Classica conferenza stampa di metà settimana in casa Fiorentina. Oggi a presentarsi davanti a microfoni e taccuini è stato Cesare Natali. Queste le sue parole: "Sapevamo che la partita con il Bari era fondamentale per raggiungere la salvezza e iniziare a programmare il futuro. L'allenatore a fine partita era giustamente deluso e non era l'unico, non tanto per il risultato quanto per l'atteggiamento. Siamo una squadra di professionisti seri e di uomini che si assumono sempre le proprie responsabilità, come è giusto fare in questo momento.
Il confronto di ieri? Non è che ci siamo attaccati al muro o cosa. Siamo tutti dispiaciuti. Quando una squadra non gioca bene o non gioca proprio è normale che un allenatore non riesca a darsi una spiegazione. Noi ci siamo espressi come dovevamo, dicendo che la squadra ha fatto cagare (letterale, ndr) e basta. Un allenatore non mette in discussione l'impegno, ma le situazione che vengono provate in settimana e poi la domenica non si vedono. Tocca a noi giocatori trasferire sul campo quanto ci viene chiesto e dobbiamo cercare di ripartire da questi momenti per essere più forti in futuro.
La nostra crisi? In effetti è da marzo che in campionato si balbetta e quest'anno si era partiti con la voglia di voltare pagina e raggiungere obiettivi importanti. Invece ci sono stati una serie di motivi che non ci hanno permesso di fornire con continuità prestazioni importanti. Non riesco a darmi un'unica spiegazione, ma tanti fattori hanno complicato le cose a noi e all'allenatore. Domenica pensavamo di aver già vinto la partita, non dico che ci siamo accontentati, ma forse incosciamente abbiamo pensato solo a difendere.
La nostra stagione è deludente e dobbiamo essere consapevoli che nelle partite che restano da qui alla fine dobbiamo dare il massimo. Tocca a noi farci rispettare dagli avversari, il Catania giocherà domenica come ha fatto la Sampdoria, dovremo mettere in campo qualcosa in più ed essere più propositivi. La cosa principale che ci è mancata domenica è stata quella di non sfruttare le ripartenze.
Fine di un ciclo? Nel calcio può capitare che un giocatore decida di cambiare squadra perchè capisce di dover cambiare aria. Ma a questa squadra non si può criticare la mancanza di professionalità, basti vedere quei giocatori che sono in scadenza di contratto e sono i primi a dare il massimo per la squadra.
Camporese? Quando un giovane ha la capacità di farsi trovare subito pronto per un campionato come la serie A significa che ha grandi qualità. Ha dimostrato di essere veramente bravo e all'altezza della situazione a soli 18 anni e per questo si può prospettargli un futuro grandioso. Ha margini di miglioramento e prospettive importanti.
Antognoni? Quando uno arriva a Firenze sa che la figura di Antognoni ha un grande valore per la Fiorentina. Non posso esprimermi su un possibile rientro in società di cui sento tanto parlare, per quanto ho avuto modo di parlarci ho sentito tanta passione per la squadra viola.
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=73678