Author Topic: ACF FIORENTINA - INTER 1:2  (Read 5357 times)

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Re: ACF FIORENTINA - INTER
« Reply #8 on: 02/14/11, 19:39 »
Moratti: ''La sconfitta non ci taglia le gambe''

Il giorno dopo la sconfitta per 1-0 a Torino contro la Juventus, il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, preferisce non fare drammi: "Se dobbiamo archiviare questa sconfitta? Non c'è niente da archiviare, è utile ricordare la sconfitta anche per la sua parte positiva. La squadra nel secondo tempo ha fatto quello che poteva fare". Moratti ha poi sottolineato la prova della Juventus: "Sono stati molto bravi gli avversari, tatticamente ci hanno messo in difficoltà. Poi abbiamo sbagliato tanti di quei gol per cui era possibile la sconfitta".

La sfida di mercoledì alla Fiorentina diventa ancora più importante: "È sempre il momento della verità - ha spiegato Moratti - bisogna fare bene le prossime partite. C'è anche la Champions, che psicologicamente è importante da giocare. Poi abbiamo altre 10 o 15 partite da affrontare per arrivare in un posto dignitoso in campionato, che può essere il primo posto. Certo, per il momento non è semplicissimo". Moratti, però, ha sottolineato che per l'Inter " il programma finale è puntare al primo posto". Sempre sulla partita di ieri, il patron interista ha sottolineato che i bianconeri " ci hanno fatto giocare lentamente. Inizialmente pensavamo di farcela poi però non è andata".

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Re: ACF FIORENTINA - INTER
« Reply #9 on: 02/14/11, 19:46 »
Leo Vonci: ''L'orario di Fiorentina-Inter è uno schifo''

A Radio Blu Leo Vonci ha detto la sua sull'orario di Fiorentina-Inter, gara fissata per mercoledì alle 18.30: "L'orario è uno schifo, è un'assoluta mancanza di rispetto per i tifosi, che come sempre sono carne da macello. La società doveva fare qualcosa per andare contro questa decisione, anche se so che era probabilmente inutile".

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Re: ACF FIORENTINA - INTER
« Reply #10 on: 02/15/11, 14:51 »
Firenze ritrova l'entusiasmo, grande affluenza con l'Inter

