Author Topic: CHIEVO VERONA - ACF FIORENTINA 0:1  (Read 9352 times)

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Re: CHIEVO VERONA - ACF FIORENTINA
« Reply #33 on: 03/13/11, 14:24 »
Tre punti per vedere l'Europa

C'è l'Europa League nel mirino. Un obiettivo lontano, lontanissimo — per dirla con i dirigenti e con l’allenatore viola —, ma la voglia di crederci e di puntare così in alto c’è. Ed è viva.
Anche per questo, ovvio, la Fiorentina si presenta oggi a casa del Chievo (fischio d’inizio alle ore 15) con le motivazioni giuste per puntare solo a un risultato: la vittoria.
Ci crede Mihajlovic, ci credono i giocatori e ci crede soprattutto Andrea Della Valle che ieri (come venerdì) è rimasto accanto alla squadra per tastarne l’umore, per sprornarla, far capire a tutti che è davvero arrivato il momento di puntare a un’impresa quasi impossibile. Ma da Fiorentina.
Di ’miracoli’ — ha ricordato ADV —, la formazione viola ne ha fatti tanti nel recente passato. E quasi tutti hanno avuto come effetto il timbro dell’Europa sul passaporto viola.

Certo, la strada da percorrere rimane ancora tanta e quasi tutta in salita. Ci sono punti da rimontare, avversari da riagganciare e da sistemare alle spalle, ma i numeri dicono che la Fiorentina può farcela. O almeno ha il dovere di provarci. A cominciare dalla partita con il Chievo.
No, nessuno (tantomeno Mihajlovic) ha deciso di sottovalutare le caratteristiche della squadra di Pioli e soprattutto le necessità dei gialloblù che puntano a chiamarsi fuori in fretta dalla palude che può costare lo scivolone in serie B. Rispetto per il chievo, dunque, ma anche la consapevolezza che la Fiorentina si sta ritrovando e rialzando dopo una stagione (fino ad oggi) troppo complicata.
E allora ecco la voglia di Mutu e Gilardino che — di nuovo in sintonia — potrebbero concedere il bis della partita di domenica scorsa e confermarsi coppia da gol vincente e spietata. Appunto da palcoscenico europeo.
Gila e Mutu, ma non solo loro. Piace, ad esempio, il dubbio che Miha vuole portarsi dietro fino all’ultimo momento, sull’impiego di uno fra Vargas e D’Agostino, entrambi reduci da problemi fisici, ma entrambi vogliosi di rituffarsi nell’avbentura viola con il piedi giusto. E di essere protagonisti.
Toccherà a loro (magari con una staffetta fra il primo e il secondo tempo) occupare il posto lasciato libero dallo squalificato Donadel, mentre Santana e Behrami sono altre due certezze sulle quali la Fiorentina può costruire l’impresa di vincere questa partita. Infine Montolivo, capitano e leader del gruppo viola, dato per sicuro partente al prossimo mercato estivo. Non è sbagliato credere che Montolivo sarebbe davvero più felice (e forse avrebbe anche qualche ripensamento) se a fine maggio la Fiorentina fosse davvero in Europa League. Il sogno, insomma, è motivazione e Firenze (vedi la battuta di Miha) ha sempre creduto nei sogni.

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Re: CHIEVO VERONA - ACF FIORENTINA
« Reply #34 on: 03/13/11, 14:25 »
Patto per l'Europa

