Author Topic: Diritti tv: litigi in Lega sui bacini d'utenza  (Read 636 times)

Offline Chiesa

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Siamo alle solite. Ogni volta che i padroni del calcio sentono l’odore dei soldi, tirano fuori le unghie per difendere la loro fetta di torta. Lo faranno anche stamattina nell’assemblea straordinaria di Lega, chiamata a discutere, oltre che del fallimento di Dahlia (i 150 dipendenti di Made-Filmmaster hanno chiesto un intervento del premier Berlusconi), della ripartizione della quota dei diritti tv relativa ai bacini d’utenza. Sono in ballo 200 milioni di euro, cioè il 25% del monte complessivo pari a 810 milioni.

Bacini d’utenza? Qui sta il problema. Chi li definisce? E come? La Legge Melandri, che ha imposto il ritorno alla vendita collettiva a partire da questa stagione stabilendo i criteri di suddivisione dei proventi — 40% in parti uguali, 30% secondo i risultati sportivi e 30% in base, appunto, ai bacini d’utenza— ha lasciato mano libera alla Lega sull’individuazione di quest’ultima voce. Interpretazioni Ora, di questo 30% è stato un gioco da ragazzi determinare come spartirsi il 5% legato alla popolazione della città che ospita la squadra: i dati Istat sono inconfutabili. Resta il famigerato 25%. La legge dice che va determinato «sulla base del numero di sostenitori di ciascuno dei partecipanti alla competizione, così come individuati da una o più società di indagini demoscopiche incaricate dall’organizzatore del campionato di calcio di Serie A secondo i criteri dallo stesso fissati» . È la Lega che deve decidere, quindi, ma la Lega non può decidere perché finora i club non si sono messi d’accordo su come debbano essere fatte le rilevazioni.

In questi mesi, praticamente tutte le società hanno commissionato indagini a proprio uso e consumo: c’è chi punta sui classici sondaggi, c’è chi invoca l’Auditel, c’è chi vuole catalogare gli abbonati di Sky. Insomma, un gran casino. Non se ne viene a capo, e le invidie non fanno che complicare le cose: io che sono la società x e vanto risultati migliori, perché devo prendere di meno della società y? E pensare che quest’anno tutte, a parte le neopromosse, guadagneranno di più rispetto a quando contrattavano i diritti individualmente. Ma tutte vogliono ancora di più. Scenario Oggi i tecnici della Lega proveranno a dare in pasto all’assemblea una bozza di tabella, fedele alle forchette che abbiamo rappresentato nel grafico a parte. Un ultimo tentativo di riconciliazione. Nell’impossibilità di trovare una linea comune sui bacini d’utenza, si tenterà di arrivare a un accordo politico che vada oltre le indagini demoscopiche e che fissi, togliendo di qua e dando di là, gli introiti complessivi di ciascun club. Ma non c’è spazio per l’ottimismo nelle consultazioni della vigilia: basta che un presidente si metta di traverso e salta tutto. Adesso, però, bisogna fare i conti con un problema pratico: le rate dei proventi tv. Finora la Lega ha distribuito i soldi seguendo i criteri già stabiliti, ma a fine gennaio dovrà cominciare a intaccare quel 30% (il 25% del bacino d’utenza e il 5% legato alla classifica finale) che è indeterminato. Se non ci si mette d’accordo in fretta, si corre il rischio di elargire a qualche società un importo maggiore di quanto gliene spetti di diritto.

http://www.violanews.com/news.asp?idnew=71259
- AMORE MIO - LA LUCE DEL MATTINO

 

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