Author Topic: US PALERMO - ACF FIORENTINA 2:4  (Read 5680 times)

Offline labaro viola

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Re: US PALERMO - ACF FIORENTINA 2:4
« Reply #40 on: 02/13/11, 15:50 »
La migliore Fiorentina della stagione 2010-11! Bene Camporese, sia per la fase difensiva sia per il gol che ha ridato ottimismo alla squadra; bene soprattutto e sopra tutti Ljajic, il suo inserimento è stato decisivo per la vittoria: splendidi ed intelligenti i due assist.
labaro viola - "Quando scendono in campo i ragazzi, il cuore mi batte perchè, hanno 11 MAGLIE VIOLA, IL COLORE PIU' BELLO CHE C'E'..."

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Re: US PALERMO - ACF FIORENTINA 2:4
« Reply #41 on: 02/13/11, 17:08 »
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=mMgcE7DnVOU[/youtube]

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=3Ziebt0dzyw[/youtube]
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Re: US PALERMO - ACF FIORENTINA 2:4
« Reply #42 on: 02/13/11, 22:50 »
La solitudine del Gila e un modulo 'futuribile'

Il titolo che meglio ricalcava il non gioco della Fiorentina di questi mesi era " La solitudine del numero nove" mutuando quello di un libro che è stato in testa alle classifiche dei volumi più letti. Anche il sottoscritto domenica sera aveva espresso disappunto per un giocatore che è un fenomeno in area di rigore e che non veniva sfruttato per niente visto che sulle fasce erano impiegati giocatori contromano (mancino a destra e viceversa) per facilitare il loro tiro in porta con il risultato della completa assenza di cross se non quelli "telefonati" dalla trequarti.
Ebbene la notte, ma quale?, deve aver portato consiglio a Mihajlovic e al suo "tattico" Marcolin che hanno rivoluzionato per l'ennesima volta il modulo togliendo gli esterni e facendo giocare due trequartisti come Santana e Mutu alle spalle del Gila che è risorto segnando un gol ma soprattutto presentandosi in zona tiro tante altre volte. E tutto questo in trasferta!!!
E allora un plauso a Sinisa che ha riconosciuto l'errore commesso (meglio tardi che mai) impostando la squadra nel modo migliore per quando potrà avere a disposizione anche Jovetic che con Mutu e Ljajic potranno alternarsi alle spalle di Gilardino. Per tenere in campo tre giocatori offensivi serve anche un centrocampo più dinamico ( e adesso ce l'abbiamo) e i terzini più propensi all'attacco e non bloccati in difesa proprio come abbiamo visto al Barbera.
Una rondine non fa primavera ed è presto per cantar vittoria, ma adesso ci sono tre gare per misurare i muscoli dei viola: la prima contro la grande Inter, poi contro una Samp decisamente abbordabile e la terza in casa di un Bari a nove punti dalla zona salvezza. Solo allora potremo dare un giudizio su questa nuova Fiorentina.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=72758
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Re: US PALERMO - ACF FIORENTINA 2:4
« Reply #43 on: 02/14/11, 15:13 »
Le pagelle viola della stampa fiorentina

Ecco il riassunto dei voti della stampa fiorentina per la partita Palermo-Fiorentina


          Vnews  NAZI C.FIO REPU    GAZZ R.BLU  STAD MEDIA
Boruc    6,5         6       6,5     6,5      6        6,5      6     6,29
Comotto      6       6,5       6        6        6         6    6     6,07
Gamberini 6,5        6         6        6       5,5       6    6       6
Camporese 7,5  7,5       7,5      7       6,5       8    7     7,29
Pasqual       6      6-       6,5      6        5,5       6       5,5   5,89
Donadel       6     6,5         6       6        6,5       6    6     6,14
Santana       6    6,5          6      6,5       6         6-      5,5   6,04
Behrami     6,5    6,5        6,5      7         7        6,5      6,5  6,64
Montolivo  6,5      7         6,5      7         7        6,5     7    6,79
Mutu      7      7          6       6,5       6         7    6,5  6,57
Gilardino    6,5      7          6          7        6,5      6,5    6,5  6,57
Ljajic     7    7,5         7       6,5       7         7    6,5  6,93
Natali    sv    sv          sv       sv       sv        sv    sv     sv
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Re: US PALERMO - ACF FIORENTINA 2:4
« Reply #44 on: 02/14/11, 15:37 »
Bella e cattiva la Fiorentina che sbanca il Barbera

