Author Topic: Mihajlovic: ''Farò turn over, D'Ago e Camporese in forse. E Vargas...''  (Read 738 times)

Offline Chiesa

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A 24 ore dalla gara interna contro la Sampdoria Sinisa Mihajlovic (ex giocatore proprio dei doriani) ha parlato in sala stampa dei temi della partita, un crocevia importante per allontanare definitivamente la Fiorentina dalla zona retrocessione e per dare continuità ad una squadra che finalmente sembra aver trovato il gioco:

" Turn over? Qualche cambiamento ci sarà, ma deciderò dall'ultimo allenamento. Non farò comunque tanti cambi, ma qualcuno di sicuro. E' difficile smaltire la stanchezza, ma anche la rabbia per aver sprecato tante occasioni in una gara contro l'Inter, pur gioando bene.

La gara di domani sarà più difficile delle ultime due, perchè avremo meno spazi per far gioco, noi dobbiamo essere determinati, cinici e attenti in difesa. Comunque saranno stanchi anche loro. Le ultime due gare hanno evidenziato un nustro problema, sono già due partite che prendiamo gol a freddo, è ingiustificabile.

Boruc? Sta bene, l'ho visto adesso, non è vero che ha avuto la febbre, solo problemi di stomaco. Non so come giocherà la Sampdoria, quindi devo ancora valutare chi schierare in mediana fra D'Agostino e Donadel, se giocano col trequartista preferirò il numero 4. Ho ancora due-tre dubbi.

Se non riusciremo a giocare bene come nelle ultime due gare non sarà un dramma, perchè è ovvio che sarà più difficile esprimere gioco contro una squadra che verrà sicuramente a chiudersi e giocare in contropiede.

La mia Fiorentina non sta facendo peggio di quanto abbia fatto quella di Prandelli, è vero che lui ha fatto la Champions, ma noi non abbiamo attaccanti, l'anno scorso Gilardino segnava di più grazie agli assist di Vargas e Jovetic, io non li ho mai avuti. In campionato stiamo facendo gli stessi risultati.

Il nostro obiettivo è giocar bene e recuperare gli ultimi giocatori come Vargas e Jovetic per migliorare e ottenere risultati. Così faremo tornare anche i tifosi allo stadio. Il ritorno degli infortunati è stato determinante.

Il rinnovo di Montolivo? Quando lo vedo mi sembra che abbia tutta la voglia di rimanere qui, è il suo obiettivo, ma non so cosa farà. Ora deve pensare solo a giocar bene, poi a Giugno vedrà con la società se restare. Se rimane io sono contento, sperando di rimanere pure io.

Il salto di qualità? Dipende da Mutu, sta giocando bene, ma ancora non ha fatto niente. Voglio creare una bella miscela fra giovani ed esperti che si aiutino tutti i vicenda.

Se fossi stato al posto di Di Carlo non mi sarei arrabbiamoper le cessioni di Pazzini e Cassano, un allenatore deve solo cercare di tirar fuori il massimo da quello che ha. Non mi sembra che lui si sia arrabbiato, ma non credo neanche che sia felice.

Camporese? Lo tratto come un uomo adulto, non so se giocherà perchè uno fra lui e Gamberini lascerà spazio a Natali.

Vargas? Potrei portarlo in panchina.

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Un Mihajlovic nervoso e la stoccata che non ti aspetti

Non è passato inosservato agli occhi dei giornalisti accorsi in sala stampa oggi pomeriggio un certo nervosismo negli atteggiamenti di Sinisa Mihajlovic, alla vigilia di una gara che per i viola non si preannuncia particolarmente tesa. L'atmosfera fiorentina non è delle più pesanti, anzi, dopo le paure delle scorse settimane si guarda con un certo ottimismo alla fine del campionato, magari non da corsa per l'Europa ma neanche da lotta retrocessione, in un momento in cui anche un pareggio contro la Sampdoria potrebbe essere preso con l'ottimismo di chi sa di aver fatto un altro passo verso la tranquillità (in fondo 6-7 punti in 13 gare potrebbero essere sufficenti per restare in A).

Al contrario dalle parole di Sinisa sembra prevalere l' orgoglio del tecnico che dopo essere stato criticato per mesi e dato ormai per spacciato più e più volte ha finalmente dato vita ad un paio di prestazioni sul campo da poter sbattere in faccia alla critica.

In proposito ha destato un certo stupore il confronto con la Fiorentina di Prandelli versione 2009-2010, rispetto alla quale Mihajlovic non ritiene di aver fatto peggio fino ad ora, dato che la posizione in classifica è la stessa e i successi in Champions League dell'attuale ct possono essere, a giudizio del serbo, controbilanciati con gli infortuni e le assenze pesanti che ha subìto la Fiorentina attuale (poco importa se a Liverpool i viola di Prandelli vincevano senza Gamberini, Dainelli, Zanetti, Vargas, Marchionni, Mutu e Jovetic nell'undici titolare con una linea di trequartisti semi-improvvisata composta da Santana-Jorgensen-De Silvestri).

