Da Pontello ai DV: tre ''ere viola'' a confronto
Pontello, Cecchi Gori, Della Valle: tre ere calcistiche di Fiorentina a confronto. Trentadue anni della nostra storia divisi in modi quasi uniforme: dieci campionati di serie A la famiglia di costruttori, undici con Mario e Vittorio, otto fino ad oggi (ma compresi quelli di C2 e B arriviamo a dieci) quelli con i fratelli marchigiani. Numeri da cui emergono dati interessanti e per certi versi contraddittori. Perché per adesso la gestione Pontello, non proprio amatissima dai tifosi, è in testa alle classifiche con un piazzamento medio tra il sesto posto e il settimo, davanti ai Della Valle che viaggiano a metà strada tra il settimo e l'ottavo e a Cecchi Gori, abbondantemente oltre il nono.
Le cifre però vanno sapute leggere e se si va un po' più in profondità si scoprono altre verità. Per esempio il fatto che la nuova Fiorentina si porta dietro il fardello del rocambolesco e faticosissimo sedicesimo posto ottenuto nel primo campionato di serie A. Meglio quindi andare a vivisezionare l'interregno di Pantaleo Corvino, che non a caso nell'analizzare il presente non esaltante si appella spesso al passato per invitare tutti ad avere fiducia nel futuro. E proprio dalla recente storia viola emerge un dato stimolante per la squadra di Rossi: basterebbe infatti raggiungere il nono posto, risultato assolutamente alla portata della squadra, per superare sia pure di poco nel settennato corviniano la media dei Pontello. Per raggiungere invece in assoluto il primato bisognerebbe invece vincere lo scudetto, ipotesi al momento francamente improbabile... È opportuno ricordare come i Della Valle abbiano comunque pagato negli ultimi anni il quinto monte ingaggi d'Italia (in questa stagione il settimo) e anche come certe posizioni siano più difficili da raggiungere con il campionato a venti squadre piuttosto che con quello a sedici o diciotto. Per questo motivo vanno apprezzati di più i risultati degli ultimi anni, a patto però di non restare ancorati a una sterile rivisitazione del passato.
Restando a Corvino, i Della Valle sono stati molto più fedeli dei loro predecessori. Nei dieci campionati di serie A «pontelliani» sulla plancia di comando viola si sono avvicendati Tito Corsi, Italo Allodi, Claudio Nassi e Nardino Previdi. Mario e Vittorio Cecchi Gori si sono avvalsi dell'operato di Maurizio Casasco, Oreste Cinquini, Giancarlo Antognoni, Nello Governato e Giuseppe Pavone. I Della Valle in serie A si sono invece fermati alla coppia Lucchesi-Galli e dopo, appunto, solo a Pantaleo Corvino, con cui hanno costruito le stagioni più belle. Grazie anche all'apporto fondamentale di Cesare Prandelli, che ha firmato da allenatore quattro campionati da incorniciare: quarto, terzo (al netto della penalizzazione), quarto, quarto.
Rimane però sullo sfondo l'esigenza di vincere qualcosa ed è qui che le cose non tornano. Perché proprio la gestione peggiore, quella dei Cecchi Gori, contraddistinta da due vergognose retrocessioni, è stata anche l'unica stagione che negli ultimi trentasette anni abbia portato qualche trofeo nella bacheca viola. Due volte la Coppa Italia e una volta la Supercoppa italiana, oltre ad un effimero titolo di campione d'inverno, peraltro conquistato anche dai Pontello nel campionato 81/82. Alla gestione Della Valle mancano ancora dei momenti così, l'unica volta che ci sono andati vicini è stato nel maggio 2008, quando Liverani e Vieri dal dischetto gettarono al vento contro i Rangers la possibilità di giocarsi la finale di Europa League. Roba di appena quattro anni fa, anche se sembra passato un secolo.