Author Topic: AS BARI - ACF FIORENTINA 1:1  (Read 6057 times)

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA 1:1
« Reply #48 on: 02/28/11, 14:56 »
Gila illude, ma i viola portano a casa un solo punto

Mah! Che tristezza, al San Nicola, tra chi va in B accompagnato da una conte­stazione “ panolada” e chi butta via anche l’ultima oc­casione per dare un senso ai rimanenti tre mesi di una stagione già ampiamente deludente. Ecco un pareg­gio inutile, che aggiunge so­lo tecnicamente un punto al­le classifiche di Bari e Fiorenti­na, ma che to­glie definitiva­mente alle due squadre le ulti­me rispettive speranze di ri­scatto. Se ne fa poco Gilardino del suo gol numero 200 da pro, autentica invenzione che ha illuso a lungo i viola, fino alla perla finale di Ghezzal, autore della rete del pareggio, suo primo si­gillo barese, di scarsa pro­spettiva per la formazione di Mutti, incapace ormai da mesi ( cinque) di vincere e dunque destinata a una or­mai quasi certa retrocessio­ne.

POCO SENSO - Un Bari co­stretto a giocare prima con­tro se stesso, irriso dai tifo­si, impietosi con Castillo, caustici con Matarrese, in­vitato ad alzare le mani e ad andarsene. Bene, in questo clima “ favorevole”, una squadra senza patemi di classifica, reduce da stagio­ni gloriose, avrebbe potuto giocare al gatto col topo. Trovatasi oltretutto in van­taggio, senza aver fatto troppo per meritarlo, la Fio­rentina del tonitruante Mi­hajlovic, ha vivacchiato nel primo tempo, sparendo len­tamente nella ripresa, smarrita dopo un quasi as­sist- autogol di Boruc ( 16'), capace di colpire Donati con un goffo rinvio, con il pallo­ne che esce sopra la traver­sa a porta vuota. Un episo­dio ridicolo ma significativo del livello raggiunto dal match. E dire che fino a po­chi minuti dalla fine, Gila e compagni era­no a quota 36, finalmente nella parte si­nistra della classifica, a - 5 dalla Juve, alla vigilia di un paio di partite, Catania e Chievo, che in teoria avreb­bero potuto significare un incredibile rilancio euro­peo. Ma per questa Fiorenti­na postprandelliana si tratta di discorsi accademici. Con questo Ljajic, con questo Mutu, con un’autostima di gruppo come quella mostra­ta a Bari, il dodicesimo po­sto è il suo. Mutti per lo me­no ieri si è goduto l’impegno più che onesto del norvege­se Huseklepp, deb dal pri­mo minuto, alla fine il mi­gliore in campo: dato signi­ficativo, con tutto il rispetto per l’attaccante scandinavo.

L’ILLUSIONE - L’immagine che meglio di ogni altra illustra il senso iniziale del match è quella del vantaggio viola. Un gol, ovvero il massimo, ottenuto con il minimo sfor­zo. Montolivo è salito a de­stra, e ha cercato Gilardino sul vertice opposto dell’area piccola. Glik ha guardato prima la palla poi Gila, che a sua volta è sembrato sor­preso dalla traiettoria e dal­la libertà concessa dall’ex palermitano. Ma il bomber non è uno ripescato dalla piena: ha controllato, si è gi­rato e con calma ha trovato l’angolo opposto alla sini­stra di Gillet, impietrito ( 21'). Messe le cose in disce­sa, la Fiorentina ha conti­nuato a girare in folle, sen­za accelerazioni, senza vo­glia di chiudere la partita. Pochissime le note prima del riposo.

