Author Topic: Vuturo precisa sulle tensioni in Fiesole  (Read 1123 times)

Offline Chiesa

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Riceviamo e pubblichiamo la precisazione di Pietro Vuturo in merito ad un articolo sulle tensioni in curva

Poche ma sentite parole, delle quali mi assumo la responsabilità in prima persona, liberando chi gentilmente ospita queste righe.
E' incredibile leggere un articolo come quello apparso oggi sul Tirreno a firma di Stefano Prizio, che parla della Curva Fiesole e dei presunti scenari futuri.
Nell'articolo del Tirreno, anche pubblicato da qualche sito, si trovano una serie di opinioni su apocalittici scenari futuri della Curva, dando la colpa a delle "presunte tensioni" in Curva Fiesole, anche a due trasmissioni radiofoniche, una delle quali mi vede co-conduttore .
Cose di questo genere servono solo a creare inutili tensioni, mettendo poi addirittura in mezzo la polizia che secondo il giornalista, è in stato di allerta. Credo che la stampa abbia precisi doveri, primo fra tutto quello di accertarsi della verità e di dare un informazione corretta, citando quando si fanno certe affermazioni la fonte.
Invito caldamente l'articolista ad astenersi inoltre in futuro dal scrivere articoli che in qualche modo possano ricondurre al sottoscritto, perché io firmo sempre in prima persona tutto ciò che dico.
Pietro Vuturo


Questo l'articolo del Tirreno:
CURVA FIESOLE, E da domani chi comanderà?
Nacque nel 1978, quando il riff di chitarra di Figli delle Stelle s’impastava al grande suono dance della hit prima in classifica, Stayin’Alive. Nacque da una costola dello storico gruppo degli Ultras per poi prenderne il posto, al centro della curva e nella galassia mitologica della Fiesole, dal 1983 in poi, dopo i fatti di cronaca nera a margine di Fiorentina-Roma che portarono all’arresto di molti elementi del gruppo Ultras e allo scioglimento d’imperio dello stesso. Una storia che è durata 33 anni, la storia del Cav, Collettivo Autonomo Viola: «I club storici si sciolgono - dice Stefano Sartoni detto “Passarella” l’ultimo presidente del club - succede in molte parti d’Italia, il calcio è cambiato e cambia anche il modo di tifare». Le band si sciolgono e perciò non c’è amarezza nelle parole di Sartoni, ma la semplice constatazione che un’epoca è tramontata. Questo «ragazzo» attorno ai cinquanta ha visto ben altri tempi, quelli di Stefano Biagini detto Pompa, quelli di club che hanno fatto la storia delle curve viola come l’Alcool Campi e che oggi sono solo un ricordo: «Ci rimangono quelli, i ricordi - continua Sartoni - e l’amicizia tra di noi, continueremo ad andare in Fiesole e a fare le trasferte, continueremo ad amare la Fiorentina». C’era solo l’esigenza di chiudere in bellezza, senza rischiare lo scadimento di qualità. Ma la decisione traumatica, che il vecchio direttivo del Cav definisce «nell’aria da diverso tempo», è stata un fulmine a ciel sereno per molti a Firenze. In realtà più che il presente è l’incertezza sul futuro a determinare il clima di quasi tregenda che si respira in città. Il gioco della squadra non ha entusiasmato - a parte l’insperata parentesi a Palermo - ma la classifica, grazie a una serie di vittorie casalinghe di misura, non è disperante. Sull’avvenire sportivo invece s’addensano le nubi ed è persino possibile che in vista di prevedibili tempeste gli storici capi del Collettivo abbiano deciso di tirare i remi in barca.

Le ragioni economiche. Esistono poi motivi economici che hanno spinto ad una scelta così netta come quella di chiudere: le fonti di finanziamento di un club numeroso come il Collettivo debbono essere molteplici, la classica colletta per le coreografie e gli striscioni, ma anche la vendita degli abbonamenti delegata dalle società, quella dei biglietti e il merchandising non ufficiale prodotto e venduto dal club stesso. Giova ricordare che in curva Fiesole la società viola non ha mai aperto un punto vendita di prodotti ufficiali come negli altri settori dello stadio Franchi, proprio a causa del “divieto” imposto dai gruppi organizzati del tifo. Ma le regole sono man mano cambiate, i decreti governativi hanno obbligato a vendere tessere annuali e biglietti attraverso i circuiti elettronici, club e associazioni del tifo organizzato hanno quindi perso quest’importante fonte di reddito, basti pensare che proprio il Collettivo, circa due anni fa, ha dovuto rinunciare per mancanza di fondi, alla sede sociale in zona stadio.

La tessera del tifoso. Ruolo tutt’altro che marginale ha avuto l’introduzione della tessera del tifoso che non ha solo reso più difficile l’accesso allo stadio, ma ha anche spinto una fetta consistente dei tifosi organizzati alla ribellione civile e al rifiuto della tessera stessa. Le ali estreme delle tifoserie si sono saldate nel movimento “antitessera”, vissuta come una indebita schedatura. «C’è senz’altro anche la tessera tra i motivi del nostro scioglimento - ammette ancora Sartoni - le restrizioni sono troppe, come quelle di usare i tamburi e i fumogeni, il calcio vive una fase di grande cambiamento».
Che succede domani? Sul piano dell’ordine pubblico resta la domanda su cosa succederà nel recupero con l’Inter. Il Cav ha ritirato lo striscione e idealmente abbandonato quindi il centro della Fiesole. Difficile tuttavia che i suoi ex soci, o almeno una parte di essi, rinuncino al posto che occupano da anni. I gruppi del cosiddetto “Parterre” premono per salire le scalette ed occupare il prestigioso “centro” del semicerchio di spalti. La tensione tra le due anime del tifo viola cova da tempo, complici anche due trasmissioni radiofoniche che si sono fatte da polemico contraltare per diversi mesi. Le forze dell’ordine temono diverbi e scontri.

Stefano Prizio

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=72851
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

 

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