Finalmente un po’ di sereno in casa viola. La vittoria di Palermo ha risvegliato i cuori dei tifosi. E ora cresce l’entusiasmo, anche perchè siamoalla vigilia di un match importante, quello di domani contro l’Inter, che al Franchi richiamerà un buon pubblico. Nonostante il recupero di campionato sia stato fissato in un giorno feriale e in un orario (le 18,30) in cui c’è chi lavora con la conseguenza che una parte degli abbonati sarà costretta a saltare l’appuntamento. A ieri sera erano praticamente esaurite la tribuna centrale, il parterre di Maratona e la stessa Maratona. Stando agli ultimi dati, anche le curve, poi, saranno più piene del solito. Ieri si è chiusa la vendita del “bigliettone”, che dà diritto ad assistere ai match
contro i nerazzurri e la Samp in programma al Franchi in 4 giorni, ma per chi ha scelto l’opzione della singola partita c’è ancora tempo per acquistare il tagliando. Per cui non è azzardato ipotizzare un afflusso di circa 30.000 spettatori. Se si eccettua il Napoli quando però della forza della squadra di Mazzarri non c’erano ancora certezze (era la pirma di campionato), i nerazzurri, tra l’altro, sono la prima grande che in questa stagione arriva al Franchi. Fino a due giorni fa aleggiava molto pessimismo sulla partita in città, ma i risultati dell’ultimo turno paiono aver cambiato l’atteggiamento di una tifoseria umorale come quella viola. Ora sicuramente più ottimista indipendentemente dalla sconfitta dell’Inter in casa della Juve. A Palermo, infatti, sono state molte le note positive palesate dalla squadra di Mihajlovic, che per giunta ha battuto Delio Rossi, l’uomo che in molti designavano come il suo successore sulla panchina viola. Proprio alla “Favorita”, l’allenatore serbo sembra inoltre aver trovato la quadratura del cerchio a livello di modulo, con una sorta dirombo a centrocampo ma, soprattutto, un Gilardino molto meno solo. Non a caso il bomber di Biella ha avuto diverse nitide palle-gol. Un paio le ha fallite, è vero, ma ha comunque timbrato il cartellino. Ovvio che per lui avere Mutu nei pressi è tutta un’altra musica. Ma il romeno fa bene, anche a livello psicologico, a tutta la squadra. In campo infatti è un leader, poco da dire. Come Montolivo, del resto. Il capitano non è ancora al top però in Sicilia ha dato segnali di grande risveglio. Colpendo un palo con un autentico siluro “terra-aria” e segnando il gol della sicurezza, quello del definitivo 4-2. A proposito, tra tanti uomini importanti tra cui un Camporese sempre più in crescita che ben difficilmente dimenticherà la giornata del suo primo gol in serie A e il fondamentale Behrami, decisivo per il successo in Sicilia è stato anche Ljajic. Quando è entrato, il giovane serbo ha dato grande verve alla squadra procurando l’autogol di Bovo e servendo appunto a Montolivo un assist d’oro. Probabilmente domani p o m e r i g g i o Mihajlovic all’inizio riproporrà la stessa squadra di Palermo, ma un impiego - magari part-time - del talentuoso trequartista talvolta ripreso dal tecnico, è più che probabile. Anche perché si tratta di uno dei giocatori più amati dai tifosi che con l’Inter, nonostantesia la prima con la Fiesole senza il Collettivo proveranno davvero a ricreare “l’effetto Franchi”. In tal senso è ancora poco chiaro chi prenderà in mano la situazione in curva, anche se coloro che facevano parte del Cav saranno regolarmente al loro posto nello stesso settore. In attesa di capire come sarà gestita la successione della leadership, sarà insomma garantito l’incitamento con il Marasma e il Fiorenza. Oltre al gruppo dei Non Tesserati, che però rimarrà nel parterre.

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Re: ACF FIORENTINA - INTER
« Reply #11 on: 02/15/11, 14:53 »
In mezzo è ballottaggio: D'Agostino insidia Donadel

Banale: squadra che vince non si cambia. Ma vero: la Fiorentina a Palermo ha vinto giocando bene e quindi Mihajlovic sta prendendo in esame l’ipotesi di seguire l’adagio vecchio come il calcio. E se cambia, saranno sfu­mature. Importanti, eppure sempre sfumature in un contesto che, tra rientri in gruppo e recu­peri di forma, al Barbera si è dimostrato final­mente affidabile sotto tutti i profili. Tecnico e tattico. Una cosa comunque non cambierà d’una virgola: il modulo. Ancora 4-3-2-1 per avere pe­so in avanti senza dare troppi punti di riferimen­to, ancora Adrian Mutu principale sostegno di Gilardino.

PERCHE' DONADEL - Se conferma dev’essere in blocco lo sarà anche negli interpreti, quindi an­che per Donadel schierato al centro del reparto mediano tra Behrami e Montolivo. In questa ma­niera verrebbe disattesa la regola non scritta del centrocampo più d’interdizione soprattutto per le partite in trasferta, appunto con Donadel a garantire l’interdizione che D’Agostino garanti­sce meno nel centrocampo più di costruzione utile invece per le partite in casa. Ma la gara contro l’Inter fa un po’ storia a sé e non è detto che per la Fiorentina la tattica migliore sia quel­la d’imporre il proprio gioco. Poi c’è un'altra ra­gione che potrebbe spingere per l'impiego di Do­nadel: Wesley Sneijder, il trequartista nerazzur­ro.

