Author Topic: Da Frey a Seculin: fra i pali è rebus, anche per il 2012  (Read 508 times)

Offline Chiesa

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S ta tornando anche Sebastien Frey. Se Mutu è stato l’uomo che con i suoi gol e i suoi assist ha dato alla Fiorentina una pioggia di punti, i guanti del francese di gol ne hanno impediti un’altra pioggia. Sta tornando, lui che ad ogni estate, come Mutu, è in odore di andarsene ma che poi resta sempre viola. Fuori dai pali lo hanno mandato solo gli infortuni. Torna Frey e la porta della Fiorentina si riempie, ci vuole un vigile per gestire il traffico. Chi diventerà titolare? Per adesso al centro rimane Boruc ma il francese vuol riprendersi il posto, ci sarebbe già la partita, quella interna con la Roma. Per Neto al massimo la panchina, per Seculin giusto gli allenamenti.

E il prossimo anno? Quali saranno le scelte di Corvino? Il ds viola stravede per Neto che ha peso lieve sul bilancio, idem il polacco. Che siano loro la futura coppia? Già, ma Frey? Lui pesa, sul bilancio, ma pesa anche sul terreno delle qualità tecniche. E poi? Se non è andato via negli anni passati perché dovrebbe farlo adesso? Ha una clausola rescissoria importante ma senza il suo sì rimane fra quei pali ai quali è affezionato, magari con Neto come secondo. E Seculin? Per lui il progetto è quello di andarsi a fare le ossa in un buon club, magari di serie B.

FREY - Sebastien è tornato in gruppo, dopo una lunga attesa passata masticando fiele e aspettando il giorno del rientro, Frey ha bruciato i tempi. Ieri si è allena­to con i compagni e spera di poter avan­zare la propria candidatura al ruolo di ti­tolare (posto da anni e anni assolutamen­te suo) magari per la gara interna con la Roma. Uno dei match più attesi dai tifosi viola, una formidabile occasione per tor­nare protagonista.

Ce la farà? Per adesso è un’ipotesi, più avanti si vedrà. Certo dovrà lavorare so­do ma la sua voglia di rivalsa, e la sua pro­verbiale testardaggine, sicuramente lo aiuteranno.

E il futuro? Tutti si ricordano bene che Sebastien sul punto di andarsene c’è sta­to in tante occasioni. Il suo destino pare­va il Bayern, pure il Milan, ma poi qual­cosa si è sempre messo storto. Prima ave­va una clausola rescissoria da deprimere qualsiasi candidato ( i portieri all’estero mica hanno valutazioni astronomiche) poi gli infortuni lo hanno messo fuori gioco. Che sia questa la volta buona? Ora che ci sono ben tre portieri di valore in casa vio­la? Ci crediamo poco, lui forse avrà una voglia matta di cambiare aria ma non sa­rà facile. Certo, mica gli è piaciuto trovar­si alle spalle Boruc e meno ancora gli è piaciuto vedere Corvino investire su un altro portiere di valore qual è Neto. Però sa benissimo che le possibilità di andarse­ne trovando un club importante pronto a rilevare il suo doppio, pesante, contratto, ce ne sono poche. D’altra parte è anche vero che la stessa Fiorentina deve pen­sarci bene prima di spingere in modo for­sennato per farlo partire.

Frey ha in questo momento poco merca­to (costa e si porta dietro due brutti infor­tuni), è vero che nel monte ingaggio gene­rale viola porta un meno 5 milioni lordi a stagione, però resta anche un uomo- re­parto. Mai può essere dimenticato che con Frey in porta la Fiorentina ha costruito i suoi anni più belli dell’era Prandelli. Frey è stato una sorta di esempio, venne a Fi­renze riducendosi lo stipendio ed è sem­pre stato un grande protagonista. In por­ta, ma anche con i suoi rilanci, ricordiamo addirittura uno o più... assist a Toni.

