Author Topic: Il programma degli allenamenti per la prossima settimana  (Read 924 times)

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Guidolin, il turbo sulle ali (e la ferocia delle grandi)

Delio Rossi, ne siamo certi, non avrà dimenticato. L'ultima volta che ha incrociato l'Udinese era giusto febbraio (il 27) di un anno fa, alla guida del Palermo: la lezione fu severissima, 7-0 casalingo. Il risultato, sconsolante: esonero. E poco importa che Zamparini lo abbia richiamato nel giro di un mese: quella sconfitta brucia ancora. E oggi, con la Fiorentina, in qualche modo la vorrebbe vendicare. O, perlomeno, allontanare, chiuderla in un angolino della memoria dove non può fare danni. Non sarà facile perché la squadra friulana, nonostante le cessioni pesantissime, Zapata in difesa, Inler a centrocampo, soprattutto Sanchez in attacco, è rimasta tale e quale. Anzi, se possibile, è persino migliorata. È vero che in trasferta si è un po' involuta, come confermano le ultime due sconfitte consecutive, a Torino con la Juve e prima ancora a Marassi contro il Genoa e che, in generale, ha perso quattro delle ultime sei partite lontano dal Friuli, ma resta un avversario scomodo e insidioso.

L'Udinese a volte può sembrare sorniona, ma è lesta nelle ripartenze e abile a sfruttare le indecisioni degli avversari. Quando sembra in difficoltà, morde come una vipera. Specializzata nel contropiede, corre veloce sugli esterni, è temibile con il solito, implacabile, Di Natale, il bomber senza tempo: più invecchia, più è bravo. Totò è capocannoniere con 15 reti, le stesse di Ibrahimovic. Tanto che Prandelli, dopo averlo messo da parte all'inizio del suo progetto, si è convinto a chiamarlo in Nazionale per la partita contro gli Stati Uniti, il 29 febbraio a Marassi e medita di portarlo all'Europeo in Polonia e Ucraina.Guidolin, che la Fiorentina l'ha sfiorata e poi spesso battuta, ha una squadra completa: la difesa, con appena 17 reti, è la seconda meno perforata del campionato, a pari merito proprio con quella viola, che però ha giocato una partita in meno. In compenso, l'attacco è molto più prolifico: 31 reti contro le 20 della banda Rossi. Di Natale ne ha segnate poco meno della metà. Da verificare se a Firenze l'allenatore friulano sosterrà il bomber capitano con un'altra punta, vale a dire Floro Flores, che a gennaio è entrato nel mirino di Corvino. Altrimenti spazio ad un centrocampista in più (Abdi) e forse questa è la soluzione più probabile. Ma anche se rinunciasse ad un attaccante, l'Udinese non si accontenterà. Oltre a Di Natale, la difesa viola dovrà fare attenzione agli inserimenti degli esterni, Basta a destra e soprattutto turbo Armero sulla corsia sinistra.

Il più in forma è Isla, un esterno che si adatta bene anche in mezzo al campo e che all'andata ha colpito duro la Fiorentina in una partita senza storie, chiusa già alla fine del primo tempo. Era un'altra squadra: con Mihajlovic in panchina e Gilardino centravanti. Ora, nel cuore dell'attacco, c'è Amauri. La sua voglia di riscatto è la speranza di Rossi. L'Udinese porta bene al brasiliano. Alla squadra di Guidolin, quasi un anno fa, Amauri segnò gli ultimi gol in serie A: una doppietta allo stadio Friuli, lo scorso 23 aprile, con la maglia del Parma. Ci riproverà. Ma sarà più difficile. Guidolin, scottato dalla sconfitta, ha preparato bene la partita e le trappole: è vero che dovrà fare a meno dello squalificato Danilo, ma ha recuperato Benatia dalla coppa d'Africa e l'acciaccato Domizzi stringerà i denti. Amauri sarà guardato a vista, dentro e fuori dall'area, al pari di Jovetic.La Fiorentina ha i mezzi per fare male. Ma deve giocare con grande intensità. Per novanta minuti. E non aspettarsi regali. L'Udinese ha la ferocia delle grandi e non ha abbandonato il sogno Champions.
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Di Natale, l'implacabile del gol

