Author Topic: Antognoni guarda avanti: ''Con Mutu può cambiare molto''  (Read 1040 times)

Offline Chiesa

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Come cambia la Fiorentina con il ritorno di Mutu. Il momento di Montolivo, un possibile e non auspicabile dualismo del capitano viola con D’Agostino, la certezza Camporese, la sfida col Palermo di Pastore - centrocampista di classe elevata - le attenuanti e le colpe di Sinisa Mihajlovic. Temi della discussione di ieri con Giancarlo Antognoni, autorità assoluta quando si parla di viola.

Giancarlo, come cambia, e quanto, la Fiorentina con Gilardino e Mutu?

Intanto migliora l’attacco, per tecnica e esperienza. Si ricompone una coppia che non ha fatto bene solo a Firenze, ma ovunque sia stata costruita.

Quale pensa si il modulo più adatto per farli rendere al meglio?

Non voglio sostituirmi all’allenatore, la mia è soltanto una valutazione: sceglierei il 4-4-2 con Behrami a destra e Santana a sinistra, in attesa del ritorno di Vargas. Potrebbe essere un’idea, altrimenti, in alternativa, mi piacerebbe pure il 4-3-2-1 con Santana e Mutu a ridosso di Gilardino.

È deluso dal gioco della Fiorentina?

Si nota una certa mancanza di affiatamento, però con l’innesto di Mutu aumenteranno notevolmente le possibilità offensive dei viola. Poi ci sono D’Agostino e Montolivo in grado di offrire una buona dose di qualità.

Quante attenuanti ci sono per Mihajlovic e quante colpe?

Le prime sono tante: gli infortuni hanno sicuramente penalizzato il suo lavoro perché non è facile pensare a una squadra, priva dei suoi interpreti principali. E un’altra attenuante è Prandelli... Sostituire Cesare che a Firenze ha fatto cose straordinarie non sarebbe stato facile per nessuno... Detto ciò, Sinisa avrebbero potuto e dovuto fare qualcosa in piu’,ma il campionato non è finito e c’è ancora spazio per riprendersi.

Il Palermo è più forte dei viola?

Sì, soprattutto nelle individualità. Lo rende noto anche la classifica. Sono esplosi giocatori come Ilicic e Pastore. Senza dimenticare Miccoli.

Il club di Zamparini è stato il re del mercato?

Ha preso giovani interessanti in prosspettiva e li sta facendo giocare tutti. Questo è un merito. Sabatini, artefice di questo Palermo, ha svolto un lavoro egregio ed è un peccato che se ne sia andato.

Pastore è un giocatore splendido, trova che le somigli in qualcosa?

Penso di sì. L’argentino punta l’uomo, ha dribbling, produce assist e segna qualche gol. È un gran bel calciatore, classe allo stato puro. Come ce ne sono pochi in circolazione.Ame ricorda anche un po’ Francescoli, che infatti aveva talento da vendere.

Come si ferma Pastore?

 Standogli più vicino possible... Se a uno così lasci spazio, sei finito. Non lo devi fare girare, possibilmente raddoppiarlo sempre.

E Montolivo?

A me è sempre piaciuto tanto, non l’ho mai nascosto, però in questo momento anche lui deve dimostrare all’allenatore tutto il proprio valore. È proprio nei frangenti delicati che devi prendere in mano la situazione.

Altri aspetti da migliorare?

Ogni volta che lo incontro glielo ripeto: deve tirare di più in porta perché ha la botta da fuori. Si avvicini all’area e spari.

Si rischia un dualismo D’Agostino- Montolivo?

A me hanno insegnato che i giocatori bravi devono stare assieme in campo. Si parla tanto del Barcellona e della formidabile tecnica dei suoi centrocampisti: infatti la palla ce l’hanno sempre i catalani... Certo, all’allenatore spetta il compito di trovare la giusta alchimia tattica.

In sette giorni la Fiorentina trova il Palemo in trasferta e l’Inter in casa: non c’è da stare allegri...

Direi di no. Due gare molto dure. Il Palermo è una bella realtà e i nerazzurri verranno a Firenze per vincere.

Camporese le piace?

