Author Topic: AS BARI - ACF FIORENTINA 1:1  (Read 6056 times)

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA
« Reply #24 on: 02/25/11, 19:31 »
Nuova contestazione in vista per il Bari

Ci sarà un clima tutt'altro che festoso domenica al San Nicola. Dopo la dura contestazione subita in settimana, il Bari è atteso al varco. I tifosi si aspettano una reazione, soprattutto sul piano dell'impegno e dell'agonismo. Un'altra prestazione vuota come quella di domenica scorsa contro la Lazio potrebbe causare una nuova e più decisa contestazione, pronta a partire da ogni settore dello stadio barese.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA
« Reply #25 on: 02/25/11, 20:25 »
Arriva la Fiorentina, e Mutti cambia il Bari

Rialzare la testa. Almeno per salvare la faccia, la dignità. Il momento più basso della tormentata e sconcertante stagione del Bari, coinciso con la dura contestazione di alcuni tifosi, vivrà un passaggio importante domenica prossima nella sfida con la Fiorentina. La retrocessione è diventata quasi un miraggio, ma la squadra ha il dovere di dare una risposta sul piano dell’impegno e della determinazione. Anche Bortolo Mutti ha cercato durante la settimana di dare una strigliata ai giocatori. Forse, non è tanto una questione di modulo tattico, quanto piuttosto di convinzione e coraggio delle proprie azioni. La Fiorentina, che pure non sta disputando un campionato brillante, è una formazione di buona levatura. Il Bari dovrà gettare il cuore oltre l’ostacolo, nonostante l’ultimo posto in classifica e la penuria di risultati. Come ormai tutti sanno i biancorossi non vincono in casa dal 26 settembre scorso, quando riuscirono a battere il Brescia

Mutti molto probabilmente ridisegnerà il Bari, nella speranza di poter rivedere un briciolo di luce.
A centrocampo l’unico ad essere certo di partire titolare è Gazzi. Almiron ha un problema muscolare e potrebbe disertare la gara con i viola. Di conseguenza sono in tre a contendersi il posto: Donati, Codrea e Kopunek. Il rumeno si candida per il ruolo di regista, a meno che Mutti non getti nella mischia sin dal primo minuto lo slovacco Kopunek per avere più nerbo e sostanza nella zona nevralgica del campo. Sugli esterni dovrebbero agire Alvarez e Bentivoglio.

Le perplessità maggiori sono legate all’attacco, dove l’assenza sicura di Barreto e le defezioni quasi certe di Kutuzov e Rudolf, potrebbero aprire finalmente le porte della formazione titolare al norvegese Huseklepp. L’attaccante scandinavo, dopo aver rifiutato l’offerto di una squadra russa, sta cercando di convincere Mutti ad inserirlo nell’undici titolare, anche se fino a questo momento il tandem offensivo dovrebbe essere composto da Okaka e Ghezzal.

“Non stiamo bene e vista la situazione è anche normale” sono le parole di Simone Bentivoglio che si sforza di trovare una via d’uscita dal tunnel della disperazione. “Nessuno vorrebbe perdere – prosegue l’ex centrocampista clivense – e il fatto di non riuscire a vincere fa stare male prima di tutto noi. Andiamo in campo con l’intento di fare bene, poi non ci riesce. Non penso manchi la cattiveria agonistica, questo è un luogo comune quando le cose vanno male. Ma abbiamo il dovere di andare avanti da uomini, cercando di migliorare per quanto è possibile questa situazione e continuare ad allenarci nel modo migliore”.

Domenica al San Nicola arriverà la Fiorentina: “Giocheremo con l’intento di vincere – continua Bentivoglio – così come abbiamo affrontato tutte le partite. Vogliamo i tre punti anche per regalare una soddisfazione ai nostri tifosi”.
Il centrocampista arrivato a gennaio ha poi parlato della sua scelta: “Non sono affatto pentito della scelta che ho fatto. Quando sono arrivato credevo fortemente nella salvezza, poi ci sono stati problemi per cui non siamo riusciti più a vincere . Ma dobbiamo affrontare questo momento da uomini. Rifarei la scelta di venire a giocare nel Bari”.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA
« Reply #26 on: 02/26/11, 14:08 »
Caccia al settimo posto, serve dare un senso alla stagione