IL PAREGGIO - Mutti è riparti­to risistemando la difesa, dentro Rinaldi per Raggi, Masiello a destra, poi ha al­ternato Donati con Bentivo­glio ( 11') e alla fine ( 27') ha buttato dentro Ghezzal per Romero. Dall’altra parte Mihajlovic è stato “ costret­to” a togliere prima Ljajic ( per Vargas), poi Mutu ( per Cerci), due fantasmi, cer­cando di dare spinta sugli esterni e infine ha inserito anche Camporese al posto del dignitoso Behrami, a protezione del fortino viola, messo sottopressione so­prattutto dalla forza di vo­lontà di Gazzi e dalla vena inesauribile di Huseklepp. E mentre la Nord si sgolava contro Matarrese, le grida si sono trasformate per un attimo in un grido di gioia davanti allo splendido gol di Ghezzal ( 42'), bravo a trova­re lo spazio giusto fuori dal­l’area, lesto a raccogliere una respinta della difesa viola e a cogliere l’incrocio dei pali con un tiro di ester­no destro, bellissimo quanto inutile. Già, inutile, come questo Bari- Fiorentina.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA 1:1
« Reply #49 on: 02/28/11, 14:57 »
E Miha se la prende col tridente...

«La Fiorentina può e deve fa­re di più, perché ne ha i mezzi ed è giusto che ci provi. Non sono soddi­sfatto ma il gol l’abbiamo preso non perché ho messo il quinto difensore, anche se voi, qualora voleste fare po­lemiche, potete anche dirlo. Ma la re­altà è che la squadra non ha interpre­tato bene la gara. Non deve pensare a difendere, ma a giocare». Sabato ave­va lanciato l’ultima sfida: «Tre gare, ora Bari, poi il Catania e infine a Ve­rona con il Chievo, è questo l’incrocio che ci dirà se questo campionato può ancora darci qualcosa riguardo alla classifica finale e magari...» . E quel  magari significava ancora la strada che può portare in Europa. Un sogno, certo, appena appena sorretto dalla matematica e da un campionato nel quale anche squadre che parevano vo­tate alle prime posizioni, vedi la Juve, stanno masticando amaro e delusioni. E fino a cinque minuti dalla fine, pur giocando male la Fiorentina incredi­bilmente era a un passo dal poter dav­vero riaccendere una fiammella.

PROSPETTIVE - Dopo il gol di Gilardino e il nulla susseguente c’è chi faceva già i conti: tre punti con il Bari, tre punti con il Catania, tre a Chievo e poi la possibilità di attaccare le posizioni di Palermo e Juve... Ma è stato solo un frammento di sogno. Poi tutti, Mi­hajlovic per prima sono tornati al gri­gissimo: «Arriviamo a quaranta pun­ti » . Ora sono abbastanza vicini ma do­po? Cosa resta alla squadra viola? Die­ci gare e un lungo e inclemente esa­me: chi merita di tenere la maglia vio­la? Ieri pure uno tosto come Mihajlo­vic mostrava i segni della delusione per l’ultima speranza buttata via con una ga­ra, l’ennesima, vuota, senza cuore e con poca testa: « Non ha funzio­nato il secondo tempo, malissimo, solo difen­dere e non offendere, dopo il primo tempo così e così, mai cercato il gol, risultato giusto, e se pareggia­vano prima potevano vincere anche la gara. Non sono assolutamente con­tento. Se giochi con tre punte e non fanno la differenza allora...» . Rabbia per campioni che non fanno niente di più, che non fanno la differenza.

TROPPO POCO - Un grande sforzo e poi poco, troppo poco. « In avanti abbia­mo fatto pochissimo. La condizione fisica di Mutu è quella che è, anche Behrami non era al massimo. Pur­troppo anche Vargas aveva al massimo la forza per stare in cam­po un tempo. Ma la co­sa peggiore resta quel secondo tempo nel quale abbiamo pensato solo a difendere» . Nero, ne­rissimo: «Eravamo convinti di poter­cela fare dopo il gol di Gilardino, ma in quella ripresa non siamo mai stati capaci di contrattaccare. Il nostro unico pensiero sembrava quello di di­fendere, non quello di offendere. E co­me sempre quando giochi per non perdere, succede che gli avversari ti puniscono. Ripeto che il Bari ha me­ritato il pari. Insisto, non sono assolu­tamente contento per il gioco mostra­to in campo, la palla in avanti arriva­va ma se con tre punte non si fa la differenza allora è dura per tutti. Sa­pevamo che ci avrebbero attaccati in massa e pensavamo di fare la diffe­renza ripartendo in velocità, se aves­simo vinto oggi avremmo effettuato un bel balzo in classifica, ripeto nel­la ripresa abbiamo giocato malissi­mo. Abbiamo pagato la non buona condizione fisica di giocatori impor­tanti.