Parecchio, l’ho visto crescere qui a Coverciano, fin dai tempi dell’Under 17 e mi ha sempre colpito per la sua serenità. Non è cambiato e ha dimostrato di avere la giusta maturità per stare a certi livelli. Non pare abbia solo 18 anni...

Che chiede ai suoi viola per chiudere la stagione?

Finire bene, credo che l’obiettivo di squadra sia questo.Edopo, con calma, si dovranno analizzare gli errori fatti. Non dimenticando che qualcosa di buono c’è e da lì dovrà ripartire la Fiorentina.

Il Giornale della Toscana
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Antognoni: ''Qualcuno ha parlato male di me ai DV''

«Puoi anche vincere due scudetti e due coppe dei campioni ma poi che cosa ti rimane? Il tuo nome sugli almanacchi... Meglio essere ricordato come uno che non ha mai tradito Firenze e la Fiorentina. Sono convinto che l’affetto della gente sia più importante delle vittorie che non ho ottenuto» .
Oggi che ha quasi 57 anni Giancarlo Antognoni fa l’accompagnatore delle nazionali giovanili e ha un piccolo ufficio a Coverciano. Alle sue spalle c’è una foto che lo ritrae in bianco e nero nel pieno del suo fulgore calcistico. «Sono stato un calciatore dotato. Molto dotato. Diciamo un Rivera che correva» .

Rivera. Una citazione a caso?
«Era il mio idolo. Io sono nato milanista. A Perugia mio papà gestiva un bar che era anche la sede di un Milan Club. Avevo 9 anni e la prima partita di serie A che ho visto è stata un Bologna Milan. Vinsero i rossoneri per 2-1. Da ragazzino sognavo di giocare nel Milan» .

E invece.
«Invece a 15 anni mi ritrovai con la mia valigetta ad Asti. Mi aveva acquistato il Torino ma con il Toro giocai soltanto un’amichevole un giovedì. Allenatore era quel sardo che portava il colbacco...» .
Gustavo Giagnoni.
«Si, Giagnoni... Poi mi volle la Fiorentina e Liedholm mi fece esordire nel ’ 72. A Firenze ho giocato fino all’ 87» .
Un’eternità.
«Pensi che a Firenze ho avuto come allenatore anche el paròn Rocco. Grande simpatia, ci faceva ridere con le sue battute. Veniva dal Milan, si vedeva che era un uomo esperto» .
Lei è stato allenato pure da Aldo Agroppi, uno che aveva la lingua tagliente.
«Era un tipo particolare, un po’ naif. Non sopportava l’orecchino di Baggio. Figuriamoci oggi con tutti quei tatuaggi in circolazione» .
Con la Fiorentina sfioraste pure uno scudetto.
«Era l’ 81-’ 82 e quel campionato perduto grida ancora vendetta. Arrivammo a un punto dalla Juve: all’ultima giornata a Cagliari ci annullarono un gol regolare di Graziani mentre la Juve vinse a Catanzaro con un rigore, che c’era... Forse non doveva finire con uno spareggio perché c’era il Mondiale che incombeva e in Nazionale eravamo in cinque della Fiorentina e in sette-otto della Juve» .
È mai stato vicino a un altro club?
«Un paio di volte. Nel ’ 78, dopo il Mondiale in Argentina, fui chiamato dal presidente Melloni. Mi disse che mi voleva la Juve. Però non se ne fece niente per paura della reazione dei tifosi» .
Poi?
«Nell’ 80 andai io a Roma dal presidente Viola. Invitò a cena me e mia moglie, mi avrebbe dato piazza di Spagna. Allenatore della Roma era Liedholm: voleva Antognoni e Baresi. Solo Antognoni e Baresi. Alla fine decisi di rimanere».
Anche in questo caso per paura dei tifosi?
«No. Nessuna paura. Mi convinsi che era giusto restare e basta» .
E il suo presidente di allora come la prese?
«Il presidente era Pontello, aveva appena comperato la società da Martellini. Non sapeva niente, glielo dissi dopo» .
I due anni trascorsi a Losanna a fine carriera che cosa hanno rappresentato per lei?
«Mi sono serviti per preparare l’uscita di scena» .
Lei nella Fiorentina ha rivestito anche cariche dirigenziali.
«Dal 1990 al 2001 ho fatto un po’ di tutto. Osservatore, team manager e direttore generale. Il fiore all’occhiello della mia gestione resta comunque Rui Costa. Lo acquistammo per 7 milioni di dollari dal Benfica» .
E come finì il suo rapporto con il club della sua vita?
«Ero molto legato a Fatih Terim e quando apparve chiaro che lui sarebbe andato ad allenare il Milan dissi a Vittorio Cecchi Gori: se va via Terim vado via anch’io. Sa cosa mi rispose Cecchi Gori?» .
Dica.
«Mi rispose: prego...» .
Possibile che uno come lei non sia riuscito a trovare un’altra sistemazione?
«L’unica società con cui ho parlato è stato il Milan. Galliani fu molto gentile ma non se ne fece niente» .
Torniamo ai tempi in cui lei giocava: che calcio era quello di trent’anni fa?
«Un po’ più romantico. Si viveva bene in quegli anni, non c’era la confusione che c’è oggi. La domenica si girava in bici. In definitiva era un calcio più familiare» .
Chi era il boss del mercato ai suoi tempi?
«Il ras era Allodi, un signore. Gli ho visto regalare centomila lire a un bambino che gli aveva chiesto l’autografo. Centomila lire negli anni Ottanta erano soldi» .
Chi è l’Antognoni di oggi?
«Aquilani... Montolivo... Totti quando fa il trequartista» .
Che cosa le è rimasto dei due gravi incidenti di gioco che le sono capitati? Frattura del cranio nello scontro con il portiere genoano Martina e di una gamba dopo un intervento del sampdoriano Pellegrini?
«Ho sempre creduto nella buona fede dei miei avversari. Comunque in entrambi i casi è stata dura. Forse se avessi avuto i parastinchi avrei salvato almeno la gamba» .
Qual è stata la più grande delusione della sua vita calcistica?
«A parte quella partita di Cagliari che ci costò lo scudetto, la finale del Mundial spagnolo che non mi fu possibile giocare per squalifica. Quella volta mi girarono parecchio le scatole. Vidi Italia-Germania dalla tribuna stampa» .
Può spiegarci come mai una bandiera viola come lei non sventola nella Fiorentina di oggi?
«Me la fanno tutti questa domanda ma non so rispondere. Il mio rimpianto è quello di non avere avuto la possibilità di incontrare Della Valle. Gli ho chiesto soltanto un colloquio, mica gli ho chiesto di assumermi. Ho il sospetto che qualcuno gli abbia parlato male di me» .

