D'Agostino dal 1', per riprendersi la FiorentinaUn tuffo nel passato per riprendersi il presente e, soprattutto, per gettare le basi per il futuro, lui che si è detto pronto a dire di no anche alle grandi del campionato pur di fare grandi cose in viola. Gaetano D’Agostino si mette in gioco e riparte da Bari, la stessa città che, appena ventunenne, lo accolse e gli spalancò le porte del campionato cadetto. Arrivato in comproprietà all'interno della trattativa che portò Antonio Cassano alla Roma, D’Agostino, una sola presenza fino ad allora in serie A con i giallorossi - 5 novembre 2000 a Brescia -, non perse tempo. Mostrò a tutti carattere e talento, oltre a quel suo sinistro vellutato e ad una visione di gioco al di sopra della media. Da Bari, dallo stesso stadio in cui dal 2001 al 2003 realizzò due gol di cui uno all'Inter in Coppa Italia, il metronomo viola intende ripartire. Per convincere Mihajlovic a puntare su di lui, per dimostrare che lui, l'acquisto di punta della campagna trasferimenti estiva, a questa Fiorentina può dare ancora tanto, ma soprattutto per imprimere una svolta al suo futuro.
RITORNO AL PASSATO - D’Agostino, arrivato in estate in comproprietà dall'Udinese con il riscatto della metà del cartellino già fissato, non ci sta: quindici presenze in campionato, per un totale di 1007 minuti giocati - cinque le volte in cui è subentrato, quattro quelle in cui è stato sostituito - sono una consolazione troppo magra. Il centrocampista siciliano cerca il riscatto. Definitivo. E vuole conquistarlo da dove è effettivamente cominciata la sua carriera da professionista, lui che con quelle 63 presenze messe insieme in due stagioni, ha cominciato la scalata al grande calcio. Poco importa se di fronte si troverà quel Bortolo Mutti che tanto lo volle nel gennaio 2005 al Messina e che adesso farà di tutto per strappare il Bari dal vortice della retrocessione. I sentimenti troveranno posto solo al 90’.
FASTIDI E RIVINCITE - D’Agostino è pronto a ricominciare tutto da capo. Ha messo in un angolo i tanti fastidi fisici che pure ne hanno condizionato la stagione (ginocchio e muscoli) ed ha stretto i denti. A Firenze, ha cominciato riscoprendosi a distanza di anni trequartista, per supplire alla mancanza di Jovetic e Mutu prima e poi anche di Ljajic, salvo poi arretrare nuovamente sulla mediana. Piuttosto che a fare polemica, D’Agostino ha guardato sempre alla sostanza, cercando soluzioni, senza creare mai un problema. Ha accettato tutto, concentrandosi piuttosto a dare la scossa al campionato. Talvolta ci è pure riuscito, realizzando gol (tre) quasi sempre decisivi, come contro Napoli e Parma, su rigore: ora punta alla continuità.
NUOVA SFIDA - D'Agostino è pronto ad accettare l'ennesima sfida, lui che del calcio ha conosciuto tutte e due le facce, quella fatta di allori e pure quella costellata di falsi sorrisi che finiscono per risucchiarti la vita. Non ha mai ceduto di fronte a niente, né è mai sceso a compromessi. Alla Fiorentina, poco più di un mese fa lui, il ragazzo di Sicilia schietto e profondo come la sua terra, ha giurato anche amore a vita. Non vuole andarsene. Perché di Firenze si è innamorato e perché poi vincere in una piazza come questa, ha sempre detto, non ha prezzo. Sa che il centrocampo ha bisogno delle sue geometrie, della sua intelligenza tattica, delle intuizioni vincenti e non intende lasciarsi scappare l'occasione. Ha 90 minuti di tempo per convincere tutti a non dover più fare a meno di lui, sa di non poter sbagliare. D'Agostino ricomincia da Bari, dove tutto è cominciato.
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