Una mossa probabilmente avventata per l'ex tecnico del Catania, destina ad aprire una serie di polemiche sia sull'adeguatezza del confronto, sia per il cattivo gusto di un paragone con un colllega (e non solo perchè negli altri 4 anni Prandelli ha fatto campionati bel superiori all'attuale). Senza contare che anche per un personaggio amato dalla tifoseria come era il tecnico di Orzinuovi una stagione sottotono (arricchita comunque da vittorie importanti in Europa) era stata ritenuta sufficente da buona parte del tifo viola per pensare ad un cambio di guida tecnica, malgrado avesse quattro stagioni ai vertici da rinfacciare, non due partite giocate bene dopo mezza stagione da incubo.

Insomma, per conquistare una riconferma che fino ad un paio di settimane fa sembrava impossibile Mihajlovic dovrà lavorare ancora molto, dimostrando che le gare contro Palermo e Inter non sono un caso e proponendo ancora un bel gioco, visto che per stessa ammissimo del tecnico sembra l'unico obiettivo proponibile che non preveda la possibilità di 11 sconfitte da qui a fine stagione. Eppure a tratti Mihajlovic è sembrato più ottimista di quanto si possa pensare sulla sua riconferma alla guida dei gigliati, soprattutto quando ha parlato a lungo di come avrebbe preferito avere a disposiozione Montolivo l'anno prossimo, salvo poi alla fine concludere con una risatina e con un doveroso "se ci sarò anch'io l'anno prossimo". Che sia sintomo di sicurezza, superbia o solo il frutto di una domanda che era un vero assist a dichiarazioni del genere?

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Adv e Corvino presenti ai Campini

Da registrare la presenza ai Campini per l'allenamento di rifinitura in vista della sfida con la Sampdoria la presenza del diesse viola Pantaleo Corvino e di Andrea Della Valle che hanno voluto osservare da vicino la preparazione al match di Sinisa Mihalovic. Si è allenato con il gruppo anche Juan Manuel Vargas che sarà a disposizione del tecnico ma partirà dalla panchina.

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Offline fiorentino78

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Questa partita e' ostica. LA vivo al momento. Vedremo domani come affronteranno i blucerchiati. La cosa piu' importante e' ricordarsi come c'hanno rubato la partita a Genova e ela mancanza di giocatori di punta come Cassano e Pazzini che in qualche modo furono gli artefici della nostra sconfitta. Mi auguro che gli facciano il culo blu cerchiato :) FVSES
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L'allenamento dei viola, il video
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Quattro partite verità. Servono dieci punti per sperare ancora

Quattro partite per capire se la Fiorentina può davvero, e realisticamente, puntare ancora all’Europa. Quattro partite per raccontare cos’è la squadra di Mihajlovic e quale può essere il suo finale di stagione. Dalla Samp (oggi) al Chievo (13 marzo) la squadra viola si gioca tanto. Ci sono dodici punti in ballo, ne servono almeno dieci per continuare a tenere in piedi la scommessa Europa. Certo non è semplice, ma il calendario mette davanti alla Fiorentina quattro partite alla sua portata. Anche se nelle prossime settimane a ogni vigilia ci racconteranno di sfide difficili e di avversari motivati, se davvero la Fiorentina pensa di poter lottare fino alla fine per un posto nelle coppe adesso ha la possibilità di dimostrarlo. Altrimenti sarà tutto inutile e la salvezza resterà l’unico obiettivo raggiunto. Un po’ poco per un progetto che aveva altre ambizioni e che puntava dritto alla Champions League. Storia vecchia ormai. Dunque la rincorsa della Fiorentina parte dalla partita di oggi contro la Samp. A Palermo e contro l’Inter Mutu e compagni hanno fatto vedere un po’ di gioco e qualche passo avanti incoraggiante. Diciamo che la Fiorentina è sulla strada giusta, adesso serve continuità nei risultati. Battere la Samp potrebbe essere un buon inizio. La squadra di Di Carlo ha mille problemi, dopo le cessioni di Cassano e Pazzini si è sgonfiata, e poi la Fiorentina gioca in casa. Vincere, solo così si può declinare la partita di oggi. Novanta minuti tutti avanti, ma facendo attenzione a non regalare spazio e gol agli avversari. Dopodiché ci sarà la trasferta a Bari, quindi di nuovo al Franchi con il Catania e poi a Verona contro il Chievo. Un piccolo ciclo niente affatto impossibile. A patto che la squadra confermi se stessa e quello che ha fatto vedere nelle ultime partite. Servono stimoli e motivazioni, ma anche qualità e gioco. Dopo il Chievo si potrà fare un primo bilancio. Soprattutto si potrà valutare la classifica con qualche certezza in più. Non c’è solo la Fiorentina, ci sono anche gli altri, quindi la strada per l’Europa è un difficile incastro di risultati. Però fare bene in queste partite è un passaggio di crescita fondamentale. Il resto lo valuteremo in seguito. Uscita dalle prossime quattro partite la Fiorentina affronterà in casa Roma, Milan e Juventus, tra le big l’unica trasferta è a Milano contro l’Inter. Tanti scontri diretti, ma anche tante squadre in calo di rendimento. Per andare in Europa, comunque, serve una specie di impresa, un passo che la Fiorentina fino a questo momento non ha mai tenuto. Serve qualche vittoria fuori casa. Serve una spinta. Il ritorno di Mutu è senza dubbio fondamentale. E lo è anche la crescita di Montolivo, come lo saranno i gol di Gilardino. Oppure il ritorno in squadra di Vargas, anche lui tra i convocati per la partita di oggi. Chissà dove lo farà giocare Mihajlovic.