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=72607
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Antognoni: ''La società ha ridimensionato il progetto''

Unico 10, bandiera indiscussa della Fiorentina, Giancarlo Antognoni, ha rilasciato in esclusiva a Golsicilia.it un'intervista alla vigilia di Palermo-Fiorentina, che si giocherà domani alle 12:30:

Antognoni, domani si gioca Palermo-Fiorentina. Che partita si aspetta?
"Sarà una partita difficile per la Fiorentina. Il Palermo in questo momento va molto bene, sarà un match problematico. Tutte le partite hanno una storia diversa, a sé. Credo che la Fiorentina abbia bisogno di punti, ma anche il Palermo non può rischiare il passo falso per non perdere il treno Champions. Sarà comunque una bella partita".

Chi teme di più dei rosanero?
"Anzitutto Pastore, ma penso che l’intero reparto offensivo sia temibile. Il terzetto composto da Miccoli, sempre che giochi, e Ilicic fa paura".

La Fiorentina non sta disputando un campionato eccezionale. Perché secondo lei?
"La Fiorentina ha fatto due anni al ribasso dopo 4-5 ottime stagioni con Prandelli. Il cambio di allenatore ha influito anche se non darei colpe al tecnico, forse c'è stato un ridimensionamento da parte della dirigenza viola, che ha voluto prima guardare a quello che succedeva a livello di investimento da parte della proprietà. Ma non dimentichiamoci gli infortuni, che hanno avuto il loro peso".

Il fiore all'occhiello del mercato viola è Valon Behrami. Che apporto potrà dare alla squadra?
"Behrami è andato all'estero, non l'abbiamo seguito molto ma se ritorna quello della Lazio sicuramente è un buon acquisto, entra in un contesto non del tutto positivo ma è sicuramente un valido giocatore".

