Author Topic: Una Fiorentina tutta da rifare. Ecco cosa non va  (Read 562 times)

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 417894
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
La partita di domenica a Bari ha detto che il progetto tecnico messo in piedi dai Della Valle e condotto per cinque anni dalla coppia Corvino-Prandelli è finito. Succede: lascia sì ai fiorentini il ritorno in Europa, in Champions, grandi emozioni, ma anche un esaurimento che forse non era facile prevedere. Certo che questa sua ultima edizione, la sesta, è stata tanto grigia e deludente da apparire poco di più che un’agonia. La squadra vista domenica non aveva niente di quella che aveva giocato e vinto a Eindhoven, resistito all’Everton, battuto il Liverpool due volte in Champions dove ha messo sotto anche Lione e Bayern. Questa Fiorentina niente ha nemmeno della Fiorentina che in tanti campionati era riuscita ad arrivare davanti alla Roma e al Milan. Esattamente un anno fa qualcosa le si è rotto dentro. C’è voluto un anno per riconoscerlo, forse proprio per troppa passione. Nessuno voleva mettere in un cassetto quella Fiorentina, un atto d’amore encomiabile ma oggi evidentemente sbagliato. Ora restano due mesi per mettere tutto sotto esame, senza far sconti a nessuno, per capire come progettare la ricostruzione, come immaginare il rinascimento viola.

Società - Nel grigiore e nella progressiva crisi di rapporto fra la Fiorentina e Firenze ov­viamente c’è una responsabili­tà diretta da parte della Pro­prietà prima e della dirigenza poi. Iniziamo però con una pre­messa assolutamente indispen­sabile: i Della Valle sono l’uni­ca certezza al momento esi­stente. Nessuno può onesta­mente metterli in discussione se prima non mette sul tavolo una soluzione alternativa. Qualche mese fa Diego Della Valle ci disse: « Se avete una persona, un gruppo, in grado di far meglio di noi, pronta a por­tare la squadra più in alto ma­gari lasciandoci un piccolo po­sto, vi diamo l’incarico per aprire una trattativa». Confes­siamo di non averla trovata e di non vederla all’orizzonte. Ma questo niente toglie agli sbagli che sono stati fatti anche dai fratelli Della Valle. Possono aver avuto tutte le giustificazio­ni del mondo: possono essersi sentiti traditi da Prandelli e dalla città, possono mettere sul tavolo il loro progetto di Citta­della dello sport disatteso dai politici, ma restano gli errori commessi sul terreno della co­municazione da parte loro e dei loro collaboratori. Possibile che ancora si aspetti l’appunta­mento di maggio ( così è stato promesso dal presidente An­drea ancora dimissionario) per il ritorno al suo posto? Possibi­le che si sia assistito indifferen­ti al progressivo allontanamen­to della squadra dalla città, dai tifosi, dai media? Sappiamo che sotto la superficie i Della Valle stanno ancora lavorando e lot­tando per trovare la soluzione ai tanti problemi e scommettia­mo che ce la faranno, ma da tempo è venuto il momento di parlare alla gente. La maggio­ranza aspetta solo un cenno per tornare a credere a un proget­to, un’idea della quale innamo­rarsi. La verità è che non è più il tempo di delegare bensì quel­lo di riprendere in mano la si­tuazione.

Mihajlovic - Siamo stati fra quelli che hanno detto: Mi­hajlovic è il minor colpevole di quanto sta accadendo. Lo confermiamo, allora aveva una squadra dimezzata da­gli infortuni. Ma adesso pu­re lui entra nel cono di luce delle cose che devono essere messe in discussione. Final­mente sono rientrati Monto­livo, Mutu, sta tornando Vargas, è stato acquistato Behrami ed è tornato in gruppo D’Agostino, anche Natali scende regolarmente in campo ma quello che si è visto a Bari è più o meno (forse addirittura meno) quello che si era visto nei tanti giorni neri di questa stagione. All’aeroporto pri­ma di tornare verso Firenze abbiamo incontrato un uomo furente e a un tempo prova­to. Per lui deve essere insop­portabile verificare che la Fiorentina, la sua Fiorenti­na, non gli assomiglia affat­to. E’ totalmente priva di personalità. Ha aperto la porta a Mutu e il romeno in­vece che dare una svolta, ap­pare controproducente; ha dato il centrocampo total­mente in mano a Montolivo mettendo in un angolo D’Agostino e il capitano re­sta anonimo; ha cambiato la propria squadra tante volte da far girare la testa, ma al­la fine si è trovato la squa­dra di Bari: un disastro. Una Fiorentina di nessuno che sta lì, lontana dalla retroces­sione ma lontana anche dal­l’ultimo vagone Europa. Forse è vero, gli è stata data una squadra che già era un guscio vuoto ma lui non è stato capace di riempirlo. Ora, siamo sicuri, prenderà questo gruppo e lo metterà contro un muro, tutti senza passato. Forse darà l’esem­pio e Mutu finirà in panchi­na, riproporrà gli esterni ma prima di tutto ha l’obbligo di dimostrare di essere capace di imporre una svolta. Non è in bilico il suo presente ma lo è il suo futuro.