Perfino il Wall Street Journal gli ha dedicato una pagina, ormai Totò Di Natale è un fenomeno mondiale. “A striker from the shadows” ha scritto nel suo servizio il giornale americano. Un attaccante dall’ombra. Beh, parlando di gol non è proprio così. Totò non sarà famoso nel resto d’Europa come Ibrahimovic, però ha segnato quasi 150 reti in serie A e a 34 anni non sembra intenzionato a fermarsi. Infatti è ancora in testa alla classifica dei cannonieri (proprio con l’attaccante del Milan) a quota 15. Jovetic è solo cinque gol più giù. Oggi si troveranno uno di fronte all’altro. Una bella sfida. Veloce, intrigante. Da una parte il vecchio goleador, dall’altra uno dei nuovi talenti del nostro calcio. Sfida generazionale, anche. Ma c’è dell’altro. La Fiorentina ha bisogno dei gol di Jovetic per uscire da una situazione un po’ difficile, l’Udinese si affida ancora a Totò per rimettere a posto le cose in trasferta. Finora solo due vittorie fuori casa su dieci partite per la squadra di Guidolin, e dodici gol subiti su diciassette totali. A proposito, Fiorentina e Udinese, dopo la Juve, sono le squadre che hanno preso meno gol. Curioso: il capocannoniere della serie A contro una delle difese più solide del campionato. Chissà come andrà a finire. Del resto, si sa: marcare Di Natale non è facile. Un gol lo ha segnato anche all’andata, in totale sono sei le reti realizzate alla Fiorentina. Non tante considerato il suo standard. Con altre squadre ha fatto di peggio. Diciamo che Gamberini & Co. sanno come si fa a bloccarlo. Ci proveranno, almeno. Di Natale è un giocatore rapido e se ha spazio diventa imprendibile. Quindi marcatura stretta, giocare sull’anticipo e non fare errori. Non solo, Totò ha pure un bel tiro, anche da fuori area è pericoloso, e qui entrano in gioco i centrocampisti, a turno anche loro si dovranno occupare di Di Natale. Perché la fase difensiva, come ci hanno insegnato un sacco di allenatori, la fanno tutti, anche gli attaccanti. Dunque Di Natale è un problema di tutti, facendo attenzione però a non concentrarsi troppo su un giocatore solo. Sarebbe un errore. Ma non c’è solo questo, ormai Di Natale è l’icona di se stesso. È finito perfino in una striscia a fumetti. Ha una scuola calcio, e quest’anno è stato l’unico italiano ad essere inserito nella lista dei cinquanta candidati al Pallone d’Oro. Con Messi e Ronaldo. In fondo a modo suo anche Totò è un piccolo fenomeno. Cresciuto in provincia ha galleggiato nel calcio facendo gol su gol. Prandelli potrebbe portarlo agli Europei. Questa, però, è un’altra storia. Prima c’è la Fiorentina. Novanta minuti nel freezer del Franchi per non perdere di vista Juve e Milan. A Delio Rossi il compito di chiudergli la strada. Il tecnico in queste poche partite sulla panchina della Fiorentina ci è già riuscito con Ibrahimovic e Robinho, poi con Lamela e Pjanic e anche con Milito. Zero gol. Gli è sfuggito solo Miccoli, ma una disattenzione ci può stare. In ogni caso contro Di Natale sa bene cosa fare. L’anno scorso, nel famoso 7-0 a Palermo, il piccolo attaccante dell’Udinese ne mise dentro tre. Tanta roba. E Delio non ha dimenticato. Anche per questo ha preparato la sfida di oggi in ogni particolare. Occhio a Di Natale, ma attenzione a tutta l’Udinese. La Fiorentina ha bisogno di punti per riscaldare il cuore della gente e la sua classifica. Di Natale permettendo.
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Amauri più Jo-Jo, tutto confermato

E’ una doppia sfida quella alla quale sono chiamati i tifosi quest’oggi. Da una parte la gara contro l’Udinese, terza in classifica e attualmente in corsa per un posto in Champions League, dall’altra le condizioni climatiche che per oggi si prevedono rigidissime. Tanto da aver spinto le autorità a decretare la chiusura della Curva Ferrovia nella quale, complice il vento e l’ombra, la temperatura percepita rischia di essere ben al di sotto di soglie accettabili. Il poco pubblico e il freddo non hanno distolto Rossi dai suoi intenti, a cominciare dalla voglia di dare continuità al risultato acquisito nel derby, domenica scorsa, contro il Siena. Se a questo aspetto si aggiunge l’opportunità che ha avuto la Fiorentina di non giocare a Bologna, mentre la squadra di Guidolin sconfiggeva in casa il Lecce, il quadro potrebbe essere meno preoccupante del previsto. Di sicuro gli ulteriori allenamenti svolti in settimana hanno aiutato Amauri ad inserirsi ancora di più negli schemi del tecnico viola e, perché no, anche ad entrare in maggiore sintonia con Jovetic.
Riparte da questa coppia, la Fiorentina che ha visto partire tre attaccanti nell’ultima finestra invernale di mercato, e anche dal modulo al quale ormai l’allenatore sembra essersi definitivamente affidato. Tre difensori e cinque centrocampisti piazzati alle spalle di Jovetic e Amauri, questa in sintesi l’idea di Rossi per affrontare l’Udinese. Gamberini, Natali e Nastasic i tre dietro, mentre a centrocampo i dubbi sembrano essere pochi. Cassani e Pasqual agiranno esterni, con De Silvestri non convocato per scelta tecnica e Vargas che ancora non sembra convincere, mentre con Behrami e Montolivo sembra essere Lazzari il prescelto per completare la linea mediana con Salifu relegato in panchina.
Da valutare poi le alternative che andranno in panchina. Cerci e Marchionni tornano tra i convocati, ma potrebbero finire in tribuna, mentre non è stato chiamato il giovane Zohore, arrivato a gennaio, che a breve sarà aggregato alla Primavera per il Torneo di Viareggio.
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Fiorentina-Udinese, i probabili schieramenti tattici

