Author Topic: Settimana 13-19 Novembre (vari gli news)  (Read 615 times)

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Re: Settimana 13-19 Novembre (vari gli news)
« Reply #96 on: 11/14/17, 14:41 »
Piccini: “Non essere considerato dalla Fiorentina mi ha ferito. L’esordio in viola più bello che la CL”

Parla Piccini, terzino dello Sporting Lisbona cresciuto nella Fiorentina

Cristiano Piccini in una lunga intervista rilasciata alla rivista Calcio2000, ha ricordato il suo esordio, in Serie A, con la Fiorentina…

Mi ricordo perfettamente ogni singolo istante. Era il 5 dicembre del 2010. Avevo 18 anni ed è stata l’emozione più grande della mia carriera, forse superiore anche alla musichetta della Champions League. Poi è arrivata in maniera inattesa. In quell’estate Corvino mi chiese se volevo giocare terzino invece che esterno alto e io risposi che, pur di giocare, sarei andato anche in porta. Così riuscì, in poche settimane, ad allenarmi spesso con la prima squadra. Fino a quel 5 dicembre. Non pensavo di andare in panchina, pensavo più alla tribuna. Invece Mihajlovic mi scelse tra i 19 e andai in panchina. Mentre mi stavo scaldando insieme agli altri panchinari, ricordo che chiamarono il nome ‘Cristiano’. Stavo per esplodere ma intendevano Cristiano Zanetti… Poi, però, è arrivato il mio momento. Sono impazzito. Io tifoso della Fiorentina, come mio padre e mio nonno. Incredibile. In quei minuti in campo ho indossato la maglia numero 40 che ho ancora incorniciata in casa.

Ti è dispiaciuto non avere il tuo spazio alla Fiorentina?
“Io sono molto legato alla Fiorentina e a Firenze. Il fatto di non essere mai stato in prima squadra in maniera stabile mi ha toccato un po’ nell’orgoglio. Comunque la Fiorentina vale tantissimo per me”.

Quindi, dovesse mai arrivare una chiamata da Firenze…
“Beh, è la Fiorentina… (ride, ndr)”.

Redazione VN
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Re: Settimana 13-19 Novembre (vari gli news)
« Reply #97 on: 11/14/17, 14:41 »
Dalla Nazionale alla Fiorentina: i veri “giovani” dove sono?

La Fiorentina è una delle squadre più giovani della Serie A eppure di Under 21 gioca il solo Chiesa, che sarà uno dei perni della nuova nazionale

Largo ai giovani. Un motto con cui tanti si riempiono la bocca nel calcio (e non solo). All’indomani del disastro dell’Italia, che segna forse la pagina più nera di sempre della storia azzurra, il tormentone è già ripartito: il nuovo corso dovrà puntare sulla linea verde. Il problema – atavico – è cosa si intenda per “giovani”: i giocatori considerati di prospettiva in Italia hanno 23, 24 persino 25 anni. Tutta gente che nel prossimo Mondiale (in Qatar nel 2022) di giovane avrà ben poco: Romagnoli avrà 27 anni, Rugani, Gagliardini, Caldara, Bernardeschi 28, Belotti 29, Verratti 30.

Il nostro Federico Chiesa ne avrà 25 e probabilmente, in un’altro Paese, il posto in Nazionale lo avrebbe avuto già. Era stato lo stesso Ventura a presentarsi come grande fautore di un nuovo ciclo: ma dopo tanti esperimenti, spesso falliti, all’appuntamento decisivo con la Svezia si è affidato all’usato (teoricamente) sicuro. Con i risultati che tutti hanno visto. Il parallelo, se vogliamo, può starci anche con la (cosiddetta) giovane Fiorentina dove Chiesa, di fatto, è l’unico Under 21 che gioca titolare. Con Simeone (22), Benassi (23), Veretout (24), Sportiello e Biraghi (25). Ma anche gli Astori, i Thereau e i Laurini. Tanto basta per avere un’età media tra le più basse della Serie A. Inutile allora stupirsi se il movimento calcio in Italia non riesce a rilanciarsi.