Corvino - Ha il merito di essere rimasto lì sempre, ad occuparsi anche di quel­lo che non lo riguarda. Ha lavorato benissimo sul set­tore giovanile, se fosse di­peso da lui del caso Mutu avrebbe dovuto occuparsi la Roma, non sarebbe pro­babilmente arrivato Felipe, magari avrebbe tenuto pu­re qualche eccellente par­tente di questi anni (Balza­retti, Pazzini), però la firma su tutto quello che è succes­so è anche sua, dunque ne risponde integralmente an­che di arrivi e immediate ripartenze. Forse non era così facile dire: il ciclo tec­nico è finito. Ci voleva co­raggio e l’addio di Prandel­li un po’ lo ha spiazzato. Gli acquisti di Behrami e di Bo­ruc confermano quello che nessuno può onestamente mettere in discussione, ov­vero che sia un eccellente operatore di mercato però è lui, solo lui, l’uomo di cal­cio che può intervenire per indirizzare le linee strategi­che dei Della Valle. Sua è indiscutibilemente poi la scelta di Mihajlovic, nel be­ne e nel male e quindi a Si­nisa è incollato nella valu­tazione complessiva della stagione. Pure lui paga la malasorte ma appellarsi so­lo a quella è sbagliato, pro­fondamente sbagliato. Se il tecnico serbo deve sfrutta­re questo finale di campio­nato per dimostrare di ave­re davvero qualcosa da dire per restare a sedere su quella panchina viola, Cor­vino ha sicuramente cre­denziali storiche importan­tissime per restare al pro­prio posto, ma deve dimo­strare di crederci. La mag­gioranza dei fiorentini lo vuole al suo posto, ma ades­so deve sfruttare questo suo prestigio per vendere come sa vendere e compra­re come sa comprare. Rac­conti il suo progetto di squadra e, se necessario, si prepari alla rivoluzione.

Squadra - Se i Della Valle e Cor­vino mettessero tutti i giocatori vio­la sul mercato, pochissimi fra i tifo­si si risentirebbero. «Per la maglia, solo per la maglia...» cantano dalle curve, perché in questa Fiorentina non ci sono eroi, non ci sono incedi­bili. Magari Jovetic che è assente, forse Frey pure lui lontano dal campo e Behrami che è appena ar­rivato ed è apparso, per combattivi­tà e impegno, rispetto ai compagni un vero marziano. Infine Campore­se l’unica nota lieta di questo gri­gissimo limbo e il vecchietto Santa­na. Fine. Bari è stato lo spartiacque. Una volta veniva detto: i campioni non si toccano, ma ora a Firenze non è più così. Sono stati proprio i giocatori più importanti a manca­re. Disperso Vargas, assente ingiu­stificato Marchionni, irriconoscibi­le Mutu, spento Montolivo, sul ban­co degli imputati i difensori, som­merso di fischi (sinceramente an­che troppi) Cerci, per certi aspetti imperscrutabile D’Agostino ma ol­tre un mese fuori. E Gilardino? Lui come Montolivo e Vargas appaiono distanti, lontanissimi. Sono tutti sotto esame perché solo chi ci cre­de, chi ha voglia, deve restare nel prossimo progetto tecnico. C’è bi­sogno di entusiasmo non di rasse­gnazione e fastidio per una squadra che a qualcuno appare... stretta. La Fiorentina non ha bisogno di gioca­tori che restano per grazia ricevuta. A Bari i vari Mutu, Gilar­dino, Montolivo hanno dimostrato di non essere riusciti a battere il Bari, quel Bari, una squadra som­mersa dagli sfottò dei propri tifosi, una squadra in ginocchio e che ave­va subìto prestissimo un gol che la costringeva a rischiare e a lasciare spazi enormi. Mihajlovic ha fatto a pezzi il niente psicologico del suo gruppo ma se questo ultimo perio­do deve servire a scegliere con chi fare il prossimo giro di valzer, allo­ra sono proprio i campioni a meri­tare di andare, adesso, a fare tap­pezzeria e di finire sul mercato e giugno. Ljajic è un ragazzo, merita un po’ più di attenzione, però pure lui con tutte le cautele del caso de­ve dimostrare di saper chinare la schiena. Il campionato non è finito e tutti dovranno mettersi in discus­sione e smetterla di far conto con il proprio passato.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=73594
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 417894
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Una Fiorentina tutta da rifare. Ecco cosa non va
« Reply #1 on: 03/01/11, 14:31 »
Cinque domande a Mihajlovic