Ecco gli schieramenti previsti dal Corriere dello Sport-Stadio per oggi

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Wiola Komiks La professionalità è tutto

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Domenica polare, al Franchi solo gli irriducibili

Saltato il turno infrasettimanale per il maltempo, la Fiorentina oggi è di scena al Franchi, dove sfida una tra le più belle, se non la più bella, realtà del calcio italiano: l’Udinese. A Firenze il pericolo neve è stato scampato ma c’è un altro ostacolo, sempre dovuto al rigido inverno di questo periodo, che la squadra gigliata e i suoi tifosi si troveranno a dover combattere. Il freddo polare. Le temperature, che vanno da un massimo di -3° ad un minimo di -9°, che si registrano nel capoluogo toscano associate al vento gelido che spira da Nord Est in maniera incessante hanno spinto la società viola alla decisione di chiudere il settore della Curva Ferrovia, riducendo ulteriormente la capacità dell’impianto. I possessori dell’abbonamento di Ferrovia o chi avesse comprato il biglietto potrà sistemarsi in Fiesole che tornerà ad essere un po’ più gremita. Certamente, per chi è abituato da anni a frequentare quei gradoni dello stadio non sarà facile abbandonarli e nemmeno lo faranno a cuor leggero ma queste sono le decisioni e a queste i tifosi si devono attenere. Nonostante la partita sia contro un’avversaria di tutto rispetto e che nelle sfide degli anni passati abbia offerto spettacolo e gol, l’Artemio Franchi non registrerà un grande afflusso di pubblico. Non che questa sia novità.
Infatti, in questa stagione Firenze non si è mai distinta per numero di spettatori, ma questa volta si potrebbe addirittura registrare il record negativo.
Colpa del meteo in primis ma può essere anche che una parte del tifo non sia rimasta soddisfatta dal mercato di gennaio e stenti ancora a dare fiducia alla squadra. Ammesso che tutti i possessori dell’abbonamento (13.024 ndr) siano presenti, i supporters sugli spalti potrebbero attestarsi, nella migliore delle ipotesi, attorno ai quindicimila. I tagliandi venduti fino a ieri erano veramente pochi.
Si è parlato molto delle colpe, vere o presunte, che avrebbero le televisioni a pagamento in questo calendario pazzo e degli stadi sempre più vuoti, ma è probabile che una parte di appassionati preferisca rimanere al calduccio davanti al proprio televisore con davanti un bel thè caldo. Per chi, invece, non si vuol perdere il sapore, la tensione, la gioia e la sofferenza dal vivo sfidando freddo e gelo, dovrà vestirsi pesante e cercare di scaldarsi il più possibile cantando e incitando la propria squadra. Tutti i tifosi si augurano che i giocatori viola diano il massimo in campo per tutti i novanta minuti riuscendo magari a conquistare tre punti importanti contro una grande formazione.
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Virgili, il friulano che regalò lo scudetto a Firenze

Beppe Virgili, centravanti. Facciamo subito capo a lui nello sfogliare, magari con disordine, i ricordi di Fiorentina.-Udinese. Se qualche giovane tifoso viola chiedesse: chi è Virgili? La risposta è: 101 partite, 55 gol [esattamente 115 gare e 62 reti, ndr], ecco chi era.- Veniva dall’Udinese, lui friulano di nascita, passò alla Fiorentina e vinse lo scudetto con Julinho e Montuori, insomma con quella grande squadra che non ebbe rivali. No, non ne ebbe, una sola sconfitta basta (e avanza) a dimostrarlo.

A Udine, che è appunt la sua città, Virgili giocava con il portiere Puccioni, toscano di Castelfiorentino, con Invernizzi, Menegotti, il danese Ploeger e l’ex viola Beltrandi. In viola giocavani già Castagliola-Magnini-Cervato (due terzini a dir poco fantastici) e poi il mancino Augusto Magli da Molinella, Bologna, Gunnar Gren, svedese del famnosoi trio, e davanti Bacci di Campi Bisenzio (28 partite, 13 gol, e rizzati). Vttoria dei i viola in trasferta, due a uno, gol di Virgili da una parte, di Gratton e Magli dall’altra. In casa, zero a zero.
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