Viola, con le big continua il tabùChiamiamola la maledizione delle grandi sfide. Sia la Fiorentina che si salva all’ultima giornata grazie alla classifica avulsa, sia la Fiorentina che per cinque anni (quattro anni e mezzo...) appartiene all’élite del campionato, sia la Fiorentina del nuovo ciclo ancora sospesa tra problemi e segnali di crescita, esiste un elemento di continuità qualunque sia la Fiorentina col marchio Della Valle presa in esame: i risultati negativi contro Inter, Juventus, Milan e Roma, ovvero le quattro riconosciute come grandi protagoniste del nostro calcio.
SERIE NERA - Definirli risultati negativi non rende nemmeno bene l’idea della cronica incapacità della squadra viola di girare a proprio favore le sfide più attese, le sfide contro le “strisciate” come vengono definite Inter, Juventus e Milan a Firenze, più la Roma che negli anni è diventata avversaria altrettanto storica per mille motivi. E qui non si tratta di fare i conti con una Fiorentina in tono minore, perché la Fiorentina di Prandelli tutto è stata fuorché quello. Eppure, numeri, esempi e tabellini alla mano, c’è di che sconfortarsi per il tifoso: in 50 partite dal 2004 a oggi contando soltanto il campionato (in Coppa Italia non è che la storia sia diversa), cioè al recupero di mercoledì pomeriggio, la Fiorentina è riuscita a vincere la miseria di 4 volte a fronte di ben 30 sconfitte.
ESAMI DI MATURITA’ - Un parziale nettamente sbilanciato che annulla gli effetti in teoria benefici di 16 pareggi, alcuni dei quali dal peso specifico simile ad un successo. Ma la bilancia pende in maniera esagerata dalla parte del deficit per poter anche godere in piccola parte di qualche pari strappato qua e là. Mettiamoci tutte le ragioni di questo mondo, compresi sfortuna ed errori arbitrali, per provare a dare una spiegazione logica: 30 sconfitte rimangono molte, moltissime. Troppe. C’è qualcosa di storicamente... endemico a causare i numerosi e ripetuti passaggi a vuoto nelle gare contro le grandi che, in ogni circostanza, rappresentano altrettanti esami di maturità. Quasi sempre non superati, salvo poi riscattarsi cammin facendo con un rendimento costante in alto, se è vero com'è vero che negli ultimi sei tornei la Fiorentina è arrivata davanti al Milan e alla Roma in due occasioni a testa.
MINIMI E MASSIMI - Sulla lunga distanza, insomma, la formazione gigliata ha recuperato il terreno perduto, perché davvero di soddisfazioni nei testa a testa ne ha ricavate poche per sé e per i propri sostenitori. Intre stagioni non ha ottenuto neanche una vittoria nei doppi confronti (e in questa che siamo a metà il saldo è in linea col passato) e alcuni rovesci sono stati veramente tali. Uno su tutti: il 6-0 rimediato a Milano il 12 dicembre 2004, Buso in panchina. Un'altra cosa è sicura: sembra ci sia stata una regìa occulta nel selezionare le quattro vittorie della Fiorentina. Poche ma buone verrebbe da dire e, curiosamente, una contro ciascuna delle quattro grandi. L'anno d'oro è stato il primo di Prandelli, non a caso l’anno dei 74 punti poi annullati dalle sentenze di Calciopoli. Comunque, a quel periodo appartengono i successi al Franchi su Milan ( 3- 1) e Inter ( 2- 1), mentre al campionato 2008-09 è legato il travolgente 4-1 ai danni della Roma che fece impazzire di gioia i quarantamila dello stadio di Campo di Marte e proiettò Gilardino e compagni verso la conquista dei preliminari di Champions League.
VENT’ANNI DOPO - Manca la vittoria contro la Juventus, anch’essa non come tutte le altre. Anzi, una vittoria ancora più vittoria. Poche ma buone qui trova la sua massima esaltazione, perché indimenticabile nella memoria dei tifosi viola sarà sempre il 3 marzo 2008, giorno del 3-2 inflitto ai bianconeri all'Olimpico di Torino con rimonta dall'1-2 e gol-successo di Osvaldo al 93’. La Fiorentina non vinceva in casa della Juventus da 20 anni.
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