Il 4 marzo ci sarà l'Antognoni's day. Di che si tratta?
"Sarà una giornata dedicata a me, ci sarà questo evento, presenterò il mio libro, "10 modi per dire ti amo", l'unico che ho fatto io personalmente, gli altri li hanno fatti dei giornalisti. 10 capitoli in cui racconterò la mia vita, sin dalla gioventù. In questo libro si racconta la mia storia, da quando ho iniziato fino al Golden Foot ricevuto nel Principato di Monaco ad ottobre, si ripercorre la mia storia. L'evento è fatto per presentare questo libro, ci saranno personaggi sportivi e televisivi".

Azzardi un pronostico per la partita di domani...
"Pronostico? Metterei una X, so che al Palermo non andrebbe bene ma alla Fiorentina farebbe bene. L’importante è salvarsi e poi fare un buon finale campionato, l’obiettivo è quello perché hai poi le possibilità di programmare al meglio il futuro".

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=72676
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Antognoni: ''Miha, scelte giuste. Che gol Camporese!''

'La prestazione della Fiorentina a Palermo mi è piaciuta moltissimo, Mihajlovic al momento giusto ha fatto cambi azzeccati. Ho visto Mutu in difficoltà dal punto di vista fisico, e quindi l'inserimento di Ljajic ha dato freschezza e vitalità, facendo saltare gli schemi di una partita che era in equilibrio'. Ospite negli studi di Canale 10, l'ex stella gigliata Giancarlo Antognoni commenta così il ritorno del successo della squadra viola, in trasferta, dopo quasi un anno di assenza. 'Ci sono state dei rientri importanti, fra cui quello del rumeno, che hanno determinato un cambio di passo importante - ha aggiunto il 56enne di Marsciano -. Una Fiorentina così spregiudicata dimostra che Mihajlovic ha azzeccato le mosse giuste, soprattutto perché affrontava i rosanero, fortissimi in casa, una squadra che cerca sempre di fare un gol in più degli avversari. Il Palermo giustamente cerca sempre la vittoria, quindi alcune accuse di Zamparini a Delio Rossi mi sembrano esagerate. Con quei tre davanti i padroni di casa ieri dovevano essere votati a ricercare la vittoria. Delio Rossi come tecnico mi piace, fa giocare bene le squadre, sfrutta i giocatori che ha traendone i migliori benefici'.

'La cosa che più interessa ai tifosi è il progetto della Fiorentina che sarà: se la società vuole divertirli, Delio Rossi va bene. Credo che l'attuale mister del Palermo sarebbe anche propenso al valorizzare i giovani. Vedo dura arrivare in Europa League per la Fiorentina, anche con un grande finale di stagione. Santana? E' uno dei più positivi in questa stagione, a mio avviso meriterebbe ampiamente il rinnovo di contratto con il club viola. La forza di Camporese è la sua tranquillità, che distribuisce ai compagni, anche ai più esperti. Al Palermo ha fatto un gol da veterano'.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=72802
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Martedì la presentazione dell'Antognoni's Day

Martedì 22 febbraio alle ore 11 al Nelson Mandela Forum di Firenze si terrà la presentazione dell’Antognoni’s Day in programma il 4 marzo 2011 Saranno presenti il Sindaco di Firenze Matteo Renzi, il vice Sindaco Dario Nardella, l’editore Mauro Pagliai, l’organizzatore dell’evento Michele Fratini, il direttore del Mandela Forum Giuseppe Malgeri, Marco Calamai, il presidente del Comitato regionale toscano della FIGC Fabio Bresci, l’autore del libro su Giancarlo Antognoni Luca Calamai, e gli amici del Museo della Fiorentina, dell’Associazione ex Viola e dell’Unione Stampa Sportiva Toscana. Nel corso della conferenza stampa si ripercorrerà la storia della Fiorentina. Insieme ad Antognoni ci saranno Giuliano Sarti, portiere del primo scudetto; Kurt Hamrin il goleador della Fiorentina; Luciano Chiarugi, trascinatore della Fiorentina del secondo titolo e Adrian Mutu, la stella di oggi. Durante l’incontro verranno illustrate le iniziative inerenti all’evento che si svolgerà venerdì 4 marzo al Mandela Forum.

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