La Fiorentina mette il turboLa Fiorentina prima domina, mette in un angolo il Chievo, sbaglia un quantitativo industriale di occasioni da gol e poi rischia un incredibile pareggio. Una squadra, quella viola, bella come poche volte in trasferta, perfettamente messa in campo, ma votata allo spreco che comunque si rilancia in campionato. Da quando ha ritrovato la maggior parte dei propri giocatori importanti ha cambiato passo e adesso è addirittura in grado di lanciare la sfida per un ultimo vagone europeo. Un Chievo invece che pare frastornato già prima di entrare in campo. Disordinato, lento, battuto in tutti gli scontri diretti, una squadra che senza un eccellente Sorrentino ( e gli errori degli avanti di Mihajlovic), sarebbe potuta finire sotterrata dai gol viola.
QUELLO VERO - La distanza fra le due squadre è apparsa abissale, mentre in passato il Chievo era sempre stato capace di mettere la Fiorentina in difficoltà sul terreno tattico. Non in questa occasione. Un uomo su tutti e un reparto come protagonisti generali del match. Vargas e il nuovo centrocampo ideato dal tecnico serbo. Il primo aveva dentro la voglia di riprendersi una parte del proprio passato quando nella squadra di Prandelli era la potenza e il cross, la velocità e l’assist. Desaparecido dall’inizio di stagione, massacrato dai piccoli e medi infortuni, ieri non era più la pallida rassomiglianza di se stesso ma un Vargas vero. Suo il gol, al 4' della ripresa, la punizione concessa per fallo di Mantovani su Behrami, la botta esattamente la dove Pellissier si era spostato aprendo un vuoto nella barriera della propria squadra. Ma Vargas non è stato solo questo bensì la parte integrante di una linea a tre di centrocampo, la zona sinistra avendo al centro Montolivo e a destra Behrami. Il centrocampo viola che nel primo tempo ha fatto diga e rilancio, copertura e costruzione di gioco offensivo. Un reparto reso poi micidiale dagli arretramenti di Santana che scalava alle spalle di Mutu e Gilardino per mettersi fra le linee del Chievo. Perfetto l’argentino che diventava una sorta di quarto centrocampista, trasformando così la linea a tre in un rombo che aveva Montolivo vertice basso e appunto Vargas e Behrami rispettivamente a sinistra e a destra e lui dietro le punte. In quella zona il Chievo opponeva Rigoni, Pulzetti e Marcolini, niente da fare.
GLI SBAGLI - La squadra viola vinceva anche la battaglia sulle fasce. Infatti Mantovani si perdeva Santana e Pasqual e De Silvestri erano comunque più efficaci degli scaligeri. Per il Chievo la fortuna, seppur inutile al fine del risultato, è che questa volta Mutu e Gilardino non hanno portato a casa niente. Sia chiaro, hanno vinto pure loro la battaglia individuale ma hanno poi sbagliato complessivamente almeno quattro gol. Sì, quattro. Per questa coppia che resta fra le migliori a livello europeo è un vero record negativo. La cronaca è per certi versi impietosa. Nel primo tempo, praticamente giocato a una porta, nell’ordine la Fiorentina ha avuto una prima occasione con Santana (diagonale deviato), ha messo Mutu da solo davanti a Sorrentino (a lato), con Santana al 23' ha colpito il palo sempre dopo una deviazione miracoloso dello stesso Sorrentino. Tralasciando almeno altre tre occasioni. Nella ripresa al 4' la punizione vincente di Vargas e poi... di tutto. Al 14' la deviazione con la testa di Boruc su Moscardelli. Al 30' l’errore di Gilardino con respinta di piedi di Sorrentino. Al 40' Uribe di poco a lato. Fino al grottesco recupero con Sorrentino che provava a fare il centravanti e che colpiva di testa, con risposta di Boruc e sulla ripartenza errore Marchionni che si ripeteva immediatamente dopo.
LA MORALE - Ma alla fine restava appeso all’amo della gara quello che doveva, ovvero i tre punti che danno alla Fiorentina una sorta di nuova chance che fino a poco tempo fa pareva assolutamente al confine del miracolo. Mihajlovic a fine gara ricordava a tutti che lui ci aveva sempre creduto, perché la sua Fiorentina vale almeno il sesto posto. Ottimista sicuramente ma è vero che da quando si è concluso il maledetto 2010 la squadra viola ha cambiato passo. D’altra parte è ovvio, si può giocare al calcio solo se si ha una squadra al completo e non solo i suoi resti. La Fiorentina di oggi resta imperfetta e con innegabili problemi, ma può contare su uomini che anche nel passato hanno dimostrato di essere indispensabili, uomini come Mutu, Montolivo e Vargas, inoltre molto sta dando l’innesto di Behrami. Una Fiorentina così forse non ce la farà a raggiungere l’Europa, ma adesso può almeno provarci e pure la Juventus inizia a sentire il suo fiato. Il Chievo deve ritrovare presto se stesso, il suo cuore pulsante, per non disperdere quanto di buono aveva fatto fino a poco tempo fa.
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