Simone Bargellini
@SimBarg
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Re: Settimana 13-19 Novembre (vari gli news)
« Reply #98 on: 11/14/17, 14:42 »
STORIE VIOLA – La nevicata di Gubbio e un mito da sfatare

Perché negli anni si è dato importanza ad una trasferta “come tante altre” e perché rifarsi sempre a Gubbio come capro espiatorio?

Nei suoi novantuno anni di storia la Fiorentina ha alternato periodi di grande esaltazione ad altri di assoluto anonimato e depressione sportiva, ma nella mente dei tifosi viola esiste un punto di rottura, di svolta, un “io c’ero” che nell’immaginario comune riporta allo stato primordiale, a quel calcio pane e salame che in tanti rimpiangono e nel quale tutt’ora si identificano. Esistono trasferte mitiche, campi nel quale la Fiorentina ha trionfato in giro per l’Italia e per il mondo. Come dimenticare la gloriosa squadra che uscì sconfitta al Bernabeu dal Real di Kopa, Gento e Di Stefano nella finale di Coppa dei Campioni ’57, i Leoni di Highbury che vinsero nel ’61 la Coppa delle Coppe, oppure Batistuta che silenzia il Camp Nou ed espugna Wembley; il freddo di Kiev e le lontane Baku o Dnipropetrovsk.

Esiste però un piccolo campo nella periferia calcistica italiana in provincia di Perugia, che possiede qualcosa di mitologico, nostalgico, senza apparenti meriti sportivi. La Fiorentina quel 16 marzo del 2003 si chiamava ancora Florentia Viola, giocava in C2 dopo il fallimento dell’estate precedente e si apprestava a disputare la volata finale per riavvicinarsi al calcio che conta. Lo stadio era il San Biagio – Piero Barbetti di Gubbio, e il clima era più vicino (forse inferiore) agli 0° che all’imminente primavera. Nevicava a Gubbio, ma anche grazie all’ausilio di alcuni dei temerari tifosi viola presenti armati di pale, si giocò una partita nel gelo tutt’altro che memorabile. 0-0 al termine di novanta sofferti minuti per Riganò e compagni, in dieci nel finale per il rosso sventolato al prode Cherubini e graziati all’ultimo respiro dall’incrocio dei pali colpito su rigore da Giovanni Cipolla, il più talentuoso di una banda di onesti mestieranti delle serie minori, che consentì alla Florentia di Cavasin di staccare ulteriormente e definitivamente il Rimini.

Ma perché Gubbio nell’immaginario comune è diventato un posto così leggendario per la storia recente viola e perché in era dellavalliana quando le cose prendono una brutta piega ci si appella a quel gelido giorno di marzo come capro espiatorio? A sfatare il mito riguardante Gubbio e quella partita ci pensa il presidente dell’Atf Federico De Sinopoli, che definisce quella umbra “una trasferta insignificante, una delle tante di quella stagione su cui mettere una pietra sopra”. Per chi come lui ha alle spalle quasi 800 viaggi in giro per l’Italia e l’Europa con il giglio sul petto “è una domenica da smitizzare, che non ha cambiato le sorti di quel campionato. Possiamo casomai ricordare quella di Rimini – dove la Florentia grazie al gol della meteora Ekye Bismarck si prese senza più cedere la prima posizione – e la prima ad Arezzo” anche se la voglia di ripensare a quel periodo è poca. E allora è forse giunto il momento di superare la nevicata di Gubbio, momento populista, di unione e divisione, punto di non ritorno e panacea di tutti i mali. Meglio la notte di Anfield, di Eindhoven, la batosta di Siviglia e l’amarezza dell’Allianz Arena, che dibattere ancora su Gubbio e la C2.

Pier F. Montalbano
@____MONTY____
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Re: Settimana 13-19 Novembre (vari gli news)
« Reply #99 on: 11/14/17, 14:44 »
VIDEO – De Rossi sbotta in panchina: “Metti Insigne che dobbiamo vincere”

Nervi tesi sulla panchina azzurra nel secondo tempo. Lo staff di Ventura dice a De Rossi di andare a scaldarsi, ma il romanista non la prende affatto bene. Dal labiale ripreso dalla tv sembra addirittura che suggerisca il cambio: “Metti Insigne, dobbiamo vincere!”