BORUC - Artur Boruc di sicu­ro non farà neppure un passo indietro. Lui difenderà fino all’ultimo respiro il proprio posto di titolare. D’altra parte non avrà la storia fiorentina e il fascino di Frey, ma quest’anno i numeri dicono che è stato, fra i due, il più efficare.

Il francese è stato titolare per nove ga­re, ha giocato 849' e ha subìto 10 gol, in­somma uno ogni 985'. Lui, Artur è stato titolare in 18 gare per un totale di 1710' e ha subìto 17 gol, quindi un gol ogni 100 minuti circa. Non solo: da quando è ar­rivato lui progressivamente la difesa viola ha recuperato posizioni, e adeso ri­sulta essere la quarta, alla pari con il Chievo, del campionato. Tutto questo mentre l’attacco langue al decimo posto. Sia chiaro, Boruc ha una media- pre­stazione discreta, una sola immensa to­pica, a Roma con i giallorossi, ma poi ha inanellato una lunga serie di sufficienze. Magari ogni tanto regala qualche brivi­do poco gradito, magari nei rilanci la­scia un po’ a desiderare però ha una grande presa. Ha poi altri due meriti: Corvino lo ha portato a Firenze spenden­do davvero poco, due milioni di euro, og­gi il polacco vale sicuramente di più e garantirebbe una notevole plusvalenza. Inoltre Artur ha un ingaggio meno che dimezzato rispetto a Frey. Però potreb­be essere proprio lui ad andarsene, a meno che il francese non trovi l’occasio­ne della vita.

NETO - E' arrivato a Firenze nel mo­mento più delicato, ben sapendo che avreb­be dovuto sistemarsi alle spalle di Boruc pri­ma e pure di Frey, non appena recuperato dall'infortunio, eppure non ha avuto mai neppure un attimo di esitazione. Norberto Neto fin dall'inizio ha tenuto alta l'asticella: «In viola conquisterò un posto da titolare in Nazionale: farò di tutto per essere il portie­re del Brasile ai prossimi Mondiali».

Tra qualche mese, al termine di questa stagione, toccherà a lui dimostrare di esse­re davvero l'erede di Julio Cesar, a cui lo hanno accostato fin ai tempi dell'Atletico Pa­ranaense. Abile nelle prese aeree, sicuro tra i pali, il diciannovenne brasiliano in pochi mesi è diventato uno dei più ricercati dal mercato, fino a quando Corvino non è riusci­to a portarlo a Firenze, costretto ad anticipa­re i tempi per i problemi fisici di Boruc.

Fino ad oggi Neto si è limitato ad osserva­re da fuori, stando ben attento a carpire ogni segreto, consapevole che il momento sta per arrivare. La prossima stagione toccherà a lui farsi conoscere, a lui conquistare la tifo­seria viola come già fatto in Brasile: si gio­cherà una maglia da titolare, cosciente di es­sere il numero uno del futuro. Dovrà fare meglio rispetto al Brasilerão, dove in 36 pre­senze ha subìto 40 reti: in cinque anni, la du­rata del contratto firmato a gennaio con i viola, avrà modo di farsi apprezzare. Intan­to, Mano Menezes, ct della Seleçao, lo ha già inserito tra i convocabili.

SECULIN - Ha accarezzato, in­sieme ai suoi compagni, l'idea di solleva­re la Coppa Carnevale, persa contro l'In­ter, ma soprattutto può ancora sognare di rendere indimenticabile la sua ultima stagione con la Primavera della Fioren­tina. Andrea Seculin, titolare fisso della squadra allenata da Renato Buso, ha da­vanti a sé ancora un'occasione straordi­naria, in finale di Coppa Italia, contro la Roma, poi al termine del campionato ver­rà mandato a giocare fuori.