Il festival del gol, quell’ora e mezza di spettacolo allo stato puro che manda sazi a tavola persino i venticinque­mila della «Favorita», è un con­centrato di calcio autentico, condito pure da inevitabili stra­falcioni, che Palermo e Fioren­tina si concedono senza sosta, senza freni e con una massic­cia dose di argomentazioni tat­tiche che sottolineano la bontà di rispettivi progetti tattici e la capacità di osare di due allena­tori ispirati. I novanta minuti che spediscono Mihajlovic in estasi e tormentano Delio Ros­si racchiudono, in sintesi, un campionario di fotogrammi da spellarsi le mani: sei reti, due pali - uno a testa - e almeno al­tri cinque, sei, sette palle- gol che testimoniano la capacità creativa di Palermo e Fiorenti­na, la loro natura offensivisti­ca.

LO SCATTO - Pronti, via, ed è un mezzogiorno e mezzo di fuoco palermitano, nonostante le as­senze ( Bacinovic, Cassani), no­nostante la panchina da Prima­vera, nonostante due debutti ( subito Kurtic, poi Acquah), nonostante tutto. Sette minuti ed è uno spettacolo a trazione anteriore, con la triade rosane­ro che sviluppa una manovra da stropicciarsi gli occhi in ver­ticale sull’asse Pastore- Ilicic-Miccoli- Ilicic- Pastore: è 1- 0, e s’annusa la sagra. La Fiorenti­na ha immediatio sussulti, tro­va campo centralmente, sfrutta Gilardino che può affondare su Andelkovic, lo grazia una volta ( 17'), lo perdona la seconda ( 18': ma stavolta è decisiva l’uscita di Sirigu), lo punisce infine all’ennesima concessio­ne (36'), sul cucchiaio di Behra­mi che però stavolta trova pure la complicità di Muñoz.

IL CONTROSCATTO - Il Palermo s’ingobbisce sul proprio talen­to, è vittima dell’emergenza, ri­schia con Behrami ( 42': colpo di testa che non trova la porta), però si rialza nello spogliatoio e quando ne esce è di nuovo in vantaggio. Stavolta ( 3') è ripar­tenza immediata, su rapina a metà campo di Acquah, l’ap­poggio per Pastore, la veronica di Miccoli e il cross chiuso da un Nocerino esecutore perfetto sul secondo palo. La contro­svolta pare definitiva ma inve­ce è un abbaglio: Mihajlovic ha già rimescolato la Fiorentina a mo’ di rombo, Montolivo si li­bera dell’armatura e, passata una paura ( 17': Nocerino fa fa­re un volo a Boruc), contenuta la solita invenzione Miccoli-Pa­store- Ilicic ( 20': Boruc in usci­ta provvidenziale), si consuma il ribaltone.

FIORISCE LA VIOLA - I segnali che arrivano dal campo non am­mettono repliche, la partita è ancora tutta da giocare e Rossi deve farlo da un po’ senza Mi­gliaccio, non ha cambi autore­voli, e, su un angolo, ha pure un Pastore distratto: 2- 2 di Cam­porese, bello solo nella zona dell’argentino, e preparatevi alla sorpresona. L’annuncia Montolivo ( 30') calciando da una enormità e prendendo un palo pienissimo, la sottolinea Ljajic che entra e si butta nel mischione con ardore, spacca la fascia destra, crossa e trova il piattone del povero Bovo che vale il 2-3. Il Palermo si contor­ce, gratta sulla pelle viva della Fiorentina, le lascia campo ma ne trova: 38' da Pastore a Bal­zaretti, sembra l’azione di Lja­jic, però Comotto non fa come il suo omologo siciliano e la but­ta in angolo. 39': dalla bandieri­na Ilicic, nel mezzo, saltano gli abbinamenti, qualcuno perde Acquah che da sette metri può trovare lo stacco indisturbato e divorare la candelina per fe­steggiare la sua prima volta. La dura legge del calcio non fa sconti e avendo praterie, Ljajic le galoppa per mandare in ar­chivio - dopo undici mesi - una vittoria esterna: quaranta me­tri in contropiede, poi il servi­zio generoso per Montolivo che è andato intuitivamente a ri­morchio. A quel punto, il legno colpito da Hernandez è un ru­more sordo che si perde in uno stadio riconoscente, che conce­de al Palermo l’onore di un ap­plauso lunghissimo e a Miha­jlovic orizzonti entusiasmanti.