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Re: Settimana 13-19 Novembre (vari gli news)
« Reply #100 on: 11/14/17, 14:46 »
Chiesa beffato: “Era previsto un suo inserimento in ottica Mondiale”

Il giornalista Alessandro Bocci svela un piccolo retroscena su Chiesa all’indomani della mancata qualificazione Mondiale

Alessandro Bocci, firma del Corriere della Sera che da anni segue la Nazionale, ai microfoni di Radio Bruno Toscana ha raccontato due retroscena in salsa viola:

Se Ventura si fosse qualificato, l’unico giocatore giovane che si sarebbe giocato un posto al Mondiale sarebbe stato Federico Chiesa. Era già prevista la sua convocazione per il prossimo stage e le due amichevoli. Tra l’altro uno degli stadi che era stato valutato per giocare la gara di ieri era il Franchi, per una questione logistica. Ma vista la risposta che c’era stata all’ultima partita si è scelto di giocare a San Siro.

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Re: Settimana 13-19 Novembre (vari gli news)
« Reply #101 on: 11/14/17, 15:09 »
Sentite Ulivieri: “Dimissioni Tavecchio? Non ne vedo il motivo”

Il presidente dell’Assoallenatori difende l’operato di Carlo Tavecchio in Figc

Il presidente dell’assoallenatori Renzo Ulivieri, interpellato da tuttomercatoweb.com all’indomani del disastro azzurro, ha difeso il lavoro di Tavecchio:

Che vorrebbe dire far dimettere Tavecchio? Qual è il senso, la logica? Non capisco. Ha lavorato, ha fatto cose importanti. Se non stesse realizzando un programma se ne potrebbe parlare, ma il programma va avanti. La politica generale di una Federazione, in un momento difficile anche a livello di leghe, c’entra poco con la qualificazione al Mondiale. La politica è la politica, poi se si va indietro negli anni, io ne ho anche di più e mi sembrano discorsi brutti da fare sinceramente . Mi sembra normale che ci siano responsabilità un po’ di tutti. Poi è indubbio che siamo andati fuori in 180 minuti dove gli altri hanno tirato una volta in porta e c’è questo da considerare: non siamo riusciti a trovare il bandolo della matassa.

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Re: Settimana 13-19 Novembre (vari gli news)
« Reply #102 on: 11/14/17, 21:00 »
Televiola – A pranzo con il Pentasport di Radio Bruno replica

Seguite con la nostra webcam i programmi di Radio Bruno

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Re: Settimana 13-19 Novembre (vari gli news)
« Reply #103 on: 11/14/17, 21:03 »
Ventura ci ripensa (forse): “Dimettermi? Sì”. Ma con buonuscita da 700mila euro?

Il Ct ha risposto con un “sì” alle domande pressanti delle Iene, ma intanto tratta con Tavecchio la buonuscita

Le dimissioni di Gian Piero Ventura? Nella conferenza stampa dopo la disfatta di San Siro, il ct aveva preso tempo. Intercettato dalle Iene in aeroporto, il tecnico sembra cambiare idea e la trasmissione di Italia 1 riesce a strappargli una promessa: «Si dimette o no? Ce lo promette?», gli viene chiesto più volte. «Sì», dice quasi sussurando Ventura.

Nel frattempo Premium Sport riporta un retroscena dalla notte, dove ci sarebbe stato un lungo confronto tra Tavecchio e Ventura. Durante questo incontro il numero uno della Federcalcio non ha risparmiato parole dure nei confronti del c.t. accusandolo di aver procurato alla Nazionale un danno d’immagine ed economico pesante e proprio su questo farà leva la Figc per evitare di sborsare i circa 700 mila euro richiesti dallo stesso allenatore come buonuscita. Ricordiamo che Ventura ha un contratto con la Figc fino al 2020.

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