Ljajic quando parte dall’inizio trova sempre qualche difficoltà, fa meglio quando subentra e gli altri so­no stanchi ed è lì che fa la differenza. Ho provato ad affidare ai due esterni la facoltà di spingere ma per adesso le condizioni di Vargas non mi hanno consentito di schierarlo prima. Avevo mandato in campo una squadra of­fensiva, costruita per andare subito in vantaggio ma alla fine il risultato non è arrivato, anzi non è arrivato fuori niente di buono » . E’ come se al­zasse bandiera bianca, l’ultimo so­gno, quello delle tre gare per acciuf­fare la coda del gruppo e sperare an­cora nell’Europa è oramai lontano, anzi lontanissimo. Resta il lungo esa­me, quello che metterà tutti faccia al vento.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA 1:1
« Reply #50 on: 02/28/11, 14:58 »
Per Gilardino è festa a metà

Anche il gol realizzato, il duecentesi­mo in carriera, alla fine è passato in secondo piano. Alberto Gilardino non è riuscito a trat­tenere l’amarezza, addirittura la rabbia. Avrebbe voluto godersi il momento, come fatto anche in campo, quando ha alzato le ma­ni al cielo verso i suoi tifosi e ha indicato lo­ro il numero 200, invece a rimanere a galla sono solo fiele e imbarazzo. Perché riuscire a spiegare l’involuzione della Fiorentina in soli 90 minuti risulta difficile pure a lui, uno dei simboli della squadra. «Sono felice a me­tà, perché noi volevamo la vittoria. Sapeva­mo che sarebbe stata una partita dura, che il Bari avrebbe giocato come se questa fosse stata l’ultima chance, lo avevo detto anche a metà gara. Il campo, in condizione pessime, sicuramente non ci ha aiutato, ma quel che è certo è che noi siamo calati. Perché? Since­ramente io non so spiegarmelo».

DISAGIO EVIDENTE - Pare disorientato Gilardi­no. Non riesce a capire che cosa stia acca­dendo alla sua squadra, a lui. Mihajlovic ave­va costruito una squadra votata completa­mente all’attacco, una squadra in grado di supportare meglio anche i suoi guizzi, le sue giocate, invece niente ha funzionato. «Ho messo la firma su un gol davvero bello, pec­cato solo non essere riusciti a capitalizzare al massimo. Sono riuscito ad incrociare bene il lancio di Montolivo, purtroppo però è servito a conquistare soltanto un punto. Nella ripre­sa abbiamo giocato sottotono e l’unica cosa che posso dire è che mi dispiace. Però non ci siamo accontentati. Non è esatto dire così. Abbiamo cercato di dare il massimo, di por­tare a casa tre punti che avrebbero avuto un’importanza straordinaria per il prosieguo della stagione e non ci siamo riusciti. Ades­so dobbiamo pensare al futuro, a cominciare dalla gara di domenica, contro il Catania, una partita che non possiamo fallire».

TRAGUARDO SILENZIOSO - Il mezzo sorriso che pure aveva accennato ricordando il gol nu­mero 200 in carriera - 138 in serie A, 8 in Coppa Italia, 13 in Champions League, 5 in Coppa Uefa, 17 in Nazionale maggiore, 15 in Under 21 e 4 con la selezione olimpica - Gi­lardino lo ha subito messo da parte. Da fe­steggiare non c’è più niente. Dal paradiso, quello che gli si era spalancato dopo una re­te che pure rincorreva dal 13 febbraio scor­so, dalla sfida del Barbera contro il Palermo, in cui aveva portato a 199 il numero delle sue marcature, in un attimo è diventato l’inferno. E’ rimasto pietrificato lui, non appena visto il gran gol di Ghezzal.

