Gila illude, ma i viola portano a casa un solo puntoMah! Che tristezza, al San Nicola, tra chi va in B accompagnato da una contestazione “ panolada” e chi butta via anche l’ultima occasione per dare un senso ai rimanenti tre mesi di una stagione già ampiamente deludente. Ecco un pareggio inutile, che aggiunge solo tecnicamente un punto alle classifiche di Bari e Fiorentina, ma che toglie definitivamente alle due squadre le ultime rispettive speranze di riscatto. Se ne fa poco Gilardino del suo gol numero 200 da pro, autentica invenzione che ha illuso a lungo i viola, fino alla perla finale di Ghezzal, autore della rete del pareggio, suo primo sigillo barese, di scarsa prospettiva per la formazione di Mutti, incapace ormai da mesi ( cinque) di vincere e dunque destinata a una ormai quasi certa retrocessione.
POCO SENSO - Un Bari costretto a giocare prima contro se stesso, irriso dai tifosi, impietosi con Castillo, caustici con Matarrese, invitato ad alzare le mani e ad andarsene. Bene, in questo clima “ favorevole”, una squadra senza patemi di classifica, reduce da stagioni gloriose, avrebbe potuto giocare al gatto col topo. Trovatasi oltretutto in vantaggio, senza aver fatto troppo per meritarlo, la Fiorentina del tonitruante Mihajlovic, ha vivacchiato nel primo tempo, sparendo lentamente nella ripresa, smarrita dopo un quasi assist- autogol di Boruc ( 16'), capace di colpire Donati con un goffo rinvio, con il pallone che esce sopra la traversa a porta vuota. Un episodio ridicolo ma significativo del livello raggiunto dal match. E dire che fino a pochi minuti dalla fine, Gila e compagni erano a quota 36, finalmente nella parte sinistra della classifica, a - 5 dalla Juve, alla vigilia di un paio di partite, Catania e Chievo, che in teoria avrebbero potuto significare un incredibile rilancio europeo. Ma per questa Fiorentina postprandelliana si tratta di discorsi accademici. Con questo Ljajic, con questo Mutu, con un’autostima di gruppo come quella mostrata a Bari, il dodicesimo posto è il suo. Mutti per lo meno ieri si è goduto l’impegno più che onesto del norvegese Huseklepp, deb dal primo minuto, alla fine il migliore in campo: dato significativo, con tutto il rispetto per l’attaccante scandinavo.
L’ILLUSIONE - L’immagine che meglio di ogni altra illustra il senso iniziale del match è quella del vantaggio viola. Un gol, ovvero il massimo, ottenuto con il minimo sforzo. Montolivo è salito a destra, e ha cercato Gilardino sul vertice opposto dell’area piccola. Glik ha guardato prima la palla poi Gila, che a sua volta è sembrato sorpreso dalla traiettoria e dalla libertà concessa dall’ex palermitano. Ma il bomber non è uno ripescato dalla piena: ha controllato, si è girato e con calma ha trovato l’angolo opposto alla sinistra di Gillet, impietrito ( 21'). Messe le cose in discesa, la Fiorentina ha continuato a girare in folle, senza accelerazioni, senza voglia di chiudere la partita. Pochissime le note prima del riposo.
IL PAREGGIO - Mutti è ripartito risistemando la difesa, dentro Rinaldi per Raggi, Masiello a destra, poi ha alternato Donati con Bentivoglio ( 11') e alla fine ( 27') ha buttato dentro Ghezzal per Romero. Dall’altra parte Mihajlovic è stato “ costretto” a togliere prima Ljajic ( per Vargas), poi Mutu ( per Cerci), due fantasmi, cercando di dare spinta sugli esterni e infine ha inserito anche Camporese al posto del dignitoso Behrami, a protezione del fortino viola, messo sottopressione soprattutto dalla forza di volontà di Gazzi e dalla vena inesauribile di Huseklepp. E mentre la Nord si sgolava contro Matarrese, le grida si sono trasformate per un attimo in un grido di gioia davanti allo splendido gol di Ghezzal ( 42'), bravo a trovare lo spazio giusto fuori dall’area, lesto a raccogliere una respinta della difesa viola e a cogliere l’incrocio dei pali con un tiro di esterno destro, bellissimo quanto inutile. Già, inutile, come questo Bari- Fiorentina.
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