Provarci, almeno. Non dare già tutto per scontato. Crederci, anche. Questo ha chiesto Mihajlovic ai suoi giocatori. L’Europa è un punto lontano, forse irraggiungibile, però fino a quando c’è un motivo per andare avanti la Fiorentina non può mollare. E poi da qui alla fine ci sono anche tante domande in attesa di risposte. Il tecnico si gioca la riconferma, Mutu anche. Gilardino e Montolivo forse cercano spazio altrove, ma di sicuro vogliono tenersi stretta la Nazionale. Pure Vargas vuole rifarsi dopo un avvio non certo entusiasmante. Mercato, ambizioni, obiettivi: in poco più di due mesi il gruppo viola si gioca tutto e scommettere su se stessi è l’unica via d’uscita. «Mancano dieci partite alla fine — ha detto il tecnico — e stiamo crescendo. Potremmo anche salire, ma non dobbiamo lasciarci andare». Giusto, anche perché altrimenti questo finale di stagione non avrebbe più senso. Ora tocca a loro, al gruppo che Mihajlovic ha sempre difeso, ai campioni che finora si sono mossi con passo lento. Tocca a loro dare una sterzata al campionato, spingere forte in queste dieci partite, provare a trascinare in Europa una squadra abbandonata anche dall’entusiasmo della gente. «I conti li facciamo alla fine» ha detto ancora Mihajlovic. Li ha guardati in faccia e ha parlato chiaro. «Io sono come questa città, non mi accontento mai. Ognuno di noi da qui alla fine dovrà dare il massimo». Tocca a Mutu e Gilardino, a Montolivo e Vargas, a D’Agostino e Santana e anche a tutti gli altri. Un patto per stringere in mano l’Europa. Sarebbe un successo straordinario, una vittoria su tutto e tutti. Sulle critiche, soprattutto. Ma non solo su quelle. Sarebbe la rivincita di un gruppo che in estate sognava la Champions e poi si è trovato all’improvviso in mezzo al niente. «Dopo Bari sembrava tutto finito, poi con la vittoria sul Catania si è tornati a parlare di Europa League. Nel calcio non esistono vie di mezzo» ha detto ancora Mihajlovic. La partita di oggi sarà la prima verifica. O forse sarebbe più corretto dire l’ennesima verifica, dipende dai punti di vista. La Fiorentina adesso ha bisogno di continuità, contro il Chievo servono tre punti altrimenti quel sogno rischia di sgonfiarsi prima della fine. Ma questa è sfida tosta, delicata. Il terreno di gioco è bruttino, in più oggi si prevede pioggia. Senza considerare che il Chievo non è una squadretta, anzi. «Per vincere dobbiamo essere determinati e correre quanto loro». La differenza la faranno i campioni. «Tecnicamente siamo migliori ma non dobbiamo sbagliare atteggiamento». Appunto. Ci vogliono testa, attenzione e concentrazione. E un gioco più fluido, sulla scia di quanto abbiamo visto contro il Catania. Serve una conferma, per la classifica e per se stessi. «Se riusciamo a mantenere questa concentrazione, cattiveria, voglia di mettersi in gioco possiamo sicuramente recuperare ». Sinisa è sicuro, la Fiorentina può farcela. Contro il Chievo solo un dubbio, a centrocampo. Donadel è squalificato, quindi serve un sostituto. Dovrebbe essere D’Agostino, che però per giocare ha bisogno di un tutore alla mano infortunata. L’ultima parola spetta all’arbitro, sarà lui a decidere se può giocare. Se è tutto a posto Mihajlovic ha già scelto. Altrimenti tocca a Vargas. «Non è ancora al cento per cento ma stiamo lavorando per impostarlo come interno sinistro di centrocampo — ha spiegato il tecnico — Anche in questo ruolo può fare bene». Vedremo chi andrà in campo, gli altri sono sempre gli stessi. La squadra adesso ha un suo equilibrio tattico e cambiare non ha senso. «Sarà una battaglia perché loro sono una squadra molto ben organizzata » ha detto ancora Mihajlovic. Vincere è l’unica possibilità per saldare quel patto e continuare a crederci.

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Re: CHIEVO VERONA - ACF FIORENTINA
« Reply #35 on: 03/13/11, 14:27 »
Variabile Vargas a centrocampo. In difesa mistero Camporese