TRISTE PRESAGIO - Era lontano, ma ha subito capito tutto. Ha capito pure che la squadra, la stessa che meno di un anno fa era riuscita a battere il Bayern, stavolta non ce l’avrebbe fatta. Lo aveva raccontato, tra i denti, tra pri­mo e secondo tempo: «Non sarà facile uscire da questo stadio con tre punti - aveva detto -Non si tratta di una Fiorentina al minimo: non è facile giocare contro l’ultima in classi­fica, in più il fatto di non riuscire a giocare palla a terra ci penalizza». Aveva capito be­nissimo Gilardino. Solo la dedica del gol gli restituisce un abbozzo di sorriso: «Il gol è per mia figlia Ginevra: giovedì compie tre anni».

Gilardino scivola via. Silenzioso.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA 1:1
« Reply #51 on: 02/28/11, 14:59 »
Montolivo al veleno: ''Abbiamo delle responsabilità''

Processo alla squadra. Tut­ta la Fiorentina è nel mirino. Nes­suno escluso, in particolare i big, quelli da cui era lecito aspettarsi qualcosa in più. Sinisa Mihajlovic non fa sconti. Non è piaciuta la mancanza di personalità, ma so­prattutto brucia aver buttato al vento un’occasione forse irripetibi­le per rilanciarsi in classifica e co­minciare, concretamente, a pensa­re a qualcosa in più di un’anonima stagione. Aveva mandato in campo una squadra spregiudicata anche per dare un segnale: un segnale che tuttavia non ha prodotto gli ef­fetti sperati. E’ per questo che do­menica prossima, contro il Catania, la squadra con cui il tecnico serbo, un anno fa, ha realizzato il maggior numero di punti della storia del club in serie A, potrebbero restare in panchina nomi importanti. E uno di questi rischia concretamente di essere Adrian Mutu, impalpabile ieri, nonostante proprio da lui ci si aspettasse qualcosa in più, già dal suo ritorno in gruppo dopo il rein­tegro.

FRUSTATE E ORGOGLIO - A metterci la faccia è stato il capitano, Riccardo Montolivo, la mente da cui è nato il gol dell’iniziale vantaggio della Fiorentina firmato Gilardino. Lui non si è nascosto. E’ stato il primo a presentarsi davanti a telecamere e taccuini, ma soprattutto è stato il primo a frustare la squadra. «Nel­la ripresa abbiamo rinunciato a giocare». Le sue parole fanno qua­si male tanto sono schiette. « Nei primi 45 minuti abbiamo fatto una buona gara, siamo scesi in campo con l’atteggiamento giusto, tanto che pure il risultato ci stava dando ragione, poi è cambiato tutto » . Montolivo spruzza veleno. E’ ar­rabbiato, forse anche deluso. « E’ vero che il Bari a parte il gol non ha fatto davvero niente, ma non per questo dobbiamo sottrarci di fronte alle nostre responsabilità».

ANALISI DI COSCIENZA - Tra le righe, invoca un’analisi di coscienza col­lettiva il capitano, se non altro per evitare di doversi leccare ulterior­mente le ferite. Il pareggio brucia e lui fatica a nasconderlo. A sé stes­so, così come davanti ai giornalisti. Montolivo incassa le critiche, per un attimo abbassa pure lo sguardo, ma prova pure a risollevare sé stes­so e la Fiorentina. «Nel primo tem­po abbiamo comunque giocato una discreta partita, il fatto di essere riusciti a mantenere il vantaggio lo dimostra. E’ precipitato tutto nella ripresa: il Bari non è mai stato pe­ricoloso, eppure noi abbiamo indie­treggiato il nostro baricentro. Fino al gol non avevamo corso rischi, poi avete visto tutti quello che è ac­caduto. Ciascuno di noi è a disposi­zione dell’allenatore, il mio ruolo sapete tutti quale sia » . Montolivo sta ben attento a non accendere la miccia della polveriera. Schizza via senza aggiungere altro, scuro in volto e crucciato.