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Viola, finalmente Vargas. Ballottaggio Marchionni-Ljajic

Qualche accorgimento, dettato dall’esigenza di affidarsi al gruppo fisicamente più forte - è il terzo match in sette giorni - ma che nella sostanza non cancelli l’ossatu­ra della squadra. Sinisa Mihajlovic, tecnico della Fiorentina, proprio per questo continua a riflettere. La for­mazione, quella che alle 15 di oggi affronterà la Sampdoria, la decide­rà soltanto nella tarda mattinata di oggi, pochi istanti prima della riu­nionetecnica.

DUBBIO DIFESA - Il tarlo è sempre lo stesso ormai da qualche giorno: det­to che in difesa, sulla linea centrale, tornerà Cesare Natali, che ritroveràla maglia da titolare esattamente tre mesi dopo l’ultima volta - a San Si­ro, contro il Milan il 20 novembre scorso -, il primo dubbio riguarda il compagno di reparto. Dentro Gam­berini o Camporese? La sensazione è che il difensore già rientrato nel giro della Nazionale maggiore sia in leggero vantaggio. Il baby talento viola, infatti, tra gare disputate in prima squadra (Genoa, Parma, Pa­lermo e Inter) e l'amichevole con l'Under 21 di Ferrara, negli ultimi 19 giorni ha messo nelle gambe 450 minuti. Mihajlovic, proprio per que­sto, potrebbe concedergli un turno di riposo, chiamandolo eventual­mente a subentrare a gara in corsoin caso di necessità. In difesa, a de­stra tornerà dal primo minuto Lo­renzo De Silvestri, mentre a sinistra agirà Manuel Pasqual.

INTELLIGENZA TATTICA - In mezzo al campo, potrebbe spuntare la corsa a due per una maglia Gaetano D’Agostino, in vantaggio rispetto a Donadel. Rimasto in panchina nel­le ultime gare - è entrato al 28’ del­la ripresa nel recupero con l'Inter - il metronomo viola è pronto per riprendersi il proprio posto e co­struire così l'intera manovra della sua squadra. Giocatore in grado di gestire il gioco, capace di svariare l'azione senza dare punti di riferi­mentoagli avversari, dovrebbe es­sere proprio D'Agostino il giocato­re chiamato a sistemarsi davanti alla difesa. Sì, perché se da un lato è vero che Donadel garantisce maggiore copertura, rendendo più complicato la possibilità di inserir­si tra le linee agli avversari, dall'al­tro l'ex giocatore dell'Udinese ha comunque la possibilità di innesca­re contropiedi e rilanciare da subi­to l'azione sfruttando anche l'effet­to sorpresa. A centrocampo, a de­stra, verrà confermato Valon Be­hrami, uno dei principali protago­nisti del post mercato, a sinistra in­vece si sistemerà il capitanoMontolivo.

STAFFETTA IN PROGRAMMA? - Davanti, i terminali offensivi saranno Alberto Gilardino e Adrian Mutu. Toccherà a loro, i due gemelli del gol, ritrova­re il giusto feeling e provare a fe­steggiare così, insieme, un nuovo successo. Il tarlo che tuttavia conti­nua ad insinuarsi nella testa di Mi­hajlovic ha un nome: Adem Ljajic. Il dubbio è presto detto: farlo gioca­re subito, lanciando una Fiorentina a totale trazione anteriore, o aspet­tare e trasformarlo nel valore ag­giunto, inserendolo a gara in corso, così come accaduto per esempio a Palermo? La sensazione è che, dal momento in cui Mutu non ha anco­ra 90 minuti nelle gambe, il tecnicoviola possa optare per una staffetta tra i due, garantendo comunque co­sì alla squadra una connotazione co­munque offensiva. In tal caso, a de­stra si andrebbe a sistemare Mar­chionni, giocatore in grado di garan­tire spinta sulla fascia e pure preci­sione in fase di cross. La novità più attesa, e sicuramente positiva, è an­che il ritorno tra i convocati di Juan Manuel Vargas. L’esterno peruvia­no si accomoderà in panchina: do­vesse crearsi una particolare neces­sità, non è escluso, che il giocatore potrebbe fare il suo ritorno in cam­po, due mesi e mezzo dopo l’ultima volta.

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