Guidolin, il turbo sulle ali (e la ferocia delle grandi)Delio Rossi, ne siamo certi, non avrà dimenticato. L'ultima volta che ha incrociato l'Udinese era giusto febbraio (il 27) di un anno fa, alla guida del Palermo: la lezione fu severissima, 7-0 casalingo. Il risultato, sconsolante: esonero. E poco importa che Zamparini lo abbia richiamato nel giro di un mese: quella sconfitta brucia ancora. E oggi, con la Fiorentina, in qualche modo la vorrebbe vendicare. O, perlomeno, allontanare, chiuderla in un angolino della memoria dove non può fare danni. Non sarà facile perché la squadra friulana, nonostante le cessioni pesantissime, Zapata in difesa, Inler a centrocampo, soprattutto Sanchez in attacco, è rimasta tale e quale. Anzi, se possibile, è persino migliorata. È vero che in trasferta si è un po' involuta, come confermano le ultime due sconfitte consecutive, a Torino con la Juve e prima ancora a Marassi contro il Genoa e che, in generale, ha perso quattro delle ultime sei partite lontano dal Friuli, ma resta un avversario scomodo e insidioso.
L'Udinese a volte può sembrare sorniona, ma è lesta nelle ripartenze e abile a sfruttare le indecisioni degli avversari. Quando sembra in difficoltà, morde come una vipera. Specializzata nel contropiede, corre veloce sugli esterni, è temibile con il solito, implacabile, Di Natale, il bomber senza tempo: più invecchia, più è bravo. Totò è capocannoniere con 15 reti, le stesse di Ibrahimovic. Tanto che Prandelli, dopo averlo messo da parte all'inizio del suo progetto, si è convinto a chiamarlo in Nazionale per la partita contro gli Stati Uniti, il 29 febbraio a Marassi e medita di portarlo all'Europeo in Polonia e Ucraina.Guidolin, che la Fiorentina l'ha sfiorata e poi spesso battuta, ha una squadra completa: la difesa, con appena 17 reti, è la seconda meno perforata del campionato, a pari merito proprio con quella viola, che però ha giocato una partita in meno. In compenso, l'attacco è molto più prolifico: 31 reti contro le 20 della banda Rossi. Di Natale ne ha segnate poco meno della metà. Da verificare se a Firenze l'allenatore friulano sosterrà il bomber capitano con un'altra punta, vale a dire Floro Flores, che a gennaio è entrato nel mirino di Corvino. Altrimenti spazio ad un centrocampista in più (Abdi) e forse questa è la soluzione più probabile. Ma anche se rinunciasse ad un attaccante, l'Udinese non si accontenterà. Oltre a Di Natale, la difesa viola dovrà fare attenzione agli inserimenti degli esterni, Basta a destra e soprattutto turbo Armero sulla corsia sinistra.
Il più in forma è Isla, un esterno che si adatta bene anche in mezzo al campo e che all'andata ha colpito duro la Fiorentina in una partita senza storie, chiusa già alla fine del primo tempo. Era un'altra squadra: con Mihajlovic in panchina e Gilardino centravanti. Ora, nel cuore dell'attacco, c'è Amauri. La sua voglia di riscatto è la speranza di Rossi. L'Udinese porta bene al brasiliano. Alla squadra di Guidolin, quasi un anno fa, Amauri segnò gli ultimi gol in serie A: una doppietta allo stadio Friuli, lo scorso 23 aprile, con la maglia del Parma. Ci riproverà. Ma sarà più difficile. Guidolin, scottato dalla sconfitta, ha preparato bene la partita e le trappole: è vero che dovrà fare a meno dello squalificato Danilo, ma ha recuperato Benatia dalla coppa d'Africa e l'acciaccato Domizzi stringerà i denti. Amauri sarà guardato a vista, dentro e fuori dall'area, al pari di Jovetic.La Fiorentina ha i mezzi per fare male. Ma deve giocare con grande intensità. Per novanta minuti. E non aspettarsi regali. L'Udinese ha la ferocia delle grandi e non ha abbandonato il sogno Champions.