Mihajlovic sorride: arrivano i rinforziLui a dire il vero non l'ha mai detto, fedele al motto io alleno i giocatori che ho a disposizione, ma l'hanno detto più e più volte tutti coloro i quali si sono messi alla ricerca dei motivi di una stagione viola finora sotto le aspettative: «Mihajlovic giudicatelo per i risultati che otterrà con la squadra al completo».
Questo, tra i motivi di cui sopra, è forse il principale addotto da chi non a torto ha trovato, tra le altre, una spiegazione reale e non una scusa al ritardo in classifica della Fiorentina.
SOGNO D'ESTATE - E allora tutto nasce dall'estate scorsa. Nasce dalla formazione che il tecnico serbo aveva in mente di usare come base per il campionato, ovviamente poi adattandola alle varie situazioni e ai fatti contingenti. Com'è noto, ha dovuto cambiare idee e programmi praticamente subito. Le chiavi del gioco a D'Agostino e Jovetic nuovo punto di riferimento assoluto: un po' per scelte di mercato e un po' per scelte 'ideologiche', questi dovevano essere i due capisaldi di una Fiorentina schierata col 4-2-3-1 che contemplasse Comotto, Gamberini, Krøldrup e Pasqual davanti a Frey (il numero uno designato anche con l'arrivo di Boruc); appunto D'Agostino con Montolivo a centrocampo; Santana, Jovetic e Vargas ad agire dietro Gilardino.
CRACK JOJO - Senonché la sfortuna bussa alla porta di Jovetic martedì 3 agosto: allenamento a San Piero a Sieve, Stevan esce dal campo sorretto a braccia senza riuscire ad appoggiare il piede per terra. Dolore, lacrime, paura. E' purtroppo il segnale di un timore che gli esami del giorno successivo trasformano in tremenda certezza: il ginocchio del talentuoso montenegrino è andato in frantumi. Mese e mesi di stop previsti, punto di riferimento cancellato prima ancora di cominciare. Una defezione pesantissima che Mihajlovic si porta dietro da agosto e ancora non è finita. Il progetto ha già perso il pezzo forse più importante.
CATTIVA STELLA - Jovetic fuori significa riportare Mutu dentro questo progetto, solo che per rivedere in campo il campione rumeno bisogna comunque aspettare il 31 ottobre e, intanto, nemmeno Ljajic potrà essere disponibile per la partita d'esordio contro il Napoli, mentre Gamberini non ha ancora concluso il programma di recupero del deficit di forza al muscolo della gamba infortunato alla fine dell'annata precedente. Morale: alla 'prima' sono tre i titolari out, che diventano quattro con Comotto, però questa è una decisione (tattica) di Mihajlovic. Ma presto gli assenti si conteranno sulle dita anche di entrambe le mani e non per volontà dell'allenatore.
ARRIVA LA SOSTA - Frey, D'Agostino, Krøldrup, Montolivo, Vargas, Gilardino: sembra di recitare una parte consistente di formazione, sono i titolari che via via mancano all'appello e qualcuno per un periodo mediolungo, in un elenco infoltito cammin facendo pure da elementi di uguale importanza nello scacchiere. Natali, tanto per fare un nome. La conseguenza inevitabile è che non c'è partita che la Fiorentina non sia costretta ad affrontare in difficoltà, spesso in vera e propria emergenza di uomini, prova ne siano i numerosi adattamenti di ruolo per ovviare ai problemi. Minimo sono stati quattro gli assenti rispetto alla squadra-titolare, spesso cinque, in qualche caso sei, contro la Sampdoria addirittura sette, nelle scelte spesso forzate dalle condizioni precarie di chi stava cercando di rientrare. «Dopo la sosta li riavrò tutti», ha dichiarato l'altro ieri Mihajlovic. Meglio tardi che mai.
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=74440