La Fiorentina è attesa all’ennesimo tentativo di confermarsi all’interno di una stagione discontinua. L’avversario, il Chievo, presenta diverse insidie accentuate dall’atteggiamento poco soddisfacente della squadra viola in trasferta. Non solo. Il Chievo in casa quest’anno può vantare vittime illustri come Inter e Napoli. Mihajlovic ha presentato la sfida parlando di battaglia, ma stando alle motivazioni difficile pensare che i viola possano averne di più della squadra di Pioli, visto che i due punti conquistati nelle ultime 5 gare hanno riavvicinato i gialloblu alla zona pericolo dopo buona parte di campionato giocata con la tranquillità di chi non sembrava dover rischiare più di tanto.
Mutu-Gila: La coppia si è ritrovata? Per la Fiorentina sarebbe un passo avanti ma c’è da fidarsi della gara col Catania e, soprattutto, di Mutu? In settimana gli attestati di stima si sono sprecati ma il bilancio resta in rosso. A lui il compito di confermarsi. E trasformare l’attacco viola garantendo gol e qualità.
Vargas: Se davvero Mihajlovic deciderà di utilizzarlo da terzo centrocampista a sinistra (dipende dalle condizioni di D’Agostino), Vargas in questa posizione sarebbe la novità tattica più interessante della stagione. E se il peruviano si adatterà al ruolo permetterà al centrocampo della Fiorentina di fare un deciso salto di qualità acquistando forza, intraprendenza. Una scommessa da giocare, con Montolivo che tornerebbe vertice basso del centrocampo davanti alla difesa e Behrami che, da interno destro, ha già dato ampie garanzie.
Camporese: Atteggiamento curioso quello adottato da Mihajlovic su di lui. A parole tanti elogi ma dalla gara con l’Inter nessuna presenza da titolare. Nelle ultime partite la Fiorrentina si è presentata con Camporese a giocare il torneo di Viareggio e Natali in campo. Si fatica a capire le dinamiche di questa gestione e quanto questo possa aiutare Camporese a crescere.
Crisi: Tatticamente, se alla fine giocherà Bogliacino, sarà lui che si posizionerà fra le linee creando imprevedibilità e appoggiando Pellissier e Moscardelli.

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Re: CHIEVO VERONA - ACF FIORENTINA
« Reply #36 on: 03/13/11, 14:28 »
Chievo, una lunga discesa nata dopo il ko di Firenze

Quando il 7 novembre scorso si giocò la partita d’andata la Fiorentina stava peggio e il Chievo stava meglio. I veneti si presentarono al Franchi in piena zona Europa League: sesti in classifica dopo un fantastico inizio di campionato, impreziosito da due vittorie sui campi del Genoa e del Napoli. Tutti si chiedevano, una volta di più, quali fossero i segreti del ripetersi del miracolo di una società che, pur avendo un monte stipendi oscillante intorno ai 13 milioni (il penultimo, solo il Cesena paga meno i suoi calciatori), ha fatto della Serie A la sua residenza abituale, senza dover neppure consumare molte energie nella lotta per non retrocedere. E senza avere particolari maghi o profeti in panchina. Esauritasi la saga Delneri, il bravo presidente Campedelli si è sempre affidato ad allenatori di buono, ma non eccellente livello, tecnici che volte hanno fatto storcere il naso a una tifoseria tanto numericamente limitata quanto tranquilla. Anche quest’anno l’arrivo di Pioli, con il suo onesto ma un po’ opaco curriculum, non aveva suscitato grandi entusiasmi. Eppure, anche quest’anno l’erede di Di Carlo aveva cominciato molto bene. Corsa, pressing bene organizzato e ritmi di gioco piuttosto elevati le caratteristiche di una squadra che per buona parte del campionato ha vissuto sulle brillanti prestazioni di stranieri più o meno giovani pescati sul mercato internazionale a prezzi ragionevoli dall’ottimo ds Sartori: il difensore sloveno Cesar, il centrocampista svizzero Fernandes, l’altro centrocampista francese Constant e l’attaccante francese Thereau. Ma fu proprio quella partita giocata al Franchi ai primi di novembre a segnalare i primi scompensi di una macchina — un’utilitaria, certo— fino a quel momento pressoché perfetta. Quel giorno la Fiorentina vinse, con grande sofferenza, per 1-0, con un gol segnato a dieci minuti dalla fine. Ma quel giorno, per la prima volta nella stagione, il Chievo, contro un avversario in chiara difficoltà, rinunciò chissà perché a giocare, disputando una partita di puro contenimento. Un cambio di atteggiamento inspiegabile che portò a una sconfitta con conseguenze importanti sull’autostima generale. Da allora il campionato del Chievo è cambiato, si è rivista una squadra impostata molto all’italiana, nel senso più negativo del termine, che è via via scivolata in classifica fino a ritrovarsi oggi se non proprio in piena zona retrocessione, per lo meno ai suoi confini. I numeri dicono ancora di una squadra abbastanza aggressiva, veloce nel far circolare la palla e rapida nell’arrivare al tiro. Ma si tratta di medie che tengono conto dell’ottima prima parte di stagione. Oggi il Chievo suona una musica diversa. Intanto Pioli è scivolato da un 4-4-2 di delneriana memoria, prima a un banale rombo e poi, da domenica scorsa contro il Parma, addirittura a un 3-4-1-2 più che prudente. I nuovi stranieri che all’inizio davano entusiasmo a tutto l’ambiente si sono abbastanza spenti: il più promettente, Costant, ha avuto anche guai privati che lo hanno messo un po’ ai margini della squadra; il più efficace, Fernandes, passa da una squalifica all’altra, anche oggi non ci sarà. E si è così tornati al modulo più semplice: lancio lungo e Pellissier pensaci tu. Anche perché giocare palla a terra al Bentegodi, è impossibile Nelle ultime quattro partite, il Chievo ha conquistato un solo punto. Già nella gara d’andata la Fiorentina alla fine ce l’aveva fatta allargando molto il gioco. Furono determinanti gli ingressi di Vargas e Cerci, che segnò anche il gol vittoria. A maggior ragione adesso che il Chievo potrebbe giocare con la difesa a tre sarà determinante riuscire ad allargare i centrali per costringerli all’uno contro uno e aprire varchi agli inserimenti di Mutu, e Montolivo. L’impresa della riconquista dell’Europa passa necessariamente per una vittoria a Verona.

