Tattica, idee e avversari Viola: personalità cercasiIN TEMPI DI FISCHI una soluzione potrebbe essere quella di tornare al punto d’inizio. Perché, al di là dei risultati, quel che oggi viene imputato a Mihajlovic è non aver plasmato la squadra. Una Fiorentina, quella di Mihajlovic, che a tutt’oggi è ancora alla ricerca della propria identità. Con il risultato di una manovra che alla lunga pare aver già stancato una larga fetta della tifoseria. Ieri sull’argomentio fischi si è parlato nuovamente: «Non si trattava di fischi di rabbia o di critica ma solo di profonda delusione - ha spiegato il presidente del Centro di coordinamento viola club Filippo Pucci - Nessuno ha messo in dubbio l’impegno della squadra e la sua voglia di vincere, però tutti noi tifosi ci aspettavamo una continuità di risultati e rendimento dopo la bella vittoria di Palermo, la buona prova con l’Inter e le sconfitte in questo fine settimana di Juventus, Inter e Palermo. Battendo la Samp la Fiorentina avrebbe potuto portarsi a sei punti dal sesto posto, ovvero dalla zona Europa, attualmente ricoperto dalla Juve che dovrà venire a a Firenze in aprile. Sarebbe stato un modo per riaccendere l’entusiasmo nella gente, invece la prestazione di domenica ci ha fatto cadere le braccia. Speriamo da qui alla fine di dare un senso a questa stagione».
INTANTO, anche la tesi di una Fiorentina «squadra femmina» (definizione breriana delle compagini capaci di «colpire d’incontro» quando l’onere di «fare gioco» è dell’avversario più attrezzato) sembra essere sposata da più parti. Osservando l’andamento della squadra nei vari impegni, però, c’è da credere che la Fiorentina sia davvero una squadra femmina. Se l’avvio, infatti, non è stato semplice anche per via di alcune sviste arbitrali, che hanno condizionato le due prime gare contro Napoli e Lecce, già nella prima sconfitta interna, contro la Lazio, la sterilità del gioco viola ha cominciato a manifestarsi in modo evidente. Una tendenza ad aspettare le mosse altrui, così come poi accaduto nella trasferta di Genova (1-1 con il Genoa, grazie anche ad uno strepitoso Frey) fino alla prima illusione. Perchè la vittoria sul Parma (2-0 con il primo gol su rigore di Ljajic) sembrava preludere a evoluzioni mai avvenute. La sconfitta con il Palermo, quando il serbo non riuscì a ripetersi dal dischetto, e quella con la Sampdoria, infatti, fecero intendere che il cammino sarebbe rimasto in salita.
E COSÌ, archiviate le vittorie con Bari, Chievo e Cesena in casa, il pareggio di Catania con il rientrante Mutu, e la sconfitta di Roma, solo le prestazioni contro Milan e Juve davano la sensazione di un miglioramento generale. Eppure, non fosse stato per un Santana in grande spolvero contro Bologna, Brescia e Genoa, i viola avrebbero avuto ulteriori problemi. Senza contare l’esclusione dalla coppa Italia, e il ritiro punitivo all’indomani della sconfitta contro la Lazio. Tutte gare nelle quali i viola non sono mai riusciti a dare la sensazione di poter imporre il proprio gioco. Contro Palermo ed Inter hanno retto bene l’urto, ma di nuovo, domenica scorsa, ecco i passaggi orizzontali e il possesso di palla sterile. Quasi come se la Fiorentina non sapesse cosa fare di fronte a una Samp venuta a Firenze per difendersi. Una tendenza, quest’ultima, che rischia di rendere il finale di stagione ancora più deludente di quanto non lo sia stata l’intera stagione. E, per questo, uno dei problemi più impellenti che Mihajlovic dovrà risolvere per poter guardare al futuro con un pizzico di fiducia ed ottimismo in più.
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=73259