Alla Fiorentina non basta un ottimo primo tempoApplausi, ma non punti. Il calcio è fatto così: la Fiorentina ha giocato un primo tempo sontuoso, ricco di occasioni, ma non è riuscita ad andare oltre l’1-1. Nella ripresa ha resistito sedici minuti all’Inter, finoal gol di Pazzini, ex non avvelenato, che infatti non ha esultato,esi èfermata. E’ calata anche l’Inter, ma a quel punto i nerazzurri vedevano già il traguardo in avvicinamento. La Fiorentina poteva vincere, meritava ampiamente il pari e ha perso. Mihajlovic aveva chiesto la prestazione, a prescindere dal risultato: l’ha avuta. La continuità con Palermo c’è stata. Mutu è tornato ad essere quello di una volta, ma in generale, tutti, chi più chi meno, hanno fatto la loro parte. Resta il rammarico di aver sprecato troppo nel momentoin cui l’Inter era più vulnerabile, ma forse la differenza che passa traunabuonasquadra, la Fiorentina, e una grandissima formazione, l’Inter è proprio questa. I violacadono a Firenze, di fronte a quasi 32mila persone – si è rivisto il Franchi di una volta -, dopo 4 mesi. L’ultima volta il 3 ottobre scorso, 1-2 contro il Palermo: si interrompe una striscia positiva, compresa la Coppa Italia, che in casa aveva fruttato 8 vittorie un pari. Lo striscione del Collettivo, club storico della Fiesole scioltosi dopo la gara di Parma, ha fatto da preludio ad una bella serata di calcio: «Trentatre anni di storia non si dimenticano, fieri di essere stati con voi». Non ha sbagliato Mihajlovic a confermare i titolari di Palermo, con Donadel conficcato davanti alla difesa, ad aspettare a zona Snejider. Ha invertito, però, Montolivo con Behrami. E così il secondo, a sinistra,haincrociato Zanetti,mentre il capitano a destra se l’è vista con Stankovic. Mutu e Santana tra le linee, ma l’argentino, vittima di uno stiramento, è uscito sostituito da Ljajic. La Fiorentina ha aggredito l’Inter enonhaaccusato per niente il colpo funesto del destino, quando Eto’o volendo crossare ha preso il destro di Camporese: un autogol davvero sfortunato. I viola sarebbero potuti crollare e invecehannocreato palle gol, con una fluidità dimanovra inedita in questa stagione. A tratti si è rivista la Fiorentina di prandelliana memoria.Mutusbucava da tutte le parti, qualche metro dietro Gilardino, qualche centimetrosempre in anticipo sul nerazzurro che lo rincorreva. Julio Cesar gli ha neutralizzato una punizione euna conclusione. La Fiorentina ha aumentato la pressione soprattutto con Pasqual per niente intimorito daMaicone proprio su un’azione di sfondamento a sinistra, il cross del mancino ha ingannato il portiere brasiliano che si aspettava la deviazione di Gilardino. I viola hanno capito di avere la partita in mano e hannocontinuato:Montolivo in corsa ha preso Mutu, altrimenti sarebbefinitacomea Palermo. Ilromeno ha sparato un missile e Julio Cesar ha respinto a mala pena. Gilardino, dal limite, ha provato il tocco sotto, palla vicina al set. Mentre l’Inter con una triangolazione Maicon- Pazzini-Maicon ha sfiorato la rete. L’Inter è cresciuta nella ripresa, la Fiorentina è calata. Eppure dopo un bel tiro di Stankovic parato da Boruc, i viola con Gilardino, servito splendidamente da Behrami hanno avuto la chance per colpire i nerazzurri, ma il centravanti, chiuso da Ranocchia,hafallito ancora.Eallora, quella freccia di Eto’o hasbranato Camporese e ha invitato Pazzini a segnare. La partita è finita perché gli uomini di Mihajlovic avevano speso tutto e qualcosa in più. Nel finale il tecnico serboha inserito anche Babacar, finendo con tre punte euntrequartista. L’unico effetto, però, sono stati gli applausi finali. Meritatissimi.
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