La Fiorentina si trova in una situazione paradossale. Perché ufficialmente, cioè stando alle dichiarazioni degli addetti ai lavori, i viola puntano solo alla salvezza e in quest’ottica - tanto per fare un esempio ultrapratico - un pareggio a Bari porterebbe utile fieno in cascina. Ma in realtà domani in Puglia la Fiorentina dovrebbe puntare con tutte le forze aun unico risultato, la vittoria. Perché solo così potrebbe avere qualche residua ambizione di lottare per il settimo posto, l’ultimo utile per l’accesso all’Europa League. Potrebbe cioè, in altre parole, dare un senso alla sua stagione. L’anno scorso fu la Juventus ad arrivare settima, totalizzando 55 punti. Ai viola (che hanno 33 punti) quindi, presumibilmente, per raggiungere l’obiettivo continentale serviranno più o meno 22 punti nelle ultime dodici partite. Sei vittorie, quattro pareggi e due sconfitte.Osette vittorie,un pareggio e tre sconfitte. Oppure, ancora, cinque vittorie e sette pareggi. Scorrendo il calendario, è ovvio che una di queste vittorie dovrà essere quella di domani a Bari, teoricamente la sfida più semplice per la truppa di Mihajlovic, dato che i biancorossi sono ormai praticamente spacciati. Già le successive sfide, in casa contro il Catania, a Verona contro il Chievo e al Franchi con la Roma, presentano difficoltà sulla carta superiori. A Firenze successivamente arriverà un’altra delle pretendenti al settimo posto, proprio la Juventus che occupa adesso questa posizione con 41 punti, otto in più dei viola mentre la Roma ne ha 42. Tutto questo, in tempi magri per le italiane: dopo l’eliminazione del Napoli, dalla stagione 2012-2013 l’Italia avrà soltanto tre squadre in Champions e tre inEuropaLeague. Il fascino delle sfide continentali rischia di diventare a lungo solo un ricordo.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA
« Reply #27 on: 02/26/11, 14:09 »
Schema tattico: 4-3-3 per Miha, ecco come risolve il rebus

Il Corriere dello Sport è riuscito in qualche modo a risolvere il rebus centrocampo riuscendo ad infilare nel 4-3-3 di Mihajlovic Vargas, Behrami, Montolivo e... D'Agostino. Come? Ecco qua, mediana a tre con il peruviano a sinistra, D'Agostino in cabina di regia e il capitano mezz'ala destra. Behrami sale sulla linea di Mutu, a destra dietro a Gilardino, a prendere il posto che fin'ora è stato di Santana e Marchionni. Fra le novità segnaliamo la conferma di De Silvestri come terzino destro, per il resto è la Fiorentina che ti aspetti.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA
« Reply #28 on: 02/26/11, 14:10 »
D'Agostino dal 1', per riprendersi la Fiorentina

Un tuffo nel passato per riprendersi il presente e, soprattut­to, per gettare le basi per il futuro, lui che si è detto pronto a dire di no anche alle grandi del campionato pur di fare grandi cose in viola. Gaetano D’Agostino si mette in gio­co e riparte da Bari, la stessa città che, appena ventunenne, lo accolse e gli spalancò le porte del campio­nato cadetto. Arrivato in compro­prietà all'interno della trattativa che portò Antonio Cassano alla Roma, D’Agostino, una sola pre­senza fino ad allora in serie A con i giallo­rossi - 5 no­vembre 2000 a Brescia -, non perse tempo. Mostrò a tutti carattere e talento, oltre a quel suo sinistro vellutato e ad una visione di gioco al di sopra della media. Da Bari, dallo stesso stadio in cui dal 2001 al 2003 realizzò due gol di cui uno all'Inter in Coppa Italia, il me­tronomo viola intende ripartire. Per convincere Mihajlovic a puntare su di lui, per dimostrare che lui, l'ac­quisto di punta della campagna tra­sferimenti estiva, a questa Fiorenti­na può dare ancora tanto, ma so­prattutto per imprimere una svolta al suo futuro.

RITORNO AL PASSATO - D’Agostino, ar­rivato in estate in comproprietà dal­l'Udinese con il riscatto della metà del cartellino già fissato, non ci sta: quindici presenze in campionato, per un totale di 1007 minuti giocati - cinque le volte in cui è subentrato, quattro quelle in cui è stato sostitui­to - sono una consolazione troppo magra. Il centrocampista siciliano cerca il riscatto. Definitivo. E vuole conquistarlo da dove è effettiva­mente cominciata la sua carriera da professionista, lui che con quelle 63 presenze messe insieme in due sta­gioni, ha cominciato la scalata al grande calcio. Poco importa se di fronte si troverà quel Bortolo Mutti che tanto lo volle nel gennaio 2005 al Mes­sina e che adesso farà di tutto per strappare il Bari dal vortice del­la retrocessione. I sentimenti trove­ranno posto solo al 90’.

