Gli errori tattici: senza dighe a centrocampo...
Per cambiare modulo e abbandonare la difesa a tre che nelle ultime due gare ha subito cinque reti, Delio Rossi ha aspettato di subire due gol e restare in dieci per la follia di Olivera. Solo allora il tecnico viola è tornato alla difesa a 4 con tre centrocampisti (fuori un dannoso Vargas dentro Salifu) e due punte. Tardi, troppo tardi per poter sperare di cambiare qualcosa ed evitare la seconda sconfitta consecutiva, la terza del 2012. A tre mesi dal suo arrivo a Firenze si fatica ancora a vedere la mano dell'allenatore. O meglio, qualcosa in realtà traspare ma i segnali non sono certo confortanti. Soprattutto per quanto riguarda quella ricerca del gioco che la Fiorentina fatica a trovare. Non tanto in assoluto (qualcosa di buono nel primo tempo si è visto), ma quando dovrebbe rappresentare l'ancora a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà. E invece la Fiorentina sprofonda alle prime difficoltà, appare slegata sia in fase offensiva che in quella difensiva. Poche le idee, e quasi sempre legate a spunti personali, Jovetic su tutti.
Il resto è una squadra che non può chiamarsi tale, in perenne confusione e in cerca d'identità. Che dovrebbe essere quella di chi lotta per salvarsi il prima possibile, di chi è consapevole che da qui alla fine del campionato saranno «lacrime e sanguie». A parole però, perché nei fatti i viola hanno provato a giocare alla pari contro il Napoli uscendone con le ossa rotte e hanno ripetuto l'errore di sufficienza anche contro il Bologna presentandosi al Dall'Ara senza un incontrista di ruolo e con un centrocampo più adatto al palleggio (mai però andato a buon fine) che alla lotta. E allora per il Bologna è stato un gioco da ragazzi infilarsi tra le linee, soprattutto per la velocità e la tecnica di Ramirez e Diamanti unite all'esperienza e al cinismo di Di Vaio. I centrali viola sono così finiti a spasso, risucchiati e portati fuori posizione dai movimenti dei rifinitori rossoblù e colpiti sulla rapidità.
E se sulle fasce dalla parte di Cassani la Fiorentina ha quantomeno retto l'urto, la corsia occupata da Vargas (mai coadiuvato da Lazzari) è diventata per il Bologna una vera e propria autostrada. Lavoro, lavoro, lavoro. Le parole di Rossi ripetute come un mantra nei primi mesi della sua gestione appaiono quanto mai attuali. Ma il calendario è serrato e il tecnico avrà pochi giorni per preparare al meglio la gara contro la Lazio.