PERCHE' D'AGOSTINO - Viceversa, Mihajlovic po­trebbe decidere alla fine di privilegiare una squadra che non abbia paura di tenere il pallino in mano e allora in quel caso servirebbe il regi­sta, cioè D’Agostino, che ha tempi, qualità e vi­sione che Donadel non ha. Si rispetterebbe la regola non scritta di cui sopra, con qualche ri­schio in più per la capacità del fantasista olan­dese di inserirsi tra le linee, senza tuttavia com­promettere l'equilibrio dei meccanismi. Chiaro, ci vorrebbe un contributo maggiore in sostanza da parte dei due “interni” per aiutare D’Agosti­no in fase difensiva, ma la cosa è fattibile. E la Fiorentina ne beneficerebbe nelle ripartenze specie ora che in avanti c'è Mutu accanto a Gi­lardino.

ALTERNATIVE - In linea di massima questo dovreb­be essere l’unico dubbio consistente che il tec­nico serbo si è trascinato dietro, visto e conside­rato che quello di ieri è stato più che altro un al­lenamento di “scarico”: la rifinitura odierna, in­trodotta dalle parole dello stesso Mihajlovic in sala stampa (ore 15), aiuterà a delineare la for­mazione anti-Inter. Presunto ballottaggio Dona­del- D'Agostino o no, tutto il resto dovrebbe ri­manere immutato con remote possibilità di un posto da titolare per De Silvestri e Marchionni, al posto rispettivamente di Comotto e Santana, se emergesse la necessità di dare un turno di ri­poso a chi è sceso in campo domenica a Palermo.

TIFOSI VIOLA - La vittoria in Sicilia ha riacceso l’entusiasmo ormai sopito nell’ambiente e do­mani allo stadio si respirerà un’aria diversa, vuoi per lo scatto in classifica e vuoi per il li­gnaggio dell’avversario. Giorno e ora del recu­pero non facilitano la presenza del pubblico del­le grandi occasioni, ma nell'insieme è facile im­maginare un pomeriggio-sera in controtenden­za rispetto alle ultime occasioni quando al Fran­chi a fatica si è arrivati ai ventimila spettatori. A proposito di (storici) tifosi, ieri è scomparso all'eta di 98 anni Sergio Allegri, fiorentino nel­l'anima innamorato dei colori viola.

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Re: ACF FIORENTINA - INTER
« Reply #12 on: 02/15/11, 14:58 »
Miha, l'ex che fermò l'Inter di Mou

L’ultima volta che Sinisa Mihajlovic ha affrontato l’Inter da avver­sario era alla guida del Ca­tania. Era la 28esima gior­nata di campionato e il Massimino impazzì di gio­ia. Fu lui a costringere Mourinho al terzo stop sta­gionale ( su quattro totali) grazie ai gol di Maxi Lo­pez, Martinez e Mascara. Adesso, al Franchi di Fi­renze, l’ex nerazzurro, gio­catore prima ancora che vice di Roberto Mancini in panchina, vuole provare a ripetersi. Stavolta davanti al suo pubblico, quello che mai ha osato metterlo in discussione. Mihajlovic ci crede. L’Inter di Leonar­do, del resto, le due scon­fitte maturate fino ad oggi le ha subìte tutte lontano da San Siro, e la Fiorenti­na, dal canto suo davanti al suo pubblico nelle ultime sette partite ha messo in­sieme sei vittorie ed un pa­reggio, costruendo intorno a sé un vero e proprio for­tino. Il tecnico serbo non si arrende. Da giocatore del-l­’Inter, al Franchi ha assi­stito ad un pareggio (era il 7 novembre 2004, gol di Dainelli e Adriano) ma an­che ad una sconfitta, l'uni­ca dell'Inter al Franchi de­gli ultimi anni (8 febbraio 2006). Quando era sulla panchina nerazzurra, Mi­hajlovic a Firenze ha sem­pre vinto, ma adesso spera di invertire la tendenza. Lo ha detto apertamente, con­tro i nerazzurri vuole una squadra capace di giocare a viso aperto: dopo il suc­cesso di Palermo, il primo in trasferta della stagione, qualcosa potrebbe davve­ro essere cambiato. Ecco perché Sinisa ha lavorato soprattutto sull'orgoglio: perché il tabù che vede l'Inter bestia nera della Fiorentina lui vuole sfatar­lo. Nelle ultime otto sfide di campionato contro i ne­razzurri, i viola non sono riusciti a conquistare più di due punti: adesso, sul­l'onda dell'entusiasmo post Palermo, l’obiettivo è quel­lo di rilanciarsi ulterior­mente in classifica. Bat­tendo l’Inter e riportando alto l'entusiasmo.