FASTIDI E RIVINCITE - D’Agostino è pronto a ricominciare tutto da capo. Ha messo in un angolo i tanti fasti­di fisici che pure ne hanno condizio­nato la stagione (ginocchio e musco­li) ed ha stretto i denti. A Firenze, ha cominciato riscoprendosi a di­stanza di anni trequartista, per sup­plire alla mancanza di Jovetic e Mu­tu prima e poi anche di Ljajic, salvo poi arretrare nuovamente sulla me­diana. Piuttosto che a fare polemica, D’Agostino ha guardato sempre al­la sostanza, cercando soluzioni, sen­za creare mai un problema. Ha ac­cettato tutto, concentrandosi piutto­sto a dare la scossa al campionato. Talvolta ci è pure riuscito, realiz­zando gol (tre) quasi sempre decisi­vi, come contro Napoli e Parma, su rigore: ora punta alla continuità.

NUOVA SFIDA - D'Agostino è pronto ad accettare l'ennesima sfida, lui che del calcio ha conosciuto tutte e due le facce, quella fatta di allori e pure quella costellata di falsi sorrisi che finiscono per risucchiarti la vita. Non ha mai ceduto di fronte a niente, né è mai sceso a compromes­si. Alla Fioren­tina, poco più di un mese fa lui, il ragazzo di Sicilia schietto e profondo come la sua terra, ha giu­rato anche amore a vita. Non vuole andarsene. Perché di Firenze si è innamorato e perché poi vincere in una piazza come questa, ha sempre detto, non ha prezzo. Sa che il cen­trocampo ha bisogno delle sue geo­metrie, della sua intelligenza tatti­ca, delle intuizioni vincenti e non in­tende lasciarsi scappare l'occasione. Ha 90 minuti di tempo per convin­cere tutti a non dover più fare a me­no di lui, sa di non poter sbagliare. D'Agostino ricomincia da Bari, dove tutto è cominciato.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA
« Reply #29 on: 02/26/11, 14:13 »
La carriera di D'Ago cominciò a Bari, ecco come

Gaetano D’Agostino ar­riva a Bari, diciannovenne, nel­l’estate del 2001 in comproprie­tà nell’operazione che porta An­tonio Cassano alla Roma. Il suo debutto in maglia biancorossa avviene nella seconda di cam­pionato contro l’Empoli, quan­do prende il posto dell’egiziano Said negli ultimi dodici minuti.

Nel Bari di Sciannimanico, che militava in serie B, colleziona altre tre brevi apparizioni. Arri­vato Perotti, D'Agostino gioca la sua prima stagione da titolare diventando il fulcro del centrocampo. A fine campionato totalizza trenta partite segnando il suo primo gol da professionista sul campo della Ternana. Brilla anche nella Under 21 da sballo che poi conquisterà il titolo di campione d'Europa nel 2004. Dotato di una classe cristallino il ragazzo dà qualità e li­nearità alla manovra. «Si accorgono ora di D’Agostino ­gongolò Regalia - perché è balzato alla ribalta internazio­nale. Quando l’abbiamo preso scegliendolo tra i tanti gio­vani della Roma, pochi lo conoscevano». Il Bari, chiuso il campionato al settimo posto, si tiene stretto D'Agostino sperando di centrare la promozione in A. Arriva il cileno Cordova e D’Agostino viene spostato sulla sinistra riu­scendo comunque a farsi apprezzare. Gioca altre 33 par­tite segnando un gol, poi a fine stagione torna alla Roma.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA
« Reply #30 on: 02/26/11, 14:22 »
Tutti in piedi per Antonio. Anche a Bari

