Una Fiorentina più convincente che maiMai vinto con 3 gol di scarto. Mai giocato con tanta sicurezza, a tratti perfino con serenità, con scioltezza, con brillantezza. Mai convincente come ieri, davanti alla sua gente. Per la Fiorentina ci voleva proprio una domenica come questa, piena di gol, di occasioni, di applausi, piena di Mutu (doppietta), di Santana (il giocatore con più cervello, quando si parla di calcio), di Gilardino (assist e gol), di Behrami (inarrestabile), piena anche di sole che scaldava finalmente i cuori di uno stadio spesso abbandonato a se stesso.
Il Catania ha favorito questo abbraccio, ha mollato in meno di mezz’ora e sbracato in meno di un’ora. Fragile e bellino, così bellino che piaceva tanto anche a se stesso quando c’era da portar palla e farla girare. Ma una volta persa, nessuno che andasse a recuperarla. E una volta sotto, nessuno che abbia avuto la forza di reagire. Simeone l’aveva riempito di punte e mezze punte, giocatori tecnici, con molte velleità e poca sostanza e ha perso in modo netto il confronto col suo ex compagno laziale Mihajlovic. La Fiorentina è stata più solida e più logica, con una punta di qualità come Mutu e una punta di... fatica come Gilardino sempre pronti a muoversi per favorire la manovra della squadra.
Il calcio del Catania è rimasto in superficie, nonostante la disposizione iniziale di Simeone inducesse a credere in una squadra arrembante e più convinta delle proprie possibilità. Il calcio della Fiorentina ha reso più profonda e più vera la partita perché mischiava la solidità di Donadel alla corsa di Behrami, la qualità (affiorata dopo mezz’ora di sofferenza) di Montolivo al movimento di Santana, messo trequartista come lo faceva giocare Prandelli, partendo da destra per accentrarsi e subito dopo, persa la palla, di nuovo sulla fascia a imbottire il corridoio esterno. Lavoro duro, ma fatto molto bene.
Ieri la Fiorentina è tornata a giocare come una squadra. Ed era la stessa squadra vuota e smarrita di Bari, quasi gli stessi undici giocatori ( c’era Ljajic e non Santana) che Mihajlovic ha schierato di nuovo perché nessuno potesse sottrarsi alle responsabilità. In sette giorni, non c’è stato un cambiamento, ma un ribaltamento: il grigio del San Nicola è diventato la tavolozza di colori del Franchi. Dall’inizio di febbraio ad oggi il campionato della Fiorentina è stato una specie di montagne russe, più come gioco che come risultati, picchi di spettacolo come a Palermo, nel primo tempo con l’Inter e in diversi momenti della gara di ieri, per precipitare subito dopo in dolorosi tormenti. Le grandi squadre non fanno così e quest’anno la Fiorentina non ha mai fatto parte delle grandi squadre, ma ieri qualcosa di buono ha mostrato.
MUTU BOOM - Sinisa è entrato in partita ancor prima della sua squadra. Dopo 5 minuti ha capito che in mezzo al campo il Catania sapeva come trattare la palla e nasconderla ai suoi giocatori. Molto girava intorno a Lodi, centrocampista di destra nel 4- 3- 3 siciliano. Dalla sua parte ha cominciato Montolivo, ma dopo i primi 5 minuti Mihajlovic ha invertito la posizione del capitano con quella dell’arrembante Behrami. Mossa giusta, perché il nazionale svizzero ha messo in difficoltà Lodi col ritmo e il dinamismo, fino al punto da riportare il gioco dalla parte dei toscani.
La partita ha fatto un giro breve per depositarsi ai piedi del talento di Adrian Mutu. Primo gol al 22': angolo di Santana dalla sinistra, di testa Gilardino ha bruciato Silvestre ( che avrebbe commesso anche un fallo da rigore sull’attaccante viola), palla dal primo al secondo palo dov’era appostato Mutu, altro colpo di testa e Fiorentina in vantaggio. Due minuti e raddoppio, con un regalo di tre catanesi: prima un malinteso Carboni-Lodi su affondo di Santana, poi l’intervento appisolato di Andujar su tiro di Mutu, quasi la stessa “ciofeca” di Gattuso a Torino e il portiere argentino, peggio di Buffon, invece di tuffarsi si è adagiato sul morbido manto del Franchi.
ANCORA MIHAJLOVIC - Sotto di due gol, Simeone ha cambiato modulo, portando Gomez nel ruolo di rifinitore, alle spalle di Bergessio e Maxi Lopez. Ma l’ex allenatore del Catania ha risposto subito con una scelta efficace: Donadel a uomo sullo sgusciante Gomez. I siciliani hanno avuto due possibilità per rientrare in partita, sempre con Bergessio ( prima fuori, poi parata di Boruc). Mutu ha fallito la tripletta al 41' del primo tempo (assist da applausi di Montolivo) ma è stato lui a far scattare il contropiede del 3-0 dopo un’ora di partita. Azione fulminante, partita da un doppio errore di Lodi, proseguita con una progressione micidiale di 60 metri di Mutu con doppio dribbling su Lodi e poi su Silvestre e alla fine viziata da una netta posizione di fuorigioco di Montolivo nel momento in cui ha fatto da...passante, raccogliendo il tocco di Mutu per trasformarlo nell’assist per Gilardino. Per Celi e soprattutto per il guardalinee Angrisani, tutto regolare, e invece non lo era. Sul 3-0, la partita ha terminato la sua storia.
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