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Re: ACF FIORENTINA - INTER
« Reply #13 on: 02/15/11, 14:59 »
Inter, Nagatomo dal via. Stankovic ci sarà

Yuto è... cresciuto. E può fare il titolare. La squalifica di Thiago Motta dovrebbe portare Leonardo a cambiare quell’undici immutato per due gare di fila (contro Roma e Juve): così, Javier Zanetti verrebbe avanzato a centrocampo, Cambiasso slitterebbe nel ruolo di interno centrale e Nagatomo partirebbe dal 1’ sulla propria fascia, la sinistra, con l’idea di volare di più rispetto alla sua apparizione (trasparente) a Torino. Tutto questo, sia chiaro, a meno di... invenzioni leonardiane.

Autonomia
Leo, che manterrà la stessa coppia di centrali difensivi (Ranocchia-Cordoba), potrà anche fare affidamento su due rientri di spessore, quelli di Dejan Stankovic e Mc Donald Mariga: ancora una volta, i due centrocampisti hanno svolto tutto l’allenamento col gruppo e con ogni probabilità saranno convocati. E in campo? Per il keniano ci potrà essere spazio a seconda delle necessità; per il serbo, invece, parrebbe già stabilità una staffetta con Kharja a meno che Leo non voglia azzardarlo dal 1’, cosa però improbabile. Perché l’idea di non rischiare più è prioritaria e perché Deki stesso dovrebbe avere un’autonomia di 30-40’ al massimo.

Lucio da Champions
Detto che Thiago Motta tornerà disponibile per il Cagliari in tutti i sensi (a Torino ha subìto una botta al piede sinistro senza conseguenze), eccoci all’altro grande infortunato: Lucio. Giovedì o venerdì, il brasiliano sarà sottoposto ad alcuni controlli che potrebbero sì portarlo alla convocazione per il match di sabato ma, più probabilmente, per quello di andata contro il Bayern Monaco: perché è quello l’obiettivo del centralone, rivedere i bavaresi per ricominciare a giocare e non uscire più.

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Re: ACF FIORENTINA - INTER
« Reply #14 on: 02/15/11, 15:08 »
Il Franchi si riempie: obiettivo 35mila

Entusiasmo no, ma in giro qualcosa che assomiglia al risveglio di interesse, un fantastico passo in avanti dopo l’eclissi dei sentimenti che ha spopolato lo stadio. Arriva l’Inter e la Fiorentina sembra tornata una squadra, dopo tanti tentativi sa perfino con quale modulo giocare (il 4-1-3-2 con ingorgo di qualità dietro all’ex eremita Gila) e il ritorno dell’attaccante-prodigo Mutu ha portato benefici spalmati su tutti: più fiducia, più senso di appartenenza, più coraggio. Fine della dieta fuori casa e undici mesi senza vittoria cancellati dai gol a Palermo, quattro fuochi d’artificio dopo l’eclissi.
Trentamila presenze già assicurate allo stadio con ancora un giorno e mezzo di prevendita, l’obiettivo - scrive La Nazione - è dunque quello di arrivare a 35.000 spettatori fra oggi e la mezza giornata di domani: il risultato di Palermo è stato meglio di una respirazione bocca a bocca per chi aveva perso interesse nella Fiorentina.

