Squadra rigenerata, la parola giusta è: motivazioneC'era una volta un direttore sportivo. Si chiamava (e si chiama) Pantaleo Corvino. La sua è una storia fatta di colpi di genio, di talenti scovati e di plusvalenze. Qualche acquisto sbagliato (soprattutto negli ultimi dodici mesi) lo ha messo (forse) alla porta della Fiorentina. Questione di feeling (con la proprietà) e di rapporti.
Saranno (questi) gli ultimi mesi a Firenze? Può darsi, ma anche no. Di certo Corvino ha visto il gradimento nei suoi confronti precipitare. Colpa di alcune uscite fuori luogo e di un modo di fare mercato spesso incomprensibile. Un fatto, però, va sottolineato. Lui aveva capito. La premessa serve per riavvolgere il nastro di questa tormentata stagione e per tornare alla scorsa estate. Giugno, presentazione di Sinisa Mihajlovic, il diesse prende la parola: “La campagna acquisti? L'obiettivo principale ha un nome preciso: motivazione”.
Un ritornello ripetuto fino allo sfinimento. Ogni volta, la stessa storia. “Insua, Asamoah, Dembele? Noi cerchiamo motivazione”. Una strada come un'altra per far capire a chi comanda (i Della Valle) che era tempo di rinnovare. Chiuso un ciclo se ne fa un altro. Inutile tenere gente (Gilardino, Vargas, Marchionni) che non ha più voglia di stare in riva all'Arno. Meglio approfittare del cambio di allenatore per fare piazza pulita e ripartire da capo. Invece no. La paura di una piazza già in ebollizione per l'addio di Prandelli frenò le strategie del direttore sportivo. Bloccato dai Della Valle. “T'immagini se diamo via qualche big cosa succede? Restiamo così, che siamo comunque forti”.
Mai convinzione si rivelò più sbagliata per i Della Valle ed infatti, adesso, hanno cambiato idea. A giugno sarà rivoluzione. Giusta, inevitabile. Sarà mica un caso se i migliori in una Fiorentina che prova a ripartire sono Behrami (appena arrivato), Camporese (un ragazzino) e Mutu (uno che ha tanto da farsi perdonare?). Eccoci qua. Chiuso il cerchio. Motivazione. La parola chiave, la formula magica.
L'esterno svizzero approdato in viola nel mercato di gennaio è il motore di una squadra che finalmente lascia intravedere un abbozzo di calcio. Corre, recupera, contrasta e, soprattutto, s'inserisce. Attaccare l'area di rigore, concetto sconosciuto al resto dei giocatori. Behrami è il prototipo del centrocampista che piace a Mihajlovic. Dinamico, cattivo, con la voglia di gettarsi negli spazi. E' stato il primo (ed unico) nome speso dal mister da giugno ad oggi. Aggiungeteci un rapporto consolidato tra Corvino, il ragazzo ed il suo procuratore ed il gioco è fatto. Il primo colpo azzeccato da un anno e mezzo a questa parte.
C'è poi il bambino elegante. Camporese. Uno che difende come un mastino e imposta come un regista. Ha talento, il ragazzo. Sempre preciso, sempre concentrato. Mai un calo di tensione, mai uno sbandamento. Può sbagliare, e ci mancherebbe altro, ma la testa è sempre lì. Sul campo, sulla Fiorentina. E' arrivato anche il primo gol in serie A, pesante come un macigno, tra l'altro. Questione di qualità, ovvio, e di stimoli. Può un quasi adolescente alle prime esperienze in prima squadra giocare alla meno? No, ed infatti, ecco il risultato. Un titolare fisso (ormai), uno dei migliori, anche ieri.
Mutu è un capitolo a parte, come sempre. Di un'altra categoria rispetto a tutti. Inutile girarci attorno. Con i viola c'entra poco o nulla, per personalità, classe, voglia di vincere. Un campione, che se decide di fare il giocatore (e basta) è capace di cambiarti la stagione. Decide il cervello, ancora una volta. Decidono le motivazioni. Atteso come il salvatore della patria ha mancato l'appuntamento troppe volte per deludere ancora. Adesso ci mette la rabbia, quella del fuoriclasse. Il tempo per raggiungere il top della condizione (dicono che in allenamento lavori come un matto) e Adrian prenderà per mano la Fiorentina. Il resti vien da sé.
Il gioco, incredibile, ma anche i risultati. I viola non perdono da tre partite e, soprattutto, hanno trovato la prima vittoria in trasferta. Su un campo terribile, quello di Palermo, contro un avversario che chissà, potrebbe presto diventare compagno di viaggio. Delio Rossi è indicato da molti (quasi tutti) come il prossimo allenatore della Fiorentina. Al posto di Sinisa Miahjalovic. Sarà mica per quello che il serbo ha indovinato la sua miglior “panchina” da quando è a Firenze. Scelte perfette, cambi decisivi, e sul campo una squadra vera. L'aveva detto, Corvino, è tutta una questione di motivazioni....
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