VOLTI TESI - L’istantanea della sua rabbia dipinta in volto è più o me­no la stessa dei compagni. Nessuno si avvicina, nessuno parla, neppure tra di sé. Pure D’Agostino, escluso all’ultimo secondo per garantire maggiore equilibrio alla squadra - « Con Behrami e Montolivo che spingono, Donadel copre di più. Non si tratta certo di una bocciatu­ra » aveva spiegato Marcolin, vice di Mihajlovic, prima del fischio d’inizio - ha raggiunto il pullman senza battere ciglio, sguardo dritto, ben attento a non incrociare quello di nessun altro. Lo stesso hanno fatto tutti gli altri. Nel mirino, ades­so ci sono tutti. Nessuno escluso. Neppure i big.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA 1:1
« Reply #52 on: 02/28/11, 15:03 »
E a Bari preso a calci anche il pullman viola

Finita la partita al «San Nicola», è continuata la contestazione dei tifosi del Bari verso la loro squadra. Qualche esagitato è andato oltre, prendendo a calci e manate anche il pullman della Fiorentina.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA 1:1
« Reply #53 on: 02/28/11, 15:03 »
La tattica: cambi nulli. E D'Agostino ormai è un caso

Dritto sulla sua strada, quella che fino a ieri aveva dato la sensazione di essere giusta. Mihajlovic ha scelto di cambiare il meno possibile, riproponendo (con la sola variante di Ljajic al posto di Marchionni) la stessa squadra che domenica scorsa aveva pareggiato in casa contro la Sampdoria. Ancora panchina dunque per D’Agostino, la sesta in sette partite, uscito dal San Nicola scuro in volto come tutta la Fiorentina. Una scelta ancora una volta dettata dallo schieramento tattico degli avversari, un Bari schierato da Mutti con il 4-2-3-1 e quindi con il trequartista. Fedele alla propria linea (e alle dichiarazioni delle ultime settimane), Sinisa dunque ha preferito schierare Donadel davanti alla difesa per un centrocampo a tre con Montolivo e Behrami in posizione di interni. È rimasto in panchina, all’inizio, anche Camporese, al suo posto, come contro la Samp, il più esperto Natali in coppia con Gamberini.

Poi nella ripresa il tecnico ha modificato il reparto offensivo, inserendo Vargas per Ljajic al 15’ e sostituendo uno stanco Mutu con Cerci, che fino all’ultimo era rimasto in lizza per un posto da titolare. Il risultato, però, è stato quello di una squadra che ha perso punti di riferimento in avanti, e soprattutto la capacità di rallentare il gioco, conquistare punizioni e tenere lontani gli avversari. E così la Fiorentina ha abbassato ancor di più il proprio baricentro, fino a quando lo stesso Mihajlovic è addirittura passato al 5-4-1 inserendo Camporese per Behrami, quando gli attacchi del Bari stavano cominciando a farsi davvero pericolosi. Una scelta, quella di puntellare la difesa, che però non ha pagato come invece accaduto in altre occasioni e che ha finito per trascinare i viola nella propria area di rigore. Da dove è partito il siluro di Ghezzal che ha stroncato le speranze viola. E qualsiasi tabella di avvicinamento a un Europa che resta ancora lontanissima.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA 1:1
« Reply #54 on: 02/28/11, 15:04 »
L'Europa è dall'altra parte della Luna

Umiliata dal Bari. Schiacciata, annichilita, messa a nudo davanti a una squadra disperata e senza via d´uscita. Erano anni che non si vedeva la Fiorentina con una difesa a cinque, un segnale di resa. Un addio a tutti i sogni, alla speranza di arrivare in Europa. Una manifesta dichiarazione di impotenza. Che figura! Nonostante il gol di Gilardino la squadra di Mihajlovic ha continuato a giocare il suo calcio senza gioco. Senza palla non corre nessuno, idee non ce ne sono e se Mutu ha una giornata storta tutto diventa più difficile. Una fatica adesso arrivare fino alla fine del campionato. La salvezza è un obiettivo ridicolo per la Fiorentina, c´era in ballo molto di più. Ma ora il progetto si è sgonfiato. Una tristezza infinita vedere quei duecento tifosi cantare fino alla fine. Due giorni di viaggio andata e ritorno, senza sosta, per vedere la Fiorentina messa sotto dalla disperazione del Bari.

