Author Topic: AS BARI - ACF FIORENTINA 1:1  (Read 6055 times)

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AS BARI - ACF FIORENTINA 1:1
« on: 02/22/11, 16:21 »
Disastro Bari: tutti sotto processo, tranne Gillet

La notte è cupa, lunga. I tifosi del Bari, fatta eccezione per gli inguaribili ottimisti, ormai non credono più al risveglio. Alla possibilità di acciuffare per i capelli la salvezza. Sarà perché ci hanno creduto fino all’altro ieri, hanno sperato che i biancorossi si ridestassero dal torpore. Anche la scossa dell’arrivo di Mutti al posto di Ventura si è rivelata quasi infruttuosa. Dopo la sconfitta di Roma, la 17 ª della serie in questa malaugurata stagione, la città del pallone è pervasa da un rabbioso senso di rassegnazione. Arrabbiati Una parola domina i messaggi che popolano i siti dei tifosi: «vergogna» . Indirizzata ai calciatori, soprattutto a quelli più amati fino a ieri, accusati di non metterci nemmeno il cuore. Dall’elenco più crudo si salva solo Gillet. La bandiera che non si ammaina, l’ultimo a cedere, il migliore all’Olimpico. Lo scoramento delle anime biancorosse arriva ad auspicare perfino la salvezza dei cugini del Lecce, ritenuti da più voci meritevoli della permanenza. Un segno di sportività che nasce dall’amarezza più profonda. Così i venti della contestazione, placati dopo l’addio a Ventura, potrebbero rialzarsi presto. Nel mirino I tifosi, non solo gli oltre 14 mila che hanno sottoscritto l’abbonamento, si sentono traditi. I più chiedono le dimissioni immediate del d. s. Guido Angelozzi, a cui addebitano fra l’altro un mercato bis incomprensibile. Infarcito di nomi e di lingue, ma con scarsa sostanza. Finora dei nuovi arrivati, solo il polacco Glik ha giocato con continuità. Okaka e Rudolf sono partiti a razzo, poi si sono spenti. Bentivoglio, e non certo per colpe sue, è ancora alla ricerca del ruolo più idoneo alle proprie caratteristiche. Mentre Huseklepp si è visto a malapena in uno spezzone. Paradossale poi che Codrea e Kopunec non abbiano giocato neppure un secondo. Scoraggiato Si ritrova già in burrasca Bortolo Mutti. Tecnico mite ed equilibrato, avvezzo a vivere situazioni complicate. Eppure così imbarazzato davanti all’impossibilità di trovare il bandolo della matassa, di dare una marcia in più a una compagnia lenta e macchinosa, incapace di inquadrare la porta avversaria. Mutti ci ha messo del suo a Roma, con scelte discutibili. Ma la sensazione è che non sappia che pesci prendere. «La squadra è preoccupata, timida» , ha detto a Roma, con gli occhi di un uomo scoraggiato. Intanto radio mercato ipotizza già il suo possibile successore per la prossima stagione: PierPaolo Bisoli, ex Cesena e Cagliari. Più di un miracolo «Un conto è lottare, un altro arrendersi — osserva Bruno Bolchi, 71 anni ieri, il primo allenatore del Bari di Matarrese in A—. Si può anche retrocedere, ma con dignità. Lo meritano la città, i tifosi, soprattutto il presidente. Mi spiace per don Vincenzo, è animato da sana passione. Conosco bene Mutti, è un combattivo, non mollerà. Anche se, a questo punto, ci vuole più di un miracolo» . Il celebre «Maciste» si interroga ancora sulle cause che hanno portato il Bari al disastro: «L’assenza di Barreto si è rivelata determinante. Per non parlare di Bonucci e Ranocchia...» .