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Re: US PALERMO - ACF FIORENTINA 2:4
« Reply #45 on: 02/14/11, 15:38 »
Il rombo a centrocampo e Mutu-Gila dall'inizio

ISTRUZIONI per vincere a Palermo: un regista basso, tre centrocampisti con Santana vertice alto e due attaccanti che si chiamano Mutu e Gilardino. Più la mossa vincente nel finale con Ljajic al posto di Santana. Per la prima volta Mihajlovic è riuscito a mettere in campo una squadra piena di fantasia e concretezza, un mix impossibile fino a questo momento della stagione per congiunture varie e una strepitosa (alla rovescia) collezione di infortuni.
QUALCHE segnale di ripresa a Parma, ma la prestazione di ieri — con Mutu dal primo minuto, e non è un caso — ha restituito alla Fiorentina un aspetto da squadra che crede in quello che fa. Equilibrio, solidità a centrocampo, capacità di far male in attacco. Basta con la malinconia da inespressività congenita. Qualità che in 23 partite la Fiorentina aveva messo in mostra solo a tratti, soprattutto in trasferta, quando l‘avversario la faceva giocare. La Fiorentina ha schiantato il Palermo riuscendo a recuperare l’handicap dei due gol presi all’inizio dei due tempi e la vittoria è nata dalla scelta di Mihajlovic che ha messo in campo Ljajic al posto di Santana a un quarto d’ora dalla fine.
E’ COME SE il calcio avesse voluto restituire _ tutta insieme _ l’assenza di circostanze favorevoli alla Fiorentina. Il patrimonio ritrovato a Palermo non deve essere disperso e, soprattutto, Mihajlovic deve far leva sull’orgoglio di Mutu che ha tre mesi a disposizione per dimostrare che può meritarsi la fiducia di tutti, dentro e fuori dal campo. Insieme all’importanza del Fenomeno, che ieri ha giocato una partita per la squadra con assist in serie e recuperi a centrocampo, va messa in evidenza l’eccezionale partita di Camporese. E qui vorremmo cancellare anche il gol segnato dal giovane difensore, in modo da non lasciarci influenzare. Camporese è stato decisivo a prescindere da quello.
LA VITTORIA riporta serenità intorno a Mihajlovic, che finalmente ha mandato un segnale chiaro per la sua confema a Firenze. Il periodo del grigiore forse è finito. Per scoprirlo non ci vorrà molto, fra tre giorni a Firenze arriva una squadra che ha qualche scudetto sul petto.

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Re: US PALERMO - ACF FIORENTINA 2:4
« Reply #46 on: 02/14/11, 15:40 »
Una squadra, all'improvviso

IN QUESTA partita pazza e fantastica c’è quello che vogliamo dalla Fiorentina: essere una squadra e un gruppo. Con quali limiti, ancora non si sa. Attendevamo una vittoria così ricca da undici mesi, ma non è tanto il raffronto col 3-1 di Napoli a confortarci. Questa Fiorentina è andata sotto due volte e ha rialzato la testa con una grinta straordinaria. Mutu in campo (ma solo in campo) è una favola che ridà a Gilardino la gioia di giocAre e di fare il falco sul filo del fuorigioco. Insomma Gila è tornato lui, e insieme ad altri dieci compagni ha saputo fare male al Palermo.
CI PIACE ricordare il fatto che i giocatori si aiutino dal primo all’ultimo, consolandosi a vicenda con una pacca sulla spalla se la giocata non arriva. Non avevamo mai visto Mihajlovic andare ad abbracciare tutti i viola, ad uno ad uno, come per celebrare la rinascita di una squadra.
ILLUDERSI sarebbe stupido, ma ad esempio Behrami ha dimostrato di essere un acquisto azzeccato a un prezzo giusto (bravo Corvino), e il fatto che alla fine in campo ci fossero Ljajic (’91), Camporese (’92) e Babacar (’93) fa sperare che la Fiorentina abbia un futuro solido, di sostanza. Il primo che ci viene in mente è Camporese, un difensore con i piedi da centrocampista, attento e cattivo al punto giusto, capace anche di segnare un gol importante, di correre sotto la curva viola e di arrampicarsi alla recinzione. Anche lui, un tornado di entusiasmo e voglia di esserci. Pensate che miracoli fa la felicità di giocare a calcio.

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Re: US PALERMO - ACF FIORENTINA 2:4
« Reply #47 on: 02/14/11, 15:45 »
Squadra rigenerata, la parola giusta è: motivazione

C'era una volta un direttore sportivo. Si chiamava (e si chiama) Pantaleo Corvino. La sua è una storia fatta di colpi di genio, di talenti scovati e di plusvalenze. Qualche acquisto sbagliato (soprattutto negli ultimi dodici mesi) lo ha messo (forse) alla porta della Fiorentina. Questione di feeling (con la proprietà) e di rapporti.