Mihajlovic ha rinunciato a D´Agostino e ha messo in campo la solita squadra. Il 4-3-2-1, con Ljajic accanto a Mutu, dietro a Gilardino. Il ragazzino però non si è mai visto. Sparito. Annullato da solo. Isolato. Nemmeno Mutu ha fatto il fenomeno, però lui quando ha il pallone tra i piedi può sempre inventare qualcosa. Gli altri no. E Gilardino è rimasto da solo laggiù, a guardare, mentre dietro a lui la Fiorentina cercava un´idea per partire. Invece niente. Nonostante un Bari morbido come il burro e uno stadio che dall´inizio alla fine ha contestato la sua squadra. Nemmeno di questo ha saputo approfittare la Fiorentina, rigida nel suo non gioco, imbarazzante nella sua incapacità di far girare il pallone.
Poi quel lancio morbido di Montolivo ha fatto svoltare la giornata. Sinistro di Gilardino e gol. Ma è stato solo un attimo. Un bluff. Nel secondo tempo il Bari ha preso coraggio e si è impossessato del pallone. E ha iniziato a giocare. Palla lunga e disperazione mentre la Fiorentina arrancava arretrando. Squadra schiacciata dentro la metà campo, bloccata nelle ripartenze, insulsa e avulsa da qualunque logica di gioco. Gamberini ha rischiato di mandare in gol Donati, Comotto è stato salvato da Boruc. Fiato corto. Entra Vargas, qualcosa si muove. Esce Mutu e la Fiorentina si affloscia definitivamente. Quelli del Bari sono ovunque e Sinisa decide che è arrivato il momento di difendersi e mette dentro anche Camporese. Cinque in difesa e gol del Bari. Forse è un caso. Forse no. Resta il fatto che la Fiorentina non è ancora niente e il campionato è praticamente finito. Parlare d´Europa adesso sarebbe una presa in giro. E allora non resta che arrivare alla fine di questa stagione pensando già da ora a ricostruire la squadra per il prossimo anno. Con le idee chiare, però.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA 1:1
« Reply #55 on: 02/28/11, 15:05 »
Ljajic dietro le punte, una scelta rinnegata

Una squadra offensiva che offende poco, se non a volte il gioco del calcio per come il potenziale diventa inutile, si rimpicciolisce per assenza di rifornimenti, idee, fluidità, pensieri calcistici. Il bilancio viola deve come al solito misurare la distanza fra l’impostazione virtuale _ Ljajic dietro a Mutu e Gila _ e le conseguenze di una scelta non sostenibile, anzi poi «rinnegata». Una scelta affidabile a tempo. La Fiorentina è ancora scossa da clamorosi abbassamenti di tensione, come quello che ha accompagnato la crescita del Bari dopo l’occasione nata dal retropassaggio corto di Gamberini per Boruc. Da quella scintilla è nata la reazioni del Bari, piccolissima squadra fino a quel momento, poco più grande dopo grazie alla concessione della Fiorentina. Quell’episodio è stato un macigno sul morale viola, come se si fosse aperta la porta e una scintilla alla rovescia _ la paura improvvisa _ si fosse impossessata della squadra.

Troppo poco per spiegare a livello tattico l’atteggiamento passivo della Fiorentina, che è riuscita con il suo atteggiamento a ridare forza al Bari fischiato, contestato, sull’orlo di una crisi di nervi e incapace di attaccare. Mihajlovic ha tolto Ljajic (seconda bocciatura dall’inizio) e ha provato a spingere con Vargas. Poi è stata la volta di Cerci per Mutu.

Lo sfortunato ingresso di Camporese nel finale certo non ha influito sul risultato, anche se la Fiorentina si è ancora più ripiegata con l’uscita di Behrami. Se Ghezzal non avesse indovinato quel tiro le debolezze della Fiorentina sarebbero state mascherate dal risultato. Ma ancora una volta il calcio è stato impietoso con la squadra viola: tutti i problemi ancora una volta sono stati messi in vetrina.

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