I tifosi non ci stanno più: forte contestazione nella notteLe forche caudine. Uno dopo l’altro, da Montolivo a Ljajic, tutti i giocatori viola sono lentamente scesi dal pullman aziendale e a occhi bassi sono passati attraverso il tunnel di insulti lanciati dai tifosi viola che per diverse ore avevano atteso che tornassero da Roma con sulle spalle lo 0-2 con la Lazio. In fila indiana i giocatori sono entrati, attraverso l’entrata secondaria dell’hotel scelto dalla società viola come sede del ritiro anticipato. Era già mezzanotte e quarantacinque della notte fra sabato e domenica.
MEZZORA DI PAURA - Torniamo indietro di pochissimo. Dieci minuti dopo la mezzanotte di sabato, davanti all’hotel vicino a Porta a Prato, a pochi passi dal centro cittadino, arriva il pullman della Fiorentina preceduto da due poliziotti e avendone altri due in scia. Ad aspettare la comitiva viola circa un centinaio di tifosi di tutte le età che pazientemente hanno visto l’incedere lento dei minuti masticando stanchezza e fiele. Il pullman cerca di raggiungere l’uscita retrostante ma viene immediatamente circondato. Le porte restano chiuse e partono colpi a mano aperta dei tifosi e una pioggia di slogan contro tutto e contro tutti. A Montolivo viene gridato: « Levati la fascia di capitano, non la meriti...». A Cerci si suggerisce di tornare a Roma, a Mihajlovic di dare le dimissioni o di prendere a calci i propri giocatori. Nessuno viene risparmiato. In un clima surreale il pullman resta fermo, avvolto negli slogan e nella pioggia. Prova a uscire il team manager della Fiorentina, Roberto Ripa. Ricacciato dentro da un’onda di insulti. A quel punto tutti restano dentro, bianchi, spettrali. Finchè poi esce Sinisa Mihajlovic. E’ lui l’unico che parla con la gente: «Avete ragione, ma state sicuri che reagiremo, dateci forza. Mercoledì c’è la riprova...». I tifosi non mollano di un passo: « Tu la faccia ce l’hai già messa altre volte, noi vogliamo i giocatori » .
LA SFILATA - Sinisa cerca di calmare le acque e dopo mezzora di fuoo e paura ottiene la garanzia che i suoi ragazzi potranno scendere e andare verso l’albergo senza rischiare di essere colpiti. Nessuna violanza, viene assicurato. E la promessa verrà mantenuta anche se qualcuno rischia una pedata nel sedere o uno scapaccione. Fischi, urla sì, per tutti i giocatori è una sfilata da brivido, altro che Pitti, è una passeggiata all’inferno. Raggelati specialmente i più giovani, i più impauriti. Nessuno viene risparmiato, ma è verso la società viola e pure verso i Della Valle che si crea un tappeto di insulti. Nessun giocatore prova a rispondere, a replicare. Testa giù e passo rapido verso la propria camera. Mihajlovic tira un sospiro di sollievo, è riuscito a evitare che la cosa degenerasse. Nessuna violenza ma la consapevolezza che fra squadra e città oramai la frattura non è più sanabile. Il formidabile ciclo di questi ultimi cinque anni è finito, non si può salvare neppure con la respirazione bocca a bocca.
INDEGNI - Ma la contestazione alla Fiorentina si articola anche verso lo stadio Franchi, come di consueto. Durante la notte ai cancelli viene appeso lo striscione sul quale c’è scritto: «Allenatore da Corrida, giocatori senza palle, società fantasma, campagna acquisti fallimentare. Basta, Firenze merita rispetto ». Firmato Marasma, un club della Fiesole. E c’è anche un altro striscione più piccolo con un semplice: Indegni. Capannelli intorno al Franchi, decine di sondaggi su radio, tv, siti. In discussione Mihajlovic e la mancanza di gioco, Corvino e il suo non-mercato, i Della Valle e la loro visione decentrata dalla Fiorentina. Con una richiesta che viene da tutte le parti: mercoledì tutti allo stadio, i Della Valle per primi, la loro assenza averrebbe considerata un’insulto alla città. Ieri il presidente ad interim Cognigni si è presentato in ritiro dalla squadra. Ma ora nel centro del mirino ci sono proprio i giocatori, accusati di non avere orgoglio, di avere la testa al proprio futuro (Montolivo e Vargas per primi), di avere una costanza inaccettabile di notti bianche. Vero e falso si mischiano, reale e immaginario vanno a braccetto e il cocktail finale è devastante.
PUGNO DURO - Per adesso la società viola ha fatto sapere che Mihajlovic non è in discussione e che nei confronti della squadra ci sarà pugno di ferro. Il tecnico ha detto che lui va avanti per la sua strada e che non si dimetterebbe neppure sotto la minaccia di un cannone, ma è indiscutibile che la gara di mercoledì con il Genoa e quella successiva di domenica con il Parma hanno valenze straordinarie. Mihajlovic è il tecnico sul quale ha scommesso senza esitazioni Corvino, è l’uomo che ha avuto l’investitura da parte di Diego e Andrea Della Valle dopo la rottura con Prandelli, ma due fallimenti nelle prossime gare metterebbero tutti a spalle girate davanti a un plotone d’esecuzione. Intanto i tifosi dopo la contestazione hanno fatto sapere: mercoledì tutti al Franchi a sostenere la squadra, fino al novantasimo. Ma se la squadra non ci mette il cuore, allora sarà contestazione ad oltranza.
http://www.violanews.com/news.asp?idnew=71897