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« Last Edit: 02/27/11, 16:52 by Chiesa »
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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA
« Reply #1 on: 02/22/11, 16:22 »
I cinque errori a condanna del Bari

Un disastro senza precedenti. Il Bari sta perdendo la serie A palesando una manifesta ineferiorità. Una sorte inaspettata, ma che ha ragioni ben precise. Ecco i cinque punti essenziali della caduta dei biancorossi. 1) Società assente. Il primo colpevole non può non essere il presidente Matarrese. Che innanzitutto ha lasciato andare Giorgio Perinetti (non solo abile uomo mercato, ma uomo attento al minimo dettaglio) per poi scegliere il nuovo ds Angelozzi solo a giugno, disperdendo il patrimonio dalla salvezza conseguita in largo anticipo. Inspiegabile, inoltre, la fiducia ad oltranza concessa a Ventura. 2) Mercato sbagliato. La campagna acquisti, responsabilità da dividere tra società (restia ad investire), Angelozzi (timido nell’approccio e nelle scelte) e Ventura (ispiratore di quasi tutti gli acquisti), è stata largamente insufficiente. Si è pensato che la squadra potesse mantenersi con le sole conferme di Almiron e Barreto, sottovalutando l’importanza degli innesti di cui l’organico aveva bisogno. Nessuno tra gli acquisti estivi ha prodotto un rendimento all’altezza. Confusionario, poi, il mercato invernale che ha portato ben sette volti nuovi, ma poca qualità e nuove incognite. 3) Preparazione fisica pessima. Un’inquietante serie di infortuni, ma non solo. Il Bari ha sempre girato con un cilindro in meno. I biancorossi sono privi di brillantezza, cambio di passo, imprevedibilità. Il gap con le altre squadre è imbarazzante. 4) Attacco inesistente. Che la prima linea fosse Barreto dipendente è fatto noto. Ma che non esista una sola alternativa al brasiliano è inconcepibile. Segnare 14 reti in 26 giornate significa essere assenti dal campionato. 5) Ambiente ovattato. Va bene il tifo all’inglese, ma a tutto c’è un limite. Che per l’ennesima volta una piazza come Bari perda la massima serie è di una gravità assoluta. Tuttavia, raramente la tifoseria ha manifestato il dissenso che cova sotto la cenere. Solo negli ultimi tempi hanno ripreso a spirare i venti di contestazione che si rafforzeranno se non giungeranno segnali di un progetto all’altezza della città.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA
« Reply #2 on: 02/22/11, 16:58 »
Nuovo allenatore, ADV deciderà presto

La Repubblica torna a parlare del futuro della panchina viola: se la stagione finirà male sarà Mihajlovic a pagare e la prossima stagione sulla panchina della Fiorentina sederà un altro allenatore. La sensazione, per la verità, è che difficilmente la Fiorentina aspetterà la fine del campionato per decidere il futuro del tecnico e i dati fanno pensare che le possibilità di Mihajlovic di essere confermato al momento sono piuttosto basse.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA
« Reply #3 on: 02/22/11, 17:02 »
Barreto torna in gruppo, ma la forma è lontana

Il Bari riprenderà questo pomeriggio la preparazione in vista della gara di domenica al San Nicola contro la Fiorentina. Al gruppo dovrebbe unirsi finalmente Paulo Vitor Barreto. L’ultima visita di controllo, effettuata nel fine settimana a Udine, ha evidenziato i progressi dell’attaccante brasiliano che avrà bisogno di almeno un paio di settimane per mettersi al passo con i compagni. L’obiettivo di Barreto è tornare in campo per la sfida di San Siro con il Milan, in programma domenica 13 marzo alle 12.30. Troppo tardi forse per una squadra scivolata ormai a undici lunghezze dalla zona salvezza e che avrebbe avuto bisogno prima della qualità e dei goal del brasiliano. Oggi, alla ripresa degli allenamenti, potrebbe essere una giornata calda anche per tutta la formazione di Bortolo Mutti, a rischio contestazione. La sconfitta con la Lazio è stata mal digerita dai tifosi biancorossi che, attraverso il web, hanno espresso tutto il loro disappunto per il ko di Roma. Ai giocatori viene contestata la mancanza di grinta, determinazione e orgoglio.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA
« Reply #4 on: 02/22/11, 17:03 »
Bari ultimo, ma con ingaggi da metà classifica