«La Nazione» fa cinque domande a Mihajlovic perché dopo otto mesi di lavoro (ritiro compreso) la delusione che circonda la Fiorentina ha raggiunto livelli di non ritorno. Eccole:
1- Perchè la Fiorentina gioca così male?
2- Perchè i suoi giocatori hanno quasi sempre un rendimento fisico inferiore a quello degli avversari?
3- Perchè il regista acquistato per portare qualità (D'Agostino) è rimasto fuori nelle ultime sette partite?
4- Perchè Ljajic è stato utilizzato spesso quando l'avversario è chiuso in difesa e solo una volta (a Palermo) con lo spazio a disposizione per i contropiede?
5- Pensa che la sua riconferma dipenda dalle prossime undici partite?

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=73598
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 417894
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Una Fiorentina tutta da rifare. Ecco cosa non va
« Reply #2 on: 03/01/11, 14:32 »
Tutti i colpevoli del naufragio viola

Il campionato ormai è andato. L´Europa (il settimo posto) è un traguardo irraggiungibile (gli speranzosi si aggrappano alla matematica), per la salvezza ormai bastano pochi punti. Quindi da qui alla fine la Fiorentina giocherà senza obiettivi e Andrea Della Valle potrà lavorare alla riorganizzazione della sua società per dare una svolta e rilanciare il progetto. Allenatore, direttore sportivo, management, giocatori, il presidente (tornare al comando è un passaggio fondamentale) sa cosa deve fare. E lo farà. Altrimenti questo sarà stato un campionato inutile.

Troppi infortuni
È stato l´alibi di tutta la stagione. Indubbiamente la Fiorentina non è stata fortunata, ma sono state le scelte più che il destino a creare problemi. Corvino e Mihajlovic avevano puntato tutto su Jovetic (primo errore, non si può puntare tutto su un giocatore solo) e quando si è infortunato le certezze sono crollate. Però si poteva ancora rimediare intervenendo sul mercato, invece fu detto che il sostituto c´era, Ljajic, e Mutu non era più sul mercato. La storia di questo campionato ha dimostrato che puntare su Ljajic non è stata la scelta giusta (è giovane, bravo ma ha bisogno di tempo) e il rapporto con Mutu non è stato mai troppo chiaro. Addirittura dopo il Bologna il tecnico disse: «Non mi serve». L´infortunio di Frey, invece, è stato risolto con Boruc. La caviglia di Montolivo probabilmente è stato un errore di valutazione (si doveva operare prima) che ha fatto perdere un sacco di tempo, lo stesso il rientro forse un po´ affrettato di Vargas, mentre i problemi di D´Agostino erano noti. Tutto il resto rientra nella normale gestione di un gruppo. Va detto anche che non c´è mai stata troppa chiarezza da parte della società che ha preferito affidare al suo sito i report medici evitando al medico e al preparatore qualunque contatto con i giornalisti.

