Mihajlovic, non chiamatelo difensivistaNon chiamatelo Mister Maginot. Nossignore. Tre centrali difensivi nel finale di gara contro il Bari, sussurri di spogliatoio che vogliono alcuni trequartisti non certo allegri per compiti più di retroguardia che d’attacco, non facciano pensare ad una Fiorentina catenacciara.
«Non sono un difensivista» tuona Sinisa Mihajlovic, dopo lo scialbo pareggino del San Nicola. I viola, però, hanno segnato la media di un gol e spiccioli a partita, ventinove in ventisette sfide, incassandone altrettanti. Sarà per le assenze, forse, ma certo è che il continuo stravolgimento di assetti tattici non favorisce certo gli attaccanti e le mezze punte. Qualche dato: Alberto Gilardino non è neanche in doppia cifra, ed a quota 9 è alla pari dell’infortunato Quagliarella, di poco sopra ad Ilicic, un gradino sotto a Robinho. Che proprio centravanti da venti e passa reti certo non sono. Ma, se la stagione del bomber di Biella non è delle migliori, gran parte della colpa è anche della solitudine alla quale è lungamente costretto.
Col Bari, per esempio, visti i compiti più difensivi di Ljajic e Mutu (attaccati anche a fine gara dal tecnico), ma anche per tutto il resto della stagione, laddove è stato sì servito dai compagni, ma solo da lanci spesso alla viva il parroco e da timidi cross spesso mal riusciti. Per trovare il secondo marcatore in A dei viola, bisogna scendere a quota 4, con l’argentino Santana. Uno che, di fatto, è alla pari del centrale difensivo del Catania Silvestre. Più giù, poi, il desaparecido dell’ultimo periodo D’Agostino, a tre reti di cui una su rigore, in compagnia di Ljajic, con tanto di due tiri dal dischetto, e di calciatori che di professione fan tutto men che il bomber come Ranocchia dell’Inter, Cesar del Chievo e Britos del Bologna. Una sola rete, in undici presenze, da parte di Mutu, certifica e garantisce la pochezza realizzativa del reparto avanzato di casa Fiorentina. Il difensivismo, poi, accusa mossa da molti tifosi nel day after di Bari, trova un altro riscontro. Quello delle sostituzioni: fuori Mutu, Ljajic e Behrami, dentro Cerci, Vargas e Camporese. Tre giocatori con caratteristiche più di copertura, per affrontare la cenerentola del campionato, con tre difensori (come contro il Genoa) a chiudere la gara lasciando nuovamente Gilardino nel deserto della metà campo avversaria. Ma non chiamate Sinisa Mihajlovic Mister Maginot.
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