Oltre venti milioni di euro di stipendi. A tanto ammontano le spese mensili per i giocatori del Bari, fanalino della A. A settembre il conto arrivava a quota 19,6 milioni, a cui bisogna aggiungere le mensilità dei 6 arrivi del mercato di riparazione. Ben sette squadre (Udinese, Chievo, Cesena, Lecce, Cagliari, Brescia e Catania) corrispondono ai propri dipendenti stipendi più bassi. Nel clan pugliese il più pagato è Almiron (un milione di euro), seguito da Barretro (0,95 milioni) e dall’oggetto misterioso Langella (0,7 e zero presenze). Evidentemente i risultati sportivi non sono commisurati agli stipendi corrisposti, ma risalta il dato delle assenze per infortunio dei più pagati, come Ghezzal e Barreto. Anche così si va in B.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA
« Reply #5 on: 02/22/11, 17:49 »
Tattica, idee e avversari Viola: personalità cercasi

IN TEMPI DI FISCHI una soluzione potrebbe essere quella di tornare al punto d’inizio. Perché, al di là dei risultati, quel che oggi viene imputato a Mihajlovic è non aver plasmato la squadra. Una Fiorentina, quella di Mihajlovic, che a tutt’oggi è ancora alla ricerca della propria identità. Con il risultato di una manovra che alla lunga pare aver già stancato una larga fetta della tifoseria. Ieri sull’argomentio fischi si è parlato nuovamente: «Non si trattava di fischi di rabbia o di critica ma solo di profonda delusione - ha spiegato il presidente del Centro di coordinamento viola club Filippo Pucci - Nessuno ha messo in dubbio l’impegno della squadra e la sua voglia di vincere, però tutti noi tifosi ci aspettavamo una continuità di risultati e rendimento dopo la bella vittoria di Palermo, la buona prova con l’Inter e le sconfitte in questo fine settimana di Juventus, Inter e Palermo. Battendo la Samp la Fiorentina avrebbe potuto portarsi a sei punti dal sesto posto, ovvero dalla zona Europa, attualmente ricoperto dalla Juve che dovrà venire a a Firenze in aprile. Sarebbe stato un modo per riaccendere l’entusiasmo nella gente, invece la prestazione di domenica ci ha fatto cadere le braccia. Speriamo da qui alla fine di dare un senso a questa stagione».

INTANTO, anche la tesi di una Fiorentina «squadra femmina» (definizione breriana delle compagini capaci di «colpire d’incontro» quando l’onere di «fare gioco» è dell’avversario più attrezzato) sembra essere sposata da più parti. Osservando l’andamento della squadra nei vari impegni, però, c’è da credere che la Fiorentina sia davvero una squadra femmina. Se l’avvio, infatti, non è stato semplice anche per via di alcune sviste arbitrali, che hanno condizionato le due prime gare contro Napoli e Lecce, già nella prima sconfitta interna, contro la Lazio, la sterilità del gioco viola ha cominciato a manifestarsi in modo evidente. Una tendenza ad aspettare le mosse altrui, così come poi accaduto nella trasferta di Genova (1-1 con il Genoa, grazie anche ad uno strepitoso Frey) fino alla prima illusione. Perchè la vittoria sul Parma (2-0 con il primo gol su rigore di Ljajic) sembrava preludere a evoluzioni mai avvenute. La sconfitta con il Palermo, quando il serbo non riuscì a ripetersi dal dischetto, e quella con la Sampdoria, infatti, fecero intendere che il cammino sarebbe rimasto in salita.

