Una Fiorentina tutta all'attaccoDa giorni, settimane, Sinisa Mihajlovic sta mandando un messaggio: « Il gioco prima di tutto, il gioco, perché è così che si possono vincere le partite. Contro chiunque, anche le grandi... » . Dopo aver dovuto costruire una muraglia per difendere una Fiorentina prosciugata dagli infortuni e pure dalla paura, Sinisa sta tentando il salto di qualità. Fino a poco tempo fa, quando la classifica era diventata un nodo scorsoio, quando in panchina doveva mandare i bimbi della Primavera, quando si discuteva delle difficoltà di trasformare una Fiorentina abituata a lottare per la Champions in un gruppo di guerrieri pronti a salvare la serie A, quando la retrocessione era un gorgo che rischiava di risucchiarti via, Mihajlovic fece ricorso all’unica cosa che conosceva bene: la lotta con il coltello fra i denti.
SOLO IL GIOCO - Sopravvivere ad ogni costo e i giocatori viola non potevano che essere a disagio. Mancavano i cronici Jovetic, Frey, Vargas, Mutu, ma si perdevano strada facendo anche Natali, Montolivo, D’Agostino e altri ancora. Un disastro e la paura sulle spalle. Piano piano la squadra è risalita: brutta ma viva. Aiutata da quei giocatori che comunque non hanno avuto paura dei fischi, degli insulti, quelli che si sono tirati su le maniche e hanno fatto gli straordinari. Tutti, anche quei giocatori come Gilardinoche ha lottato per la squadra, di tutti, e non per i propri gol. E non era poco considerato che nel passato anche bellissime Fiorentine troppo distratte sono finite fin giù nel gorgo. Piano piano la Fiorentina è tornata a essere una squadra completa. Montolivo ha digerito progressivamente la convalescenza successiva all’operazione alla caviglia, Mutu ha visto surgelata la somma totale delle proprie disgrazie, Behrami è arrivato in tempo per aiutare l’evoluzione tattica del centrocampo viola e così continuando fino alla certezza che qualcosa di positivo si stava realizzando. Qualcosa, sia chiaro, mica tutto. I progressi sono solo segnali che hanno bisogno di conferme e proprio la gara con la Samp ha i connotati di un esame importante. Da superare appunto con il gioco.
FASE DUE - Con questo bagaglio di convinzioni Mihajlovic si appresta ad affrontare la fase due della stagione. Appunto quella che deve portare in mezzo al campo del Franchi una squadra che giochi al calcio. Quindi se si ferma Santana (giocatore parimente sfortunato e tatticamente fondamentale) Mihajlovic cercherà di surrogarlo con un altro attaccante. Marchionni o Cerci, comunque un altro vicino a Gilardino che non può restare solo, dall’altra parte ci dovrà essere Mutu nella speranza che i polmoni non lo mollino e quando Adrian dovrà accettare di farsi da parte toccherà a Lijajic e presto, almeno così spera il tecnico, vorrebbe ancheil recupero di Vargas. Perché è il gioco d’attacco l’unica vera e indiscutibile carta in più della squadra viola. E poi è così che i fiorentini sono abituati, perché è così che possono riconoscersi i Della Valle. Firenze e i suoi Patron, visto che per vincere è assolutamente indispensabile avere pazienza o investire oltre le misure reputate invalicabili, chiedono una squadra che giochi e regali sogni almeno domenicali in attesa di elaborare un progetto che riporti tutti in Europa. Mihajlovic è sulla stessa lunghezza d’onda. Il gioco, il gioco d’attacco prima di tutto. Perché è solo così che i tifosi si rinconcilieranno con la squadra e torneranno al Franchi, così che i Della Valle torneranno a investire se stessi nel progetto Fiorentina. E’ così che Mihajlovic può costruire un suo futuro viola.
BANCO DI PROVA - E’ troppo intelligente il tecnico serbo per non sapere di essere appena a metà del guado. Ha un contratto ancora in essere per il prossimo anno con opzione, ha un ds che crede in lui e che lo difenderebbe fino all’ultima energia, è la scommessa fatta dagli stessi Patron, ma deve far fare alla squadra un altro passo avanti. La Fiorentina a Palermo e con l’Inter è piaciuta, ma non è ancora amore e Sinisa deve provare a colpire al cuore la città, i tifosi e ci proverà appunto con il gioco e con una squadra che giochi davvero un calcio bello come quello visto nel primo tempo con i nerazzurri.
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