Molto più di un pari, segnali confortanti dai violaC’è il grande gol di Amauri, il campione ritrovato dal Parma, con una rovesciata d’altri tempi e una traversa colpita con Boruc superato che poteva dare i tre punti alla sua squadra. Ci sono le accelerazioni di Giovinco, il suo assist, il mal di testa per Pasqual e Comotto che provano disperatamente a fermarlo. C’è il grande errore di Crespo, incredibile per un killer come lui. C’è il giovane Camporese che difende come un veterano e che va a procurarsi il calcio di rigore (netto) che pareggia i conti in campo. C’è l’entusiasmo di Behrami che magari va a corrente alternata ma che ha tanto cuore da supplire, c’è il solito Santana che dove lo metti fa la propria parte. Camaleonte calcistico che tradotto vuol dire autentico professionista. Ci sono anche diverse occasioni da gol, in maggioranza del Parma ma pure il palo colpito nel primo tempo al 6’ da Behrami che poteva dare un volto diverso alla gara, e c’è il sospetto di un fallo al 37’ di Paci su Cerci che resta a disposizione delle moviole. Ci sono tante cose miscelate, anche una pioggia di errori da ambo le parti, figli della paura del Parma (si parla di Walter Zenga al posto di Marino nel caso dovesse precipitare la situazione) e delle tensioni ancora avvertibili nella Fiorentina.
SQUARCI - Due squadre che cercano la tranquillità dopo mesi e mesi da crisi di nervi. Forse per la squadra di Mihajlovic inizia ad apparire davvero un piccolo squarcio di azzurro. Forse perché la Fiorentina troppe volte ha illuso salvo poi perdersi di nuovo. C’è bisogno di una, due, tre riprove, fermo restando che rosicchiando punti lentamente si sta portando fuori. Non sarà mai una stagione scintillante e questo i viola lo sanno da tempo, ma almeno si spera in un lampo che regali qualche certezza per il futuro. Fra le mille cose di questa partita c’è stato anche lui, Adrian Mutu, quello che a Parma e a Firenze ha regalato gol, imprese, soddisfazioni, tanto che pure ieri, tornato in campo dopo essere finito nella prigione viola, è stato acclamato dai propri tifosi come il Fenomeno. E Adrian è tornato, senza champagne, senza annunci roboanti, senza chiedersi troppo. Sa che deve riconquistarsi la fiducia, sa che è davanti a questo suo calcio di rigore, quello che lo può riavvicinare alla Fiorentina o allontanarlo definitivamente. Lui vorrebbe ancora conquistarsi una chance e per questo si è ripresentato nella sua versione migliore: per la squadra, solo per la squadra. Un’apparizione, pochi minuti, ma abbastanza per accendere qualche speranza in più.
AMAURI - Il Parma intanto festeggia l’ingaggio di Amauri, chi temeva che il brasiliano soffrisse di una sorta di ridimensionamento si sbagliava. Il neo giocatore di Marino ha dimostrato di avere dentro una gran voglia di prendersi una rivincita sulla Juve. Ecco, questa sua rabbia e quella di un altro bianconero, Giovinco, possono dare al Parma il trampolino di rilancio. Non sarà facile ma i segnali di ieri non devono essere sottovalutati, questa coppia può fare tanto, potrebbe davvero diventare la cura per il Parma malato di questi tempi.
IL GIOIELLO - Gara con una novità targata Fiorentina, Mihajlovic rinuncia a Montolivo e a Donadel in partenza, entrambi un po’ stanchi. Si affida ad un centrocampo a tre inedito, con D’Agostino regista arretrato, con Behrami e Santana ai suoi lati. Sulle fasce Cerci e Marchionni, davanti Gilardino. Il Parma risponde con un tridente autentico con Palladino e Giovinco che schiacciano indietro Comotto e Pasqual, e Amauri vertice alto. Parte forte la Fiorentina, colpisce subito il palo con Behrami, attacca alta, pressa. Ma al primo contropiede passa il Parma, gran cross di Giovinco e Amauri vola in cielo e in rovesciata segna un gol da applausi. Il brasiliano ci prova ancora, sempre in rovesciata al 31’, ma questa volta blocca Boruc. Gran slalom di Cerci al 35', assist potenziale per Behrami che però sbaglia.
E LA RISPOSTA - Al 3’ della ripresa il fallo di Gobbi che cintura Camporese, rigore, freddo segna D’Agostino. Al 28’ altro gran lancio di Giovinco sciupato da Crespo, ritorno dei viola prima con Behrami e con Mutu con un tiro non trattenuto da Mirante. Nel finale un diagonale di poco fuori di Giovinco e la traversa di Amauri, per gli ultimi fuochi, per gli ultimi brividi.
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