E COSÌ, archiviate le vittorie con Bari, Chievo e Cesena in casa, il pareggio di Catania con il rientrante Mutu, e la sconfitta di Roma, solo le prestazioni contro Milan e Juve davano la sensazione di un miglioramento generale. Eppure, non fosse stato per un Santana in grande spolvero contro Bologna, Brescia e Genoa, i viola avrebbero avuto ulteriori problemi. Senza contare l’esclusione dalla coppa Italia, e il ritiro punitivo all’indomani della sconfitta contro la Lazio. Tutte gare nelle quali i viola non sono mai riusciti a dare la sensazione di poter imporre il proprio gioco. Contro Palermo ed Inter hanno retto bene l’urto, ma di nuovo, domenica scorsa, ecco i passaggi orizzontali e il possesso di palla sterile. Quasi come se la Fiorentina non sapesse cosa fare di fronte a una Samp venuta a Firenze per difendersi. Una tendenza, quest’ultima, che rischia di rendere il finale di stagione ancora più deludente di quanto non lo sia stata l’intera stagione. E, per questo, uno dei problemi più impellenti che Mihajlovic dovrà risolvere per poter guardare al futuro con un pizzico di fiducia ed ottimismo in più.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA
« Reply #6 on: 02/22/11, 19:53 »
Quando la testa va da una parte e le gambe dall'altra...

Ormai i tifosi viola sono rassegnati. Le partite contro Palermo e, in parte, contro l'Inter, hanno dismostrato che il buon vecchio detto "una rondine non fa primavera" è sicuramente appropriato per questa Fiorentina. Una Fiorentina, appunto, discontinua, senza un impianto di gioco ben definito e costantemente in balìa dell'anonimato.

Complice una squadra nata male, con testa e gambe scoordinate tra loro. Un allenatore con poche idee ma ben confuse come dimostrano i numerosi cambi di modulo; tutti noi ricordiamo le parole di Mihajlovic durante la sua conferenza stampa di presentazione al Franchi: "La mia sarà una Fiorentina d'attacco. Giocheremo con 4-3-3", salvo poi cominciare dal giorno dopo a scimmiottare il 4-2-3-1 prandelliano, quando ancora la lunga lista degli infortunati di questa stagione annoverava solo il neo acquisto (e visto che siamo in tema di liste, perché non tirare in ballo quella dei giocatori comprati negli ultimi anni già fermi ai box?) D'Agostino tra le sue fila.

Un direttore sportivo competente, ma umano, anche troppo umano nell'ultimo anno... e soprattutto padre padrone di un mercato che a rigor di logica andrebbe progettato in perfetta armonia con l'allenatore. "Mercato? Non parlo, ci pensa Corvino. Non mi occupo di queste cose ma cerco di rendere al massimo la squadra con quel che ho a disposizione". Questa la litanìa di Mihajlovic da inizio stagione. Ok, il mercato lo fa Corvino, ma i giocatori in campo con un'idea di gioco, un modulo, una logica, chi li mette? Una litanìa gravissima e troppo spesso sottovalutata nell'analizzare gli errori di una stagione che, salvo miracoli, può già essere considerata come fallimentare.

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Re: AS BARI - ACF FIORENTINA
« Reply #7 on: 02/22/11, 19:57 »
Qui Bari: cori, striscioni, calci e sputi contro i giocatori

Nuova contestazione dei tifosi del Bari alla squadra alla ripresa degli allenamenti dopo la sconfitta all’Olimpico contro la Lazio: circa 200 sostenitori hanno seguito la seduta all’antistadio intonando cori contro i giocatori, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Ansa, considerati responsabili del tracollo in campionato. E' stato anche esposto uno striscione con la scritta "Avete piu’ principi attivi del Guttalax". All’uscita dal campetto il difensore Marco Rossi e' stato colpito da un calcio, sono stati insultati il centrocampista Donati (colpito da sputi) e il laterale Rivas. I giocatori sono stati sfiorati anche dal lancio di arance.

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