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Re: CHIEVO VERONA - ACF FIORENTINA
« Reply #37 on: 03/13/11, 14:31 »
Chievo-Fiorentina, gli schieramenti tattici

Ecco come il Corriere dello Sport-Stadio vede in campo le due formazioni al Bentegodi

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Re: CHIEVO VERONA - ACF FIORENTINA
« Reply #38 on: 03/13/11, 14:35 »
Mille tifosi per spingere la squadra verso l’Europa

Mille tifosi per spingere la squa­dra verso l’Europa. Per non vedere tramon­tare il sogno a lungo rincorso proprio ades­so, a pochi passi dalla méta. Nonostante tut­to - in particolare l’elevato costo del bigliet­to - i tifosi viola che partiranno da Firenze per assistere alla gara contro il Chievo Vero­na saranno almeno 600. Gli altri, si aggre­gheranno strada facendo, in particolare quelli provenienti dal nord Italia. Non man­cherà nessuno. Ci saranno pure i sostenitori dell'Hellas, da sempre gemellati con i viola e presenti ogni volta pure al Franchi. Di sicu­ro ci sarà una delegazione, visto l’impegno del Verona contro l’Alessandria, ma date le difficoltà per i gialloblù di raggiungere il Piemonte per le restri­zionilegateall'acquisto dei tagliandi (ieri sera è scaduto il termine ultimo), non è escluso che alla fine al Bentegodi possa essercene una rappresen­tanza decisamente folta, anche un centinaio di unità.

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Re: CHIEVO VERONA - ACF FIORENTINA
« Reply #39 on: 03/13/11, 14:36 »
Vargas: il jolly che è mancato

Con ogni probabilità oggi nella sfida del Bentegodi contro il Chievo Juan Manuel Vargas giocherà mezz'ala sinistra nel centrocampo a tre andando a ricoprire quello che sembra il ruolo più adatto a lui nel 4-3-3 di Sinisa Mihajlovic. Quello di oggi sarà un centrocampo che punterà sulla fantasia di Montolivo e sugli inserimenti di Behrami e dell'esterno peruviano. Il ruolo di interno di centrocampo andrà ad integrare quella che negli ultimi anni è stata una caratteristica di Vargas, ovvero la duttilità. Il peruviano è stato impiegato da Prandelli prima terzino e poi esterno alto a sinistra, dove a saputo rendere il massimo e affermarsi come il Vargas che conosciamo; ora la Fiorentina ha bisogno di lui in quel ruolo, ha bisogno dei suoi tiri ed i suoi cross che sono mancati decisamente in questa stagione. Ora che la Fiorentina vede il miraggio chiamato Europa serve più che mai il contributo di un giocatore che alla stregua dei vari Mutu, Montolivo e Gilardino può dare una marcia in più alla compagine viola per un rush finale che potrebbe rivelarsi sorprendente.

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