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Re: ACF FIORENTINA - INTER
« Reply #15 on: 02/15/11, 15:09 »
La strana notte di Pazzolivo: amarcord dei gemelli diversi

Questa è la storia di due predestinati, due ragazzi cresciuti in provincia e sbucati all´improvviso nel calcio, quello vero. Giampalo Pazzini ha iniziato a fare gol nel Margine Coperta prima di emigrare a Bergamo, settore giovanile dell´Atalanta. L´altro, Riccardo Montolivo, a Bergamo ci è nato. A Caravaggio, per la precisione. Un talento senza discussione.
Stefano Borgonovo lo vide giocare che era ancora un ragazzino e rimase affascinato. Insieme il "Pazzo" e "Monto" hanno condiviso metà dell´avventura. Dall´Atalanta alla Fiorentina in cerca di fortuna. E domani sera si ritrovano di nuovo. Da avversari, però.

Pazzini fu il primo ad arrivare in viola, a gennaio. Era il 2005. Lo stesso giorno la Fiorentina acquistò Bojinov. Quando entrò in sala stampa per la presentazione non c´era quasi nessuno, i giornalisti erano tutti davanti allo stadio ad aspettare che arrivasse il fenomeno bulgaro. «Ma davvero lo abbiamo preso?» chiese Giampaolo a chi era lì.
La Fiorentina lo pagò sei milioni, era uno che prometteva bene. Sei mesi dopo arrivò anche Montolivo, che però fu pagato la metà. Amici dentro e fuori il campo, sempre insieme, la stessa passione per la pasta, la stessa voglia di spaccare il mondo. Simili al punto che su un blog spuntò il tormentone di "Pazzolivo". Stessa squadra, stessa maglia, stessi movimenti, stessi atteggiamenti. Il web replicò l´idea all´infinito. Pazzini e Montolivo non esistono, c´è Pazzolivo.
Soltanto in campo la storia ha fatto curve diverse. Tutti e due perennemente sotto osservazione, però Montolivo non è mai stato messo in discussione. Pazzini sì. Ha giocato all´ombra di Toni, poi si è preso lui tutta la ribalta, ma non ha saputo sfruttare l´attimo. «Giampaolo a Firenze sentiva troppo la pressione di giocare nella Fiorentina» ha spiegato più tardi Prandelli. Doveva uscire da qui per ritrovare i suoi gol. Se ne andò a gennaio (2009), come era arrivato, la Samp lo pagò nove milioni. Cassano, i gol, la tranquillità, poi un altro gennaio, questo, e un nuovo trasferimento, stavolta all´Inter. Altri gol e un´altra storia.

Montolivo, invece, non si è mai mosso da qui. Gli hanno appiccicato addosso tutti i paragoni possibili, da nuovo Antognoni a nuovo Pirlo mentre lui cercava solamente di essere se stesso. Ogni anno, si diceva, doveva essere quello della consacrazione. E ogni anno, puntualmente, c´era qualcuno che metteva in dubbio le sue qualità. Ma Riccardo ha tenuto duro e ha tirato dritto tappandosi le orecchie. Il gol di Palermo è la sua piccola rivincita, il resto sono solo chiacchiere. A giugno probabilmente se ne andrà e c´è già chi sta mettendo in giro che è solo colpa sua. Ma la verità è un´altra e prima o poi verrà fuori.
Intanto c´è questa partita e un campionato che fa fatica. L´Inter insegue il Milan e lo scudetto, la Fiorentina insegue la salvezza e sogna l´Europa League. La Fiorentina ha vinto a Palermo, l´Inter ha perso con la Juve. Obiettivi e tensioni, parole e adrenalina. Tutto in novanta minuti. Tutto in fretta. Pazzini e Montolivo sono qui dentro, dentro il loro mondo. Sono amici, si sentono spesso al telefono, domani sera si abbracceranno prima di mettersi a correre sull´erba del Franchi. Per una notte sarà ancora Pazzolivo, poi le loro strade prenderanno di nuovo una curva diversa.

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