Il gioco che non c´è
Ma dove è finita la grinta di Mihajlovic? Nei giorni di Cortina il tecnico ammise: «Questa squadra mi assomiglierà, non manca molto». Si illudeva, evidentemente. La Fiorentina la rabbia in campo non sa cos´è, complice il fatto che nessuno ha le idee chiare su quello che deve fare. Il tecnico ha cambiato in continuazione sistema di gioco, ha spostato giocatori. Su una cosa Mihajlovic non ha mai fatto autocritica: il suo credo ostinatamente offensivo. Non ha funzionato, si doveva correggere. Inutile insistere se le cose non vanno, molto meglio prenderne coscienza e trovare un rimedio. Invece Mihajlovic ha sempre difeso le sue scelte: «La mia squadra si prenderà sempre qualche rischio per provare a vincere». Giusto, anche Leonardo la pensa così, ma lui allena l´Inter. Il tecnico è rimasto fermo su se stesso e non ha mai dimostrato una grande capacità di leggere le situazioni, altrimenti alcune partite la Fiorentina non le avrebbe buttate via.

Il mercato sbagliato
Ancora una volta Corvino ha sbagliato le sue mosse e speso male i soldi della società. Lo dicono le scelte di Mihajlovic, allenatore che ha voluto lui. D´Agostino è un giocatore poco funzionale (il tecnico lo ha spedito in panchina) e nemmeno Cerci serve a molto visto che nella testa di Mihajlovic ci sarebbe una Fiorentina senza esterni. Al contrario ha fatto molto comodo Behrami, il giocatore che mancava (ma perché non si è cercato prima un giocatore così?) nel centrocampo viola, e si sente moltissimo la mancanza di una alternativa a Gilardino. Anche qui la società ha sbagliato puntando tutto su Babacar, sparito dopo i fantasiosi proclami estivi.

Le colpe dei giocatori
Il valore del gruppo è un altro, per cui anche chi va in campo ha le sue responsabilità. Se qualcuno non voleva rimanere doveva dirlo prima, se il nuovo progetto non piaceva se ne doveva parlare. Non è accettabile vedere una squadra che a malapena si muove per il campo come è successo a Bari. Non è tollerabile un livello così basso di applicazione tattica, qualità e convinzione. La Fiorentina che si è difesa in nove nel secondo tempo contro il Bari è la fotografia di un brutto calcio, di una squadra spremuta, finita e senza più stimoli.

La voce della società
È in momenti come questo che si avverte la mancanza di una società forte, presente, autorevole. La Fiorentina è l´unico club in cui nessuno alza la voce. Mai. Lo fanno tutti, se serve. Da Moratti al giovane Agnelli, per non parlare di Zamparini o De Laurentiis. Ogni tanto bisogna farsi sentire, mettere i giocatori e l´allenatore davanti alle loro responsabilità. La Fiorentina ha scelto la linea del profilo basso, ed è una scelta evidentemente perdente. Non solo, Andrea Della Valle passa da Firenze una volta la settimana, come la visita alla moglie separata, e negli altri giorni non c´è nessuno legittimamente e autorevolmente autorizzato (altro errore) a sostituirlo. Si rimanda sempre tutto all´arrivo del presidente. E in questo vuoto di potere i problemi si ingigantiscono.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=73599
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 417894
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Una Fiorentina tutta da rifare. Ecco cosa non va
« Reply #3 on: 03/01/11, 14:33 »
La rifondazione viola... con Miha in panchina?

Mihajlovic è capitato nell’annata peggiore: la sensazione è che quest’anno a Firenze avrebbero fallito anche tecnici più esperti e quotati di lui. Se si parte da questo presupposto, risulta difficile giudicarlo. Ora, valutando quanto il club ha dimostrato di credere in lui considerandolo il meno colpevole in questa stagione negativa, a meno di clamorosi prossimi rovesci, secondo il Corriere Fiorentino è molto probabile una sua conferma per la prossima stagione «sulla fiducia». Un annuncio che potrebbe essere dato non appena raggiunta quota 40 punti, per fortificare così la posizione del tecnico anche agli occhi dei giocatori che resteranno e della Piazza. E iniziare a programmare con lui una squadra nuova.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=73600
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 417894
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Una Fiorentina tutta da rifare. Ecco cosa non va
« Reply #4 on: 03/01/11, 14:35 »
Serve un nuovo progetto: ecco i primi passi

