Gilardino può far male a Parma (ginocchio permettendo)Gilardino contro il Parma: storia già vissuta, scene già viste, insomma niente di nuovo sarà domenica pomeriggio quando l'Alberto da Biella scenderà sul terreno di gioco del Tardini prendendosi gli applausi dei tifosi di casa che non dimenticano le tante reti segnate (51 compresa quella dello spareggio-salvezza con il Bologna per il solo campionato) nelle tre stagioni in maglia crociata. Storia già vissuta e scene già viste negli anni del Milan e in tre occasioni dal 2008 ad oggi con la Fiorentina, eppure stavolta è stata ed è un'attesa leggermente diversa: un po' perché Gilardino va a caccia del gol numero 200 da professionista ( è a 198) e molto perché un dolore al ginocchio sembrava poter comprometterne anche la presenza domenica dopo aver saltato la sfida di Coppa Italia dello scorso 14 dicembre a causa di guai muscolari.
SOTTO CONTROLLO - Un dolore fortunatamente esterno al compartimento, dove per compartimento nella terminologia medico-scientifica s'intende in questo caso la parte riguardante menisco e legamenti: è ciò di cui soffre il centravanti e punto di riferimento offensivo della Fiorentina, più che sufficiente a far innalzare il livello di guardia considerando l'importanza dell'apporto di Gilardino nel contesto squadra. Nessun allarme particolare e specifico proprio in assenza di patologie che riguardino i settori più a rischiodel ginocchio.
SOVRACCARICO - In pratica si tratta di un dolore rotuleo da sovraccarico con cui Gilardino convive da un po' e per neutralizzarlo è stato a volte predisposto un piano di lavoro differenziato. Rischio, si diceva. Al momento non c'è spazio per questa parola che suscita paure, però la situazione sarà monitorata con attenzione giorno dopo giorno: né legamenti e né menisco sono interessati, va ribadito, ma specie per quello che riguarda il secondo dipende dalle sollecitazioni e, maggiori esse sono, più alte diventano le probabilità che ci possa essere una ripercussione appunto sul menisco. E Mihajlovic, nonostante il fresco reintegro di Mutu,non si può permettere di rinunciare a Gilardino in un periodo tanto delicato del campionato.
CAUTELA E CURE - La speranza è questa, mentre la certezza è che non esiste bisogno di intervento chirurgico, certezza mai in discussione e adesso rafforzata dal quadro clinico in netto progresso rispetto ai giorni passati. Lo staff viola guidato dal dottor Manetti è vigile e sta affrontando serenamente una questione che non presenta particolari elementi di criticità. Del suo ce lo aggiunge poi Gilardino che combatte il dolore e continua a mettersi a disposizione del tecnico serbo, ben sapendo di dover seguire una tabellaspecifica in modo da evitare troppo stress al ginocchio almeno durante gli allenamenti quotidiani. Non in agenda in tempi brevi un consulto da uno specialista, che diventerà esigenza non più rinviabile se il dolore dovesse perdurare.
GILA LOTTA - Di certo non è un'annata semplice per il bomber piemontese che già a fine novembre si è dovuto fermare per tre settimane per la lesione distrattiva di secondo grado rimediata a Torino contro la Juventus, saltando poi nell'ordine Cagliari, Udinese e, come ricordato, Parma in Coppa Italia. Il problema attuale è diverso e nessuno intende sottovalutarlo, ragion per cui i responsabili dell'équipemedica, di concerto con Mihajlovic, ogni volta valutano la disponibilità di Gilardino: finora mai il centravanti è stato inserito nel report medico per il dolore rotuleo. Buon segno. La partita di Parma, tuttavia, sarà la terza in otto giorni dopo Lazio sabato scorso e Genoa mercoledì sera, con tutto quello che comportano gli impegni così ravvicinati, quindi è necessario aspettare oggi pomeriggio per il via libera definitivo alla trasferta in Emilia. Salvo sgradite sorprese, come andrà a finire è facile da immaginare: Mutu c'è di nuovo ma non... c'è ancora, insomma Gila- gol stringerà i denti per esserci a Parma.
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