Parma in crisi, Viola attentiRitiro, Pasquale Marino in bilico, tifosi infuriati. A Parma il clima non è dei migliori dopo l’ultima sconfitta casalinga contro il Lecce. La fotocopia dell’ambiente fiorentino, fino a qualche giorno fa. Nessuno è contento dei risultati della formazione emiliana, a cominciare dal presidente Ghirardi che ha invitato al Tardini, per la gara da ultima spiaggia contro i viola, anche l’attuale ct della nazionale Cesare Prandelli che però difficilmente sarà presente. Marino che rischia, anche se al momento, continua ad avere la fiducia del primo tifoso parmense: «Ci attendono quindici finali — ha sottolineato ieri il capitano Morrone — e quindici punti per essere salvi. Ai tifosi voglio soltanto dire che questo gruppo sta dando il 150% e che nessuno si sta tirando indietro. Io sono il capitano e metto la mano sul fuoco sulla compattezza del nostro spogliatoio. Dal punto di vista del gioco dovremmo soltanto cercare di essere più concreti in attacco, cominciando proprio dalla partita contro la Fiorentina».
Occorre una scossa, per questo contro Gilardino e compagni la gara sarà da dentro o fuori, un po’ per tutti. Anche ieri allenamento al centro sportivo di Collecchio, a porte chiuse, con Marino che ha provato la formazione anti-viola. Lavoro personalizzato e differenziato sia per Crespo che per Nwankwo. Sarà squalificato invece Candreva.
Ecco che, per sfidare i gigliati, il tecnico gialloblù si affiderà ancora una volta al 4-3-3, con l’ex viola Gobbi schierato in difesa sulla corsia di sinistra. A centrocampo a Dzemaili sarà affidato il compito di contrastare una linea mediana viola che con il Genoa ha dato segnali di ripresa. In attacco, invece, tanta attesa per la seconda apparizione del neo acquisto Amauri, davvero in ombra come tutta la squadra nella sfida di mercoledì scorso. Accanto a lui spazio a Giovinco (giocatore che ha spesso e volentieri infastidito la difesa viola nel recente passato) e Valiani.
Un Parma a trazione anteriore, come sempre, che proverà da subito ad impostare una gara d’attacco. D’altronde, i soli quattro punti di vantaggio sulla zona retrocessione, hanno reso le cose ancor più difficili anche dal punto di vista delle tensioni all’interno della tifoseria. A nessuno, al di là del risultato, è andata giù la prestazione contro la formazione di De Canio. Questa volta, oltre al tecnico, sotto esame sono andati i giocatori. Non accadeva da tempo, in una città denominata da sempre “isola felice”, almeno dal punto di vista calcistico. Nella gara di andata furono i viola ad imporsi per 2 a 0. Era la quinta giornata di campionato e la squadra allenata da Marino aveva cinque punti in classifica.
Oggi, dopo le stesse gare, ne ha conquistati soltanto tre. Una vittoria e quattro sconfitte, numero che pesano e che raccontano bene una situazione davvero pericolosa che soltanto un risultato positivo contro la squadra di Mihajlovic potrebbe cancellare. Almeno per un po’ di tempo.
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