Se parliamo di mercato questo non è un momento facile per la Fiorentina. Corvino deve aggiustare situazioni pregresse, deve provare a rinforzare la squadra nell´immediato ma, soprattutto, deve lavorare pensando anche al futuro, a dare al progetto un nuovo senso compiuto. Questo ciclo è finito e da qui a giugno mezza squadra potrebbe sparire. Ipotesi per ora, mezze ammissioni, ma una società che programma deve stare attenta anche ai piccoli segnali altrimenti si ritrova impreparata.
Come detto la situazione della Fiorentina non è facile. Ci sono cinque giocatori in scadenza di contratto e ad agosto Corvino non era intenzionato a rinnovarne nemmeno uno. Ora le condizioni sembrano cambiate e può darsi che per Donadel e Santana ci sia un´altra occasione in maglia viola. Se ne sta parlando. In ogni caso da febbraio tutti quelli in scadenza sono liberi di cercarsi un´altra squadra. Sono destinati a partire subito, invece Avramov e Zanetti, mentre su Comotto ancora non ci sono certezze. Di sicuro a gennaio non se ne va, potrebbe partire a giugno. Vedremo.
Ma non è finita qui. La Fiorentina ha deciso che questo è l´anno giusto per riequilibrare il monte ingaggi e abbassarlo di qualche milione, per questo sarà ceduto Mutu e sempre per lo stesso motivo Corvino proverà nuovamente a liberarsi di Frey. In due fanno dieci milioni lordi all´anno. Nella lista dei partenti anche Felipe e Bolatti (entro fine mese se arriva un´offerta decente) e magari a giugno se ne va anche Marchionni, che pare aver esaurito gli stimoli. Infine ci sono tre casi spinosi. Il primo riguarda Montolivo, che non ha ancora rinnovato il contratto. C´è chi dice che andrà a Milano (destinazione gradita anche alla sua fidanzata) e che ha già un accordo con l´Inter. Possibile, ma per sapere la verità dobbiamo aspettare aprile. La sensazione, comunque, è che andrà via, anche se Della Valle ha minacciato di trattenerlo fino alla scadenza del contratto (2012). Una forzatura. Difficile trattenere controvoglia un giocatore. Non solo, farlo andare via a scadenza significa sottrarre alle casse della società i soldi del suo cartellino e in regime di autofinanziamento sarebbe una scelta suicida. Anche Gilardino sembra allontanarsi da Firenze. Qualche giorno fa con molta onestà ha ammesso: «Rimango fino a giugno e poi vediamo. Non è un problema di soldi ma una questione di stimoli». Stimoli e non soldi, a voler essere pignoli è pure peggio. Per ultimo Vargas, tormentato dagli infortuni e dalla voglia di andare via.
Dunque, la Fiorentina è in bilico. Difficile dire oggi che cosa succederà a giugno, ma la possibilità che ci sia un vero e proprio rinnovamento (con abbassamento considerevole del monte ingaggi) è piuttosto concreta. Ma se in alcuni casi si possono immaginare operazioni di aggiustamento (Marchionni, Bolatti, Felipe, Donadel), in altri (Montolivo, Gilardino, Vargas, Mutu) sono necessari interventi di qualità. Operazioni che non si possono improvvisare ma vanno pianificate. Un mercato difficile, forse il più difficile della gestione Corvino. E farsi trovare impreparati sarebbe un errore imperdonabile.
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