L'obiettivo è quello di farlo crescere, mettendo insieme esperienze importanti, magari in un club importante di serie B, per poi ipotizzare un suo ritorno a casa, pronto a giocarsi una maglia da titolare. Seculin, che in passato ha fatto pure il vi­ce di Vlada Avramov sedendo in panchi­na in ben tre occasioni in campionato, in occasione di problemi fisici e infortuni patiti da Frey, si prepara a spiccare il vo­lo. Sembrava destinato già in estate a tra­sferirsi alla Triestina, poi alla fine la Fio­rentina ha detto no. La Primavera viola, che anche in cam­pionato ha comunque saputo lasciarsi ap­prezzare, ha puntato dritto su di lui, sen­za neppure un attimo di esitazione. Lui, in 1530 minuti giocati soltanto in campio­nato, ha ripagato a modo suo, con abne­gazione ed entusiasmo, dimostrando in­tuito e una straordinaria agilità. Ha fir­mato un contratto fino al 2013: in questo finale di stagione punta a stupire tutti.

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La Fiorentina dei numeri uno. A partire sarà Boruc?

La Fiorentina dei numeri uno. Forse non in senso assoluto ma, certamente, per quanto riguarda i portieri la squadra viola non si risparmia, essendo arrivata a formare una scuderia di ben cinque interpreti del ruolo. In ordine sparso abbiamo Frey, Boruc, Avramov, l´ultimo arrivato Neto, il portiere della Primavera Seculin per non parlare di Miranda e Scuffia, altri due giovani investimenti ormai datati ma sempre lì a testimoniare della particolare attenzione della società viola per questo ruolo. Del resto Pantaleo Corvino, il ds che tutti ha portato a Firenze, era senz´altro sincero quando dichiarava nelle settimane scorse: «Devo ammettere che ho un debole per i portieri, è un ruolo che mi piace e mi intriga e deve essere per questo che ne acquisto così tanti». Il problema sarà farli coesistere quanto saranno tutti disponibili e fra poche settimane Frey ha giurato che ci sarà. Era lui il titolare a inizio stagione, nonostante i piccoli litigi della scorsa estate ed una procura (il gruppo Branchini) non particolarmente gradita alla società. Il suo vice, Boruc, è ora titolare, pagato 4 milioni dai Rangers, ne guadagna uno ed ha un contratto per i prossimi tre anni.

Frey o Boruc, la sensazione è che fra pochi mesi la scelta sia inevitabile e, dipendesse esclusivamente da Corvino e non dalle vicende del mercato, resterebbe il polacco, che però ha mercato ed è meno legato a Firenze. Tanto che non si fosse fatto male Frey se ne sarebbe già andato a gennaio. A gennaio invece è arrivato Neto dall´Atletico Paranaense, portiere rivelazione del campionato brasiliano, e già nel giro della nazionale verdeoro. La motivazione è anche accettabile, i problemi alla spalla che affliggevano Boruc rischiavano di costringere Mihajlovic a dover riproporre Avramov, un flagello nelle gare che ha giocato ma che nessuno ancora una volta è riuscito a piazzare. A giugno al serbo, che Mihajlovic utilizza per recapitare e ricevere pacchi e messaggi dalla Serbia, scadrà il contratto. Ma intanto continua, ormai da quattro anni, ad essere a libro paga della Fiorentina per 300 mila euro a stagione. Dicevamo di Neto e dei suoi 600 mila euro di ingaggio. Anche per lui si pone un problema a medio termine. Nella prossima stagione resterà il vice di uno fra Boruc e Frey a rischio di perdere la nazionale o chiederà di andarsene, magari in prestito? Probabile che Corvino lo convinca a restare.

Più difficile, anzi quasi impossibile, che resti Seculin. Lo scorso anno annunciò il suo addio attraverso Facebook guadagnandosi una multa e un´altra stagione in Primavera, stavolta partirà anche perché l´arrivo di Neto testimonia che non è lui ad essere considerato il futuro della Fiorentina fra i pali. Resta Miranda un ragazzone del ‘92 che fa la riserva in Primavera ma si allena con la prima squadra. Lo vediamo spesso, la domenica, riscaldare il titolare di turno. Chissà quale sarà il futuro pensato per lui e chissà se, per una volta, nel prossimo mercato, Corvino resisterà alla tentazione, fortissima, di regalarsi un portiere.

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