Saranno (questi) gli ultimi mesi a Firenze? Può darsi, ma anche no. Di certo Corvino ha visto il gradimento nei suoi confronti precipitare. Colpa di alcune uscite fuori luogo e di un modo di fare mercato spesso incomprensibile. Un fatto, però, va sottolineato. Lui aveva capito. La premessa serve per riavvolgere il nastro di questa tormentata stagione e per tornare alla scorsa estate. Giugno, presentazione di Sinisa Mihajlovic, il diesse prende la parola: “La campagna acquisti? L'obiettivo principale ha un nome preciso: motivazione”.

Un ritornello ripetuto fino allo sfinimento. Ogni volta, la stessa storia. “Insua, Asamoah, Dembele? Noi cerchiamo motivazione”. Una strada come un'altra per far capire a chi comanda (i Della Valle) che era tempo di rinnovare. Chiuso un ciclo se ne fa un altro. Inutile tenere gente (Gilardino, Vargas, Marchionni) che non ha più voglia di stare in riva all'Arno. Meglio approfittare del cambio di allenatore per fare piazza pulita e ripartire da capo. Invece no. La paura di una piazza già in ebollizione per l'addio di Prandelli frenò le strategie del direttore sportivo. Bloccato dai Della Valle. “T'immagini se diamo via qualche big cosa succede? Restiamo così, che siamo comunque forti”.

Mai convinzione si rivelò più sbagliata per i Della Valle ed infatti, adesso, hanno cambiato idea. A giugno sarà rivoluzione. Giusta, inevitabile. Sarà mica un caso se i migliori in una Fiorentina che prova a ripartire sono Behrami (appena arrivato), Camporese (un ragazzino) e Mutu (uno che ha tanto da farsi perdonare?). Eccoci qua. Chiuso il cerchio. Motivazione. La parola chiave, la formula magica.

L'esterno svizzero approdato in viola nel mercato di gennaio è il motore di una squadra che finalmente lascia intravedere un abbozzo di calcio. Corre, recupera, contrasta e, soprattutto, s'inserisce. Attaccare l'area di rigore, concetto sconosciuto al resto dei giocatori. Behrami è il prototipo del centrocampista che piace a Mihajlovic. Dinamico, cattivo, con la voglia di gettarsi negli spazi. E' stato il primo (ed unico) nome speso dal mister da giugno ad oggi. Aggiungeteci un rapporto consolidato tra Corvino, il ragazzo ed il suo procuratore ed il gioco è fatto. Il primo colpo azzeccato da un anno e mezzo a questa parte.

C'è poi il bambino elegante. Camporese. Uno che difende come un mastino e imposta come un regista. Ha talento, il ragazzo. Sempre preciso, sempre concentrato. Mai un calo di tensione, mai uno sbandamento. Può sbagliare, e ci mancherebbe altro, ma la testa è sempre lì. Sul campo, sulla Fiorentina. E' arrivato anche il primo gol in serie A, pesante come un macigno, tra l'altro. Questione di qualità, ovvio, e di stimoli. Può un quasi adolescente alle prime esperienze in prima squadra giocare alla meno? No, ed infatti, ecco il risultato. Un titolare fisso (ormai), uno dei migliori, anche ieri.

Mutu è un capitolo a parte, come sempre. Di un'altra categoria rispetto a tutti. Inutile girarci attorno. Con i viola c'entra poco o nulla, per personalità, classe, voglia di vincere. Un campione, che se decide di fare il giocatore (e basta) è capace di cambiarti la stagione. Decide il cervello, ancora una volta. Decidono le motivazioni. Atteso come il salvatore della patria ha mancato l'appuntamento troppe volte per deludere ancora. Adesso ci mette la rabbia, quella del fuoriclasse. Il tempo per raggiungere il top della condizione (dicono che in allenamento lavori come un matto) e Adrian prenderà per mano la Fiorentina. Il resti vien da sé.

Il gioco, incredibile, ma anche i risultati. I viola non perdono da tre partite e, soprattutto, hanno trovato la prima vittoria in trasferta. Su un campo terribile, quello di Palermo, contro un avversario che chissà, potrebbe presto diventare compagno di viaggio. Delio Rossi è indicato da molti (quasi tutti) come il prossimo allenatore della Fiorentina. Al posto di Sinisa Miahjalovic. Sarà mica per quello che il serbo ha indovinato la sua miglior “panchina” da quando è a Firenze. Scelte perfette, cambi decisivi, e sul campo una squadra vera. L'aveva detto, Corvino, è tutta una questione di motivazioni....

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