S ta tornando anche Sebastien Frey. Se Mutu è stato l’uomo che con i suoi gol e i suoi assist ha dato alla Fiorentina una pioggia di punti, i guanti del francese di gol ne hanno impediti un’altra pioggia. Sta tornando, lui che ad ogni estate, come Mutu, è in odore di andarsene ma che poi resta sempre viola. Fuori dai pali lo hanno mandato solo gli infortuni. Torna Frey e la porta della Fiorentina si riempie, ci vuole un vigile per gestire il traffico. Chi diventerà titolare? Per adesso al centro rimane Boruc ma il francese vuol riprendersi il posto, ci sarebbe già la partita, quella interna con la Roma. Per Neto al massimo la panchina, per Seculin giusto gli allenamenti.
E il prossimo anno? Quali saranno le scelte di Corvino? Il ds viola stravede per Neto che ha peso lieve sul bilancio, idem il polacco. Che siano loro la futura coppia? Già, ma Frey? Lui pesa, sul bilancio, ma pesa anche sul terreno delle qualità tecniche. E poi? Se non è andato via negli anni passati perché dovrebbe farlo adesso? Ha una clausola rescissoria importante ma senza il suo sì rimane fra quei pali ai quali è affezionato, magari con Neto come secondo. E Seculin? Per lui il progetto è quello di andarsi a fare le ossa in un buon club, magari di serie B.
FREY - Sebastien è tornato in gruppo, dopo una lunga attesa passata masticando fiele e aspettando il giorno del rientro, Frey ha bruciato i tempi. Ieri si è allenato con i compagni e spera di poter avanzare la propria candidatura al ruolo di titolare (posto da anni e anni assolutamente suo) magari per la gara interna con la Roma. Uno dei match più attesi dai tifosi viola, una formidabile occasione per tornare protagonista.
Ce la farà? Per adesso è un’ipotesi, più avanti si vedrà. Certo dovrà lavorare sodo ma la sua voglia di rivalsa, e la sua proverbiale testardaggine, sicuramente lo aiuteranno.
E il futuro? Tutti si ricordano bene che Sebastien sul punto di andarsene c’è stato in tante occasioni. Il suo destino pareva il Bayern, pure il Milan, ma poi qualcosa si è sempre messo storto. Prima aveva una clausola rescissoria da deprimere qualsiasi candidato ( i portieri all’estero mica hanno valutazioni astronomiche) poi gli infortuni lo hanno messo fuori gioco. Che sia questa la volta buona? Ora che ci sono ben tre portieri di valore in casa viola? Ci crediamo poco, lui forse avrà una voglia matta di cambiare aria ma non sarà facile. Certo, mica gli è piaciuto trovarsi alle spalle Boruc e meno ancora gli è piaciuto vedere Corvino investire su un altro portiere di valore qual è Neto. Però sa benissimo che le possibilità di andarsene trovando un club importante pronto a rilevare il suo doppio, pesante, contratto, ce ne sono poche. D’altra parte è anche vero che la stessa Fiorentina deve pensarci bene prima di spingere in modo forsennato per farlo partire.
Frey ha in questo momento poco mercato (costa e si porta dietro due brutti infortuni), è vero che nel monte ingaggio generale viola porta un meno 5 milioni lordi a stagione, però resta anche un uomo- reparto. Mai può essere dimenticato che con Frey in porta la Fiorentina ha costruito i suoi anni più belli dell’era Prandelli. Frey è stato una sorta di esempio, venne a Firenze riducendosi lo stipendio ed è sempre stato un grande protagonista. In porta, ma anche con i suoi rilanci, ricordiamo addirittura uno o più... assist a Toni.
BORUC - Artur Boruc di sicuro non farà neppure un passo indietro. Lui difenderà fino all’ultimo respiro il proprio posto di titolare. D’altra parte non avrà la storia fiorentina e il fascino di Frey, ma quest’anno i numeri dicono che è stato, fra i due, il più efficare.