Questo gruppo è arrivato al capolinea, svuotato di energie, qualità, voglia di battersi, ambizioni. L’eliminazione dalla Champions dello scorso anno è stato l’apice e il canto del cigno insieme. Il mercato ha impedito la rivoluzione prevista, si è scelto obtorto collo di credere ancora nei giocatori presenti, sperando che il cambio del tecnico bastasse a ridare motivazioni. (...) Ora serve un nuovo Progetto. Da presentare alla città: un gruppo giovane, ricco di talenti futuro. Un qualcosa di garibaldino in cui credere. Via senza rimpianti i big sgonfiati, gli unici che possono consentire un ritorno economico da reinvestire. Via anche i pedalatori che hanno scaricato il contachilometri. Neto, De Silvestri, Camporese, Nastasic, Behrami, Jovetic, Ljajic. Questa è la base giovane che è già in casa. Va arricchita con giocatori già affermati da acquistare, altri giovani di talento e con qualcuno dell’attuale gruppo che possa ancora essere sinergico e completare il mosaico. Ma soprattutto bisognerà inserire un paio di uomini di personalità e carattere, con la mentalità giusta e fedeli all’allenatore.

Un nuovo progetto ha bisogno innanzitutto dell’entusiasmo della proprietà. Passi indietro e cariche vacanti hanno avuto un loro peso nel disagio di quest’anno. Il rapporto con la città e la ripresa del dialogo col Comune per la realizzazione di futuri progetti, più o meno eclatanti, è necessario per ritrovare stimoli. Una maggiore presenza dei Della Valle resta fondamentale per ricompattare un ambiente squagliato.
L'articolo completo sul Corriere Fiorentino in edicola

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=73603
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

Offline Chiesa

  • Administrator
  • *
  • Posts: 417894
  • Gender: Male
  • Sangue viola. Questo l'amore non si finisce mai!
Re: Una Fiorentina tutta da rifare. Ecco cosa non va
« Reply #5 on: 03/01/11, 14:40 »
Undici partite per fare chiarezza. E cambiare quasi tutto

L’ultimo segnale ha immalinconito anche gli ottimisti più tenaci, quelli che provavano a colorare il grigio con le tabelle della rimonta. Dopo il flop di Bari resta la modestia di una classifica senza prospettive. E ora? Come si riempiono gli ultimi due mesi e mezzo? Quali scosse si possono pretendere da un allenatore che ha dovuto far fronte a molte emergenze, ma non è riuscito a rendere meno irritante il gioco della Fiorentina? Le buone intenzioni — squadra sulla carta offensiva — non sono state sostenute dagli equilibri e dalle sostituzioni, la squadra si è afflosciata anche a Bari e il verdetto è stato chiaro. Dicono i numeri che nelle ultime dieci partite la Fiorentina ha perso solo contro la Lazio (15 punti fatti), ma la crescita sperata è rimasta un’ipotesi. Inutile illudersi. Finale di stagione a luci spente.

I segnali degli ultimi mesi portano tutti verso la necessità di rifondare il gruppo, monetizzando con la cessione di alcuni big demotivati o (peggio) non messi nella condizione di rendere al meglio. La scintilla di Palermo ha lasciato il posto alla ricaduta verso il basso, con la consolidata conferma delle fragilità viste in precedenza. Le conseguenze della delusione saranno ancora più evidenti domenica prossima contro il Catania. E se lo stadio semivuoto non spaventa la società, che nel bilancio ha i più ricchi introiti di Sky, il clima ghiacciato non è da sottovalutare in prospettiva. La passione disinnescata di Firenze rischia di diventare un argomento sociologico, a fronte dei trentamila spettatori abbondanti presenti in C2. Ma lì — anche se in basso — la Fiorentina era in ascesa. Ora non si capisce quale sia la prospettiva, se non quella di rifondare il gruppo con la cessione di molti big ormai demotivati.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=73604
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

 

With Quick-Reply you can write a post when viewing a topic without loading a new page. You can still use bulletin board code and smileys as you would in a normal post.

Warning: this topic has not been posted in for at least 30 days.
Unless you're sure you want to reply, please consider starting a new topic.

Name: Email:
Anti-spam: complete the task