Succede poche volte nel calcio, succede solo ai grandi: una standing ovation prolungata e convinta, a tributare un riconoscimento a chi fino a quel momento ti ha messo in difficoltà. A Giancarlo Antognoni è accaduto venticinque anni fa, proprio a Bari, e fu un riconoscimento sincero alla grandezza del campione, dentro e fuori del campo. Due minuti di applausi ininterrotti ed emozionanti al momento della sostituzione (una delle tante, con Agroppi...), con il pubblico barese tutto in piedi, quasi sapesse già che non avrebbe più visto giocare il capitano viola nel campionato italiano. Era il ventesimo della ripresa e Antognoni lasciava il suo posto a Maldera per difendere l’uno a zero segnato da Monelli su rigore, altro evento strano della gara, perché era di solito proprio Giancarlo ad incaricarsi di battere dagli undici metri. A rendere ancora più straordinario l’omaggio c’era la posizione in classifica del Bari, in piena lotta per la salvezza: la sconfitta sarebbe stata dunque un bella botta alle speranze pugliesi, eppure nessuno nell’antico impianto «Della Vittoria» (poi sostituito con i Mondiali del ’ 90 dal San Nicola) si tirò indietro. Antognoni all’inizio sembrò sorpreso, quasi non fosse lui il destinatario di tanto affetto. Poi capì e salutò a 360 gradi tutto lo stadio e forse per una volta non gli pesò troppo quella sostituzione. Per la cronaca i viola vinsero con qualche patema la partita e alla fine della stagione il Bari finì davvero in serie B. Quando tre anni più tardi ritornò nella massima serie Antognoni aveva appena smesso di giocare, dopo i due anni da emigrante svizzero e il saluto al calcio davanti a un Franchi tutto per lui, e in Puglia ci sarebbe tornato solo da dirigente della Fiorentina. Ma questa è davvero tutta un’altra (lunga) storia.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA
« Reply #31 on: 02/26/11, 14:24 »
E alla fine per Sinisa problemi di abbondanza

Strano il calcio, uno passa mesi a non sapere che squadra mettere in campo e poi, quasi all’improvviso, si trova a dover gestire un gruppo in esubero. Sia chiaro, una squadra che si rispetti ha almeno due giocatori per ruolo, ma qui il problema è diverso perché le aspettative (e la personalità) di chi starà fuori sono uguali a quelle di chi giocherà. Insomma, non sarà facile per Mihajlovic gestire i prossimi mesi, anche se il tecnico non è uno che si spaventa per così poco. I problemi, se vogliamo chiamarli problemi, sono soprattutto in mezzo al campo. D’Agostino, il colpo del mercato estivo, è sparito per fare posto a Donadel. Uno di sostanza, in una squadra ci vuole anche quello. Dicono che D’Agostino sia un po’ seccato da questa situazione e pare che domani a Bari giocherà. Ha piedi buoni e qualità, però se c’è da stare incollato al trequartista avversario lui non va bene. Per questo ha giocato poco ultimamente. E sempre per questo la Fiorentina potrebbe decidere di non acquistare l’altra metà del suo cartellino. A meno che non se ne vada Montolivo, ma questa è un’altra storia. Poi c’è Vargas. Con il nuovo modulo non ci sono più gli esterni, quindi gli va trovato un posto in mezzo al campo. Da interno. Contro la Samp ha preso il posto di Montolivo, domani a Bari che succederà? Se gioca lui uno tra il capitano e Behrami (uno dei migliori) dovrà uscire, a meno che il tecnico non rivoluzioni tutto. E arriviamo a Frey. Il portiere sta bene e ha voglia di rientrare in campo. Il suo obiettivo è essere pronto a giocare con il Catania. In fondo è lui il titolare, in un’altra situazione non ci sarebbe niente di strano a ridargli il posto. Ma con Boruc le cose si complicano. Spiegargli che deve lasciare la porta a Frey non sarà facile, e non sarà facile nemmeno dire a Frey che rimane in panchina. Se il francese non si fosse infortunato, Boruc a gennaio se ne sarebbe andato. Invece è rimasto e ci ha pure preso gusto. Chissà come farà Mihajlovic a risolvere l’ennesimo dualismo. L’ultimo è Ljajic. Il ragazzino non è un problema, avrà tempo per dimostrare il suo valore e non sgomita per giocare. Eppure dopo l’infortunio di Jovetic, complice anche la squalifica di Mutu, il tecnico aveva puntato su di lui. Il ritorno del romeno e la necessità di vincere qualche partita lo hanno un po’ messo da parte, però è un patrimonio della società e da qui alla fine avrebbe bisogno di giocare. Ma come fare? Nel frattempo la Fiorentina deve vincere per rincorrere il suo sogno europeo. Obiettivo difficile, per molti impossibile, ma rimane l’unica cosa che può dare un senso alle prossime partite.

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