Quando vede bianconero il Papa fa miracoli. E gol. Ha ricominciato dalla serie B da Grosseto, Papa Waigo. Dalla panchina, sabato scorso ad Ascoli. A 15 minuti dalla fine l’allenatore Michele Serena, anche lui debuttante ed ex viola, gli fa cenno di entrare. Cinque minuti per lanciarsi su una palla in profondità. Papa corre. Più forte di tutti in mezzo alle maglie bianconere. Arriva davanti al portiere. Gol.
Come quell’ 8 marzo del 2008 all’Olimpico di Torino. Il giorno della sua ultima gioia in Italia, contro la Juventus. «Il momento più bello da quando faccio il calciatore. È una cosa che mi è rimasta dentro e mi rimarrà sempre, per tutta la vita» , racconta questo ragazzo di 26 anni, a cui 90 minuti bastarono per diventare l’idolo della curva Fiesole.
Ad Ascoli è mancato solo balletto che fece impazzire Firenze.«Quando ho visto la palla in rete non sono riuscito a far nulla. Paralizzato. Avevo così tanti pensieri... Per la gente che mi è stata vicina e mi vuole bene. E per questa società che mi ha dato la possibilità di ricominciare vivere. Lo dedico a loro» .
Non è che si è dimenticato i passi?«No, no. Spero di fare ancora dei gol e di far divertire il pubblico, anche con le esultanze. Il calcio è gioia. È un gioco, e nei giochi bisogna giocare. E l’anno scorso in Inghilterra (al Southampton, ndr) quando ho potuto farlo ho segnato 12 gol e vinto una coppa. Da esterno o da punta. L’importante è correre, in campo» .
Per questo è andato al Grosseto. Eppure dicevano che non accettava la serie B.«Non è vero. Io sono partito dalla B, per arrivare in serie A. E l’ho presa come una sfida, per me è un riscatto personale. Il 31 dicembre è venuto il direttore (Imborgia ds del Grosseto, ndr) e mi ha detto che c’era un squadra ambiziosa che aveva bisogno di me. E io ho tanta voglia di dimostrare che sono ancora vivo» .
Ma ha cominciato dalla panchina... non è un paradosso?«Io non ho mai litigato con un allenatore per le sue scelte. Sono appena arrivato ed è giusto guadagnarsi la pagnotta piano, piano. Il nuovo mister era qui da due giorni e neppure mi conosceva. Io spero di fargli vedere chi sono sul campo» .
Però l’aveva chiesta Moriero, l’ala per perfetta nel suo 4-2-3-1. Serena ha già detto di voler puntare sul 4-4-2. Non teme di essere penalizzato? Dove si vede esterno o punta?«Dopo l’esperienza che avuto anche se mi fai fare il difensore centrale io non ho problemi. Faccio anche il portiere se vuoi».
È uscito scottato dagli ultimi mesi fiorentini, è finita per sempre con i viola?«Ho ancora un contratto fino al 2012. Nel caso dovessi tornare si tratterà di capire che progetto c’è, quale atteggiamento nei miei confronti. Vorrei solo la possibilità di esprimermi. Lo stipendio lo riceviamo comunque, ma vorrei essere pagato per giocare, non per stare in tribuna... Io sarei pronto a dare tutto ad una squadra che mi ha regalato tanto e ad una tifoseria che mi ha trattato come un fratello. Quest’anno penso mi sarei potuto trovare bene negli schemi di Mihajlovic ma ho giocato pochissimo, quasi solo in Coppa Italia. E in quei 20 minuti che sono entrato contro il Bari nei primi 5 la curva ha cantato solo per me. Ho giocato con le lacrime agli occhi. Una cosa che mi porterò dentro per sempre» .
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