come quella che è necessaria per togliere il posto a Boruc. Ma ce la farà entro Maggio?

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Marchionni e non solo: gli esterni sono un caso

Con Mutu e Santana ai lati di Gilardino la Fiorentina gira, ed è la classifica a dare il suo verdetto inappellabile, i viola fanno passi da gigante, ma devono ancora risolvere un problema: quello delle riserve dei due esterni d'attacco, tutti per un motivo o per l'altro estremamente deludenti.

L'esempio più lampante è Marchionni, titolare l'anno scorso, panchinaro fisso in questa stagione, che non ha convinto affatto nelle poche apparizioni che gli sono state concesse, fino al culmine raggiunto domenica, quando dopo aver sbagliato un gol incredibile ha fatto pure infuriare i compagni per il suo atteggiamento volto più a cercare gloria presonale che altro. Cerca di riscattarsi, perchè sa che se gioca come ha fatto fin'ora il campo sarà lontano per lui. Dalla sua però ha la stima di Mihajlovic, che quando c'è da coprire lo schiera sempre, fidandosi della sua esperienza.

Forse ancora peggio sta facendo Cerci, autore di qualche buona giocata, ma ancora tremendamente impreciso e pasticcione, oltre che bersaglio preferito dei tifosi fiorentini, scomparso anche lui dai piani di Sinisa nelle ultime settimane, nelle quali - complice l'assetto senza esterni larghi - ha collezionato tribune a non finire. Ora anche il suo futuro è il bilico, a fine stagione potrebbe finire anche la sua avventura in viola se non si sveglierà prima.

Infine Ljajic, che aveva cominciato bene, ma che poi si è perso. Esterno sinistro, poi diventato trequartista e all'occorrenza esterno destro, il problema non è la posizione, ma un fisico ancora poco sviluppato e un'incredibile imprecisione sia sotto porta che nel costruire la manovra, un problema non da poco visto che le azioni della Fiorentina dovrebbero passare dai suoi piedi. Anche per lui ieri si sono aperte le porte della tribuna, un vero peccato, perchè il talento ci sarebbe e si vede, ma in campo è un disastro. L'età comunque dice una cosa solo: il futuro sarà suo.

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Mihajlovic sorride: arrivano i rinforzi

Lui a dire il vero non l'­ha mai detto, fedele al motto io alle­no i giocatori che ho a disposizione, ma l'hanno detto più e più volte tutti coloro i quali si sono messi alla ri­cerca dei motivi di una stagione vio­la finora sotto le aspettative: «Miha­jlovic giudicatelo per i risultati che otterrà con la squadra al completo».

Questo, tra i motivi di cui sopra, è forse il principale addotto da chi non a torto ha trovato, tra le altre, una spiegazione reale e non una scusa al ritardo in classifica della Fiorentina.

SOGNO D'ESTATE - E allora tutto nasce dall'estate scorsa. Nasce dalla forma­zione che il tecnico serbo aveva in mente di usare come base per il campionato, ovviamente poi adattan­dola alle varie situazioni e ai fatti contingenti. Com'è noto, ha dovuto cambiare idee e programmi pratica­mente subito. Le chiavi del gioco a D'Agostino e Jovetic nuovo punto di riferimento assoluto: un po' per scel­te di mercato e un po' per scelte 'ideologiche', questi dovevano esse­re i due capisaldi di una Fiorentina schierata col 4-2-3-1 che contem­plasse Comotto, Gamberini, Krøl­drup e Pasqual davanti a Frey (il nu­mero uno designato anche con l'arri­vo di Boruc); appunto D'Agostino con Montolivo a centrocampo; San­tana, Jovetic e Vargas ad agire dietro Gilardino.

CRACK JOJO - Senonché la sfortuna bussa alla porta di Jovetic martedì 3 agosto: allenamento a San Piero a Sieve, Stevan esce dal campo sorret­to a braccia senza riuscire ad appog­giare il piede per terra. Dolore, la­crime, paura. E' purtroppo il segna­le di un timore che gli esami del gior­no successivo trasformano in tre­menda certezza: il ginocchio del ta­lentuoso montenegrino è andato in frantumi. Mese e mesi di stop previ­sti, punto di riferimento cancellato prima ancora di cominciare. Una de­fezione pesantissima che Mihajlovic si porta dietro da agosto e ancora non è finita. Il progetto ha già perso il pezzo forse più importante.

CATTIVA STELLA - Jovetic fuori signifi­ca riportare Mutu dentro questo pro­getto, solo che per rivedere in cam­po il campione rumeno bisogna co­munque aspettare il 31 ottobre e, in­tanto, nemmeno Ljajic potrà essere disponibile per la partita d'esordio contro il Napoli, mentre Gamberini non ha ancora concluso il program­ma di recupero del deficit di forza al muscolo della gamba infortunato al­la fine dell'annata precedente. Mo­rale: alla 'prima' sono tre i titolari out, che diventano quattro con Co­motto, però questa è una decisione (tattica) di Mihajlovic. Ma presto gli assenti si conteranno sulle dita an­che di entrambe le mani e non per volontà dell'allenatore.

ARRIVA LA SOSTA - Frey, D'Agostino, Krøldrup, Montolivo, Vargas, Gilar­dino: sembra di recitare una parte consistente di formazione, sono i ti­tolari che via via mancano all'appel­lo e qualcuno per un periodo medio­lungo, in un elenco infoltito cammin facendo pure da elementi di uguale importanza nello scacchiere. Natali, tanto per fare un nome. La conse­guenza inevitabile è che non c'è par­tita che la Fiorentina non sia costret­ta ad affrontare in difficoltà, spesso in vera e propria emergenza di uo­mini, prova ne siano i numerosi adat­tamenti di ruolo per ovviare ai pro­blemi. Minimo sono stati quattro gli assenti rispetto alla squadra-titola­re, spesso cinque, in qualche caso sei, contro la Sampdoria addirittura sette, nelle scelte spesso forzate dal­le condizioni precarie di chi stava cercando di rientrare. «Dopo la sosta li riavrò tutti», ha dichiarato l'altro ieri Mihajlovic. Meglio tardi che mai.

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