Il francese è stato titolare per nove gare, ha giocato 849' e ha subìto 10 gol, insomma uno ogni 985'. Lui, Artur è stato titolare in 18 gare per un totale di 1710' e ha subìto 17 gol, quindi un gol ogni 100 minuti circa. Non solo: da quando è arrivato lui progressivamente la difesa viola ha recuperato posizioni, e adeso risulta essere la quarta, alla pari con il Chievo, del campionato. Tutto questo mentre l’attacco langue al decimo posto. Sia chiaro, Boruc ha una media- prestazione discreta, una sola immensa topica, a Roma con i giallorossi, ma poi ha inanellato una lunga serie di sufficienze. Magari ogni tanto regala qualche brivido poco gradito, magari nei rilanci lascia un po’ a desiderare però ha una grande presa. Ha poi altri due meriti: Corvino lo ha portato a Firenze spendendo davvero poco, due milioni di euro, oggi il polacco vale sicuramente di più e garantirebbe una notevole plusvalenza. Inoltre Artur ha un ingaggio meno che dimezzato rispetto a Frey. Però potrebbe essere proprio lui ad andarsene, a meno che il francese non trovi l’occasione della vita.
NETO - E' arrivato a Firenze nel momento più delicato, ben sapendo che avrebbe dovuto sistemarsi alle spalle di Boruc prima e pure di Frey, non appena recuperato dall'infortunio, eppure non ha avuto mai neppure un attimo di esitazione. Norberto Neto fin dall'inizio ha tenuto alta l'asticella: «In viola conquisterò un posto da titolare in Nazionale: farò di tutto per essere il portiere del Brasile ai prossimi Mondiali».
Tra qualche mese, al termine di questa stagione, toccherà a lui dimostrare di essere davvero l'erede di Julio Cesar, a cui lo hanno accostato fin ai tempi dell'Atletico Paranaense. Abile nelle prese aeree, sicuro tra i pali, il diciannovenne brasiliano in pochi mesi è diventato uno dei più ricercati dal mercato, fino a quando Corvino non è riuscito a portarlo a Firenze, costretto ad anticipare i tempi per i problemi fisici di Boruc.
Fino ad oggi Neto si è limitato ad osservare da fuori, stando ben attento a carpire ogni segreto, consapevole che il momento sta per arrivare. La prossima stagione toccherà a lui farsi conoscere, a lui conquistare la tifoseria viola come già fatto in Brasile: si giocherà una maglia da titolare, cosciente di essere il numero uno del futuro. Dovrà fare meglio rispetto al Brasilerão, dove in 36 presenze ha subìto 40 reti: in cinque anni, la durata del contratto firmato a gennaio con i viola, avrà modo di farsi apprezzare. Intanto, Mano Menezes, ct della Seleçao, lo ha già inserito tra i convocabili.
SECULIN - Ha accarezzato, insieme ai suoi compagni, l'idea di sollevare la Coppa Carnevale, persa contro l'Inter, ma soprattutto può ancora sognare di rendere indimenticabile la sua ultima stagione con la Primavera della Fiorentina. Andrea Seculin, titolare fisso della squadra allenata da Renato Buso, ha davanti a sé ancora un'occasione straordinaria, in finale di Coppa Italia, contro la Roma, poi al termine del campionato verrà mandato a giocare fuori.
L'obiettivo è quello di farlo crescere, mettendo insieme esperienze importanti, magari in un club importante di serie B, per poi ipotizzare un suo ritorno a casa, pronto a giocarsi una maglia da titolare. Seculin, che in passato ha fatto pure il vice di Vlada Avramov sedendo in panchina in ben tre occasioni in campionato, in occasione di problemi fisici e infortuni patiti da Frey, si prepara a spiccare il volo. Sembrava destinato già in estate a trasferirsi alla Triestina, poi alla fine la Fiorentina ha detto no. La Primavera viola, che anche in campionato ha comunque saputo lasciarsi apprezzare, ha puntato dritto su di lui, senza neppure un attimo di esitazione. Lui, in 1530 minuti giocati soltanto in campionato, ha ripagato a modo suo, con abnegazione ed entusiasmo, dimostrando intuito e una straordinaria agilità. Ha firmato un contratto fino al 2013: